martedì, 28 febbraio 2017
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Opinioni e commenti
 

Colasurdo e i femminielli di Mamma Schiavona
Pubblicato il 06-02-2017


marcello colasurdoArcigay Torino organizza, a CasArcobaleno, due giornate dedicate a Mamma Schiavona, la Madonna di Montevergine alla quale la comunità LGBTI campana è profondamente legata. In occasione dell’importante appuntamento sarà presente Marcello Colasurdo, cantore, interprete, profondo conoscitore della tradizione campana legata al mondo della Tammurriata e alle ritualità pagane ad esse associate.
Venerdì 10 febbraio alle 19.00 conferenza e mostra fotografica Femminielli e Mamma Schiavona; a seguire, alle 20.00 apericena mentre alle 21.30 concerto I Poppuli e Luca Barrotta con la grande partecipazione di Marcello Colasurdo.
“La Festa della Candelora, conosciuta come Festa dei Femminielli, viene celebrata in molte località della Campania mescolando sincretismo religioso e ritualità pagana” spiega Francesca Puopolo, Presidente di Arcigay Torino. “Come ricorda Marcello Colasurdo, non c’è maschio che non sia femmina e non c’è femmina che non sia maschio; Marcello, mentre guida i femminielli durante la salita della scala santa al Santuario dedicato alla Madonna di Montevergine, intona canti di devozione per il Culto delle Sette Sorelle, che narra l’allontanamento di Mamma Schiavona, considerata tra tutte la più brutta perché nera. Secondo la leggenda” continua Francesca Puopolo “durante l’ascesa al Monte, Mamma Schiavona divenne la più bella e la più miracolosa. Il monte è il medesimo che videro molti secoli prima i Coribanti, preti eunuchi di Cibele, sul quale la grande madre Terra costruì il suo tempio; i sacerdoti si eviravano ritualmente per offrire il loro sesso in dono alla dea e rinascere con una nuova identità. Si vestivano con abiti femminili di seta gialla, arancione, rosa e altri colori sgargianti. Si truccavano pesantemente gli occhi e attraversavano in gruppo le città in processioni orgiastiche accompagnate da canti, balli e suoni di tamburo. Nel 1256 d.C. due giovani omosessuali, in seguito allo scandalo provocato dalla loro relazione, furono portati sul Monte affinché morissero di freddo e di stenti; Mamma Schiavona salvò i due ragazzi che poterono, così, continuare ad amarsi. Questa leggenda” conclude Puopolo “nelle sue molteplici varianti, accompagna la comunità LGBTI nella venerazione per la Madonna di Montevergine e, nel giorno della Candelora, il culto pagano torna in vita nella liturgia devozionale, i tamburi cominciano a suonare, si prega, si canta e si balla. Gradino dopo gradino si percorre la scalinata, si attraversa la navata della chiesa e si va ad onorare Mamma Schiavona”.
Sabato 11 febbraio dalle 15.00 alle 18.00, a CasArcobaleno, verrà organizzato il workshop La gestualità contadina e pagana nella tammurriata condotto da Marcello Colasurdo e Elvira Rita Gorga. Un viaggio nell’antichità attraverso le gestualità nella danza, dal mondo pagano a quello contadino.

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