mercoledì, 22 febbraio 2017
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Opinioni e commenti
 

Marco Andreini
Dal Novecento al Socialismo del Futuro
Pubblicato il 13-02-2017


Ci siamo domandati in tanti nel partito se abbiamo fatto bene a rifare un congresso dopo appena un anno da quello che si è tenuto a Salerno.
Personalmente credo che abbiamo fatto la cosa giusta, indipendentemente dalla famosa causa pendente, perché molti avvenimenti sono avvenuti all’esterno e un dibattito franco e aperto non potrà che farci bene.
L’esito del referendum, soprattutto la grande partecipazione al voto ha messo in luce che c’è un Italia che vuole contare e che la narrazione Renziana da sola non basta più a rappresentarla.
Il 4 di Dicembre abbiamo anzi sentito il grido di dolore di un paese in difficoltà, nel quale sta aumentando la povertà, e che a causa del suo storico debito fa più fatica di altri ad uscire dalla crisi.
Ed è questa difficile situazione a cui i partiti, tutti, non hanno saputo e non sanno dare risposte che ha dato linfa vitale al populismo demagogico, da noi come in America e in Europa.
L’avvento di questi pericolosi nazionalismi protezionistici è il risultato della definitiva sconfitta di un disegno mondiale che vedeva gli Usa come unica Potenza mondiale e la globalizzazione portata avanti dal capitalismo selvaggio delle Finanziarie e da multinazionali senza scrupoli, come filosofia planetaria dominante anche a Sinistra.
La crescita esponenziale dell’economia Cinese ,la ritrovata capacità Russa nella gestione delle crisi, unita ad errori della politica estera americana impongono all’Europa un decisivo salto di qualità verso un Europa dei popoli capace di avere oltre che una moneta unica, un’unica difesa. Il Socialismo nel mondo e nel nostro paese deve porsi come baluardo contro il pericolo dei nazionalismi e deve avere la capacità di parlare alle fasce più povere del pianeta come del paese.
E in Italia questo vuole dire mettere in campo un progetto politico simile a quello che permise nel 1993 al paese di entrare in Europa. Dobbiamo creare le condizioni per un grande patto sociale fra tutte le realtà produttive i Sindacati e il Governo,che ponga al centro le grandi questioni irrisolte del paese;

1. Una legge straordinaria sulla disoccupazione giovanile e una revisione sostanziale della legge 30 del 2003 che crei un vero sistema di ammortizzatori sociali

2. Una politica Industriale che decida quali siano i settori strategici del paese nei quali si deve investire

3. Una politica che affronti il nodo dello sviluppo nel Meridione.

Queste dovranno essere le tematiche che dovranno vederci a discutere a congresso e su queste basi credo sia utile preparare un documento integrativo all’unica mozione presentata dal segretario uscente Riccardo Nencini che ho sottoscritto come tanti e, intitolata “Oltre il Novecento”.
Un documento che affronti anche la prospettiva futura del Partito proponendo di lavorare per un progetto politico che veda insieme i valori del socialismo riformista con le esperienze del civismo metropolitano di Zedda ,Pisapia e D’oria e il mondo dell’ambientalismo non integralista.

Marco Andreini

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Commenti all'articolo
  1. Mi trovo di massima d’accordo sul fatto di non diluire e disperdere l’attenzione su troppi argomenti e progetti – col rischio di rimanere poi in superficie, essere cioè piuttosto generici limitandosi semmai ad enunciati di principio – ma quelli elencati mi sembrano comunque un po’ pochi, visti i problemi che stanno “battendo alla porta” della nostra società.

    Vi includerei pertanto alcune altre tematiche, come la microeconomia, che è stata ed è forse a tutt’oggi una impalcatura importante del nostro sistema produttivo, e andrebbe pertanto sostenuta, nonché la sicurezza, ossia la microcriminalità, che sta creando una forte e crescente preoccupazione, almeno dalle mie parti, per aggiungervi poi il problema immigrazione e il rapporto con l’entità europea.

    Anche con queste integrazioni, si resterebbe comunque sempre all’interno di un numero contenuto e “gestibile” di questioni “aperte”, con la possibilità di concentrarsi eventualmente su quelle più “calde” e pressanti, e sono comunque materie che interessano direttamente le nostre comunità, e le posizioni espresse in merito da un partito riscuotono solitamente attenzione da parte della “gente”.

    Includerei infine un tema più squisitamente politico, ossia la legge elettorale, in merito alla quale i socialisti dovrebbero a mio avviso avere ed avanzare una propria proposta, ma a questo punto, una volta messo a punto un “pacchetto” di idee, non andrei ad impegnarmi e “costringermi” in alleanze predefinite, individuate cioè su base ideologica, ma cercherei piuttosto di vedere chi lo condivide maggiormente (essendo il modo più naturale per poterlo realizzare, se per l’appunto è questo l’obiettivo cui si punta e al quale si intende giungere).

    Paolo B. 20.02.2017

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