giovedì, 14 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Maria Rosaria Cuocolo
In risposta a Ricciuto, sulla situazione napoletana
Pubblicato il 20-02-2017


Caro Direttore, ultimamente la nostra gloriosa testata sta ospitando gli interventi di alcuni compagni che tendono a giustificare una scelta dissennata che ha portato la Federazione Napoletana a ritrovarsi priva di direzione politica alla vigilia dell’appuntamento elettorale delle passate amministrative per il rinnovo del Consiglio comunale di Napoli.
Le posizioni in campo sono già note e non mi interessa qui alimentare una polemica sterile che troverà la sua naturale composizione nell’ambito del prossimo Congresso nazionale.
Ciò che mi preme riconfermare è la verità dei fatti per come si sono svolti:
1) dopo approfonditi e ripetuti incontri degli organismi direttivi del Partito napoletano, nonostante le riserve espresse da pochissimi compagni, si decise di aderire alla Coalizione di Centro sinistra partecipando alle primarie di coalizione, che vedevano in campo, per il PD, l’ex sindaco Bassolino e la deputata Valente ed alle quali partecipammo con una nostra autonoma candidatura (le primarie si svolsero nel 2016 ben cinque anni dopo i fatti ricordati dal compagno Ricciuto ed ai quali non mi pare egli facesse riferimento quando sosteneva entusiasticamente la necessità di parteciparvi).
2) Dalle primarie, nonostante tutti i sondaggi favorevoli a Bassolino (che, forse, anche qualcuno fra i nostri dava per scontati), uscì vincente la candidatura della Valente. In seguito a tale risultato, il Partito napoletano ritenne a maggioranza che questo fatto giustificasse il defilarsi dalla Coalizione e l’appoggiare la candidatura del Sindaco uscente De Magistris, verso il quale ci avevano caratterizzato cinque anni di durissima opposizione politica.
3) Alla vigilia della formazione dele liste, l’ultima riunione di Direttivo provinciale, a cui presenziò anche il compagno Schietroma quale Coordinatore della Segreteria nazionale, il Segretario provinciale dichiarò l’impossibilità per il Partito di presentare liste autonome del PSI ne’ a sostegno della Valente ne’ a sostegno di De Magistris, formalizzando, al contempo, le proprie irrevocabili dimissioni dalla carica. Per convinta solidarietà, l’intera Segreteria provinciale, compreso il Presidente del Direttivo provinciale, compagno Ricciuto, si dimisero a loro volta, lasciando il Partito privo di guida politica alla vigilia di un appuntamento fondamentale per la Città di Napoli, quale la competizione elettorale comunale.
4) In seguito a questo “vulnus”, la Segreteria nazionale dovette intervenire nominando un Commissario pro tempore per affrontare le incombenze elettorali, cosa che venne fatta predisponendo, in soli quaranta giorni, liste autonome del Partito sia per il Consiglio comunale che per le Municipalità (per quanto riguarda queste ultime, non furono presentate per scelta politica e non, certo, per incapacità organizzativa). È evidente che liste in tal modo formate non potessero, certo, raggiungere risultati eclatanti, pur tuttavia il Partito, grazie anche all’entusiasmo profuso dai suoi candidati (nonostante l’impegno a contrario di numerosi “dirigenti” della vecchia Segreteria, che ritennero, nella migliore delle ipotesi, di defilarsi dalla competizione e, nella peggiore, di candidarsi direttamente in liste alternative a quelle di Partito), ottenne uno 0,44%, a fronte dello 0,83% raggiunto alle precedenti comunali con una lista civica che ci vedeva uniti ai Verdi e con la presenza del nostro segretario provinciale dell’epoca.
In conclusione, non si è trattato di alcun colpo di mano ne’ di alcuna imposizione dei vertici nazionali contro quelli locali, come da lungo tempo si va cianciando, ma la semplice manifestazione di incapacità di un sedicente “Gruppo dirigente” che ha dimostrato di essere irresponsabile e, in alcuni casi, di essere incapace di anteporre il bene della comunità socialista alle proprie aspirazioni personali.
Mi dispiace che il compagno Ricciuto rifiuti di leggere la Mozione di Nencini, in essa ritroverebbe, ne sono sicura, spunti di riflessione importanti per ribadire l’appartenenza del Partito ad un’area laica e riformista, che si contrappone ai populismi ed alla demagogia dilaganti in questo difficile frangente politico.
Ci vediamo al Congresso.

Maria Rosaria Cuocolo

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