martedì, 12 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Mdp. Nascono i gruppi alla Camera e al Senato
Pubblicato il 28-02-2017


Francesco Laforgia

Francesco Laforgia

Il governo non è a rischio mettono subito in chiaro dalla nuova formazione politica che oggi prende vita in Parlamento con la creazione dei gruppi. Alla Camera il Movimento democratico e progressista arriva a quota 37 deputati pervenuti da Pd e da Sel. La prima riunione del neo gruppo è stata aperta da Roberto Speranza che ha proposto come capogruppo l’ex Dem Francesco Laforgia, eletto subito all’unanimità.

Al Senato invece i componenti del gruppo sono 14. In questo caso tutti provenienti dal Pd. Nella prima assemblea, a quanto si apprende, Maria Cecilia Guerra è stata eletta presidente e Federico Fornaro tesoriere. I componenti del nuovo gruppo che nasce a sinistra del Pd sono: Filippo Bubbico, Maria Grazia Gatti, Lodovico Sonego, Miguel Gotor, Doris Lo Moro, Carlo Pegorer, Federico Fornaro, Maria Cecilia Guerra, Lucrezia Ricchiuti, Maurizio Migliavacca, Nerina Dirindin, Paolo Corsini, Felice Casson, Manuela Granaiola. In pratica la minoranza Pd quasi al completo.

Roberto Speranza, aprendo la prima riunione dei deputati del Movimento democratici e progressisti ha detto ai suoi che “dobbiamo aggredire il grande spazio politico esistente. Molte adesioni sono arrivate in queste ore. La forza dei nostri gruppi parlamentari è uno dei punti di partenza. Dobbiamo costruire insieme il progetto politico da far vivere fuori, nel Paese”.

Dal Pd arrivano gli auguri di buon lavoro, ma anche “l’amarezza per gli amici che hanno lasciato il gruppo e il partito nato per unire il riformismo italiano”. Come scrive su Twitter il capogruppo del Pd alla Camera, Ettore Rosato. Mentre il capogruppo Pd al Senato Zanda lancia un allarme: “La scissione indebolisce oggettivamente il governo. Non tanto per i voti di fiducia: penso che gli scissionisti la voteranno. Però accentueranno le prese di distanza su provvedimenti ed emendamenti per marcare la propria identità. E crescerà di conseguenza la possibilità di incidenti parlamentari”.

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