martedì, 12 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Mentre il Pd si divide, il Centrodestra si ricompatta
Pubblicato il 22-02-2017


centro-destraIl partito democratico come nella migliore tradizione della sinistra democratica ha finito con lo spaccarsi portando a malumori e malintesi nell’elettorato dem, al contrario sul versante opposto, quello di destra si intravedono alleanze, in previsione di prossime consultazioni elettorali.
Nel frattempo stamattina al Nazareno c’è stata la prima riunione della commissione congresso votata ieri dalla Direzione Pd. Nel corso della riunione il vicesegretario del Partito democratico, Lorenzo Guerini, è stato eletto all’unanimità presidente della commissione per il Congresso. La commissione ha inoltre deliberato la partecipazione ai suoi lavori, senza diritto di voto, di Gianni Dal Moro, presidente della commissione nazionale di garanzia, e di Mattia Zunino, segretario dei Giovani democratici, e tornerà a riunirsi per procedere con la formulazione delle regole congressuali.
Se la sinistra si ritrova ancora una volta divisa e amareggiata, a destra Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia stanno costruendo le basi per trovare l’intesa.
Uno dei principali scogli da superare è la sentenza di Strasburgo sull’eleggibilità di Berlusconi, e con le modifiche alla legge elettorale il centrodestra ha la possibilità di presentarsi in coalizione e non più solo con un partito o lista. Il progetto sarebbe quello così di non indicare prima del voto un candidato presidente del Consiglio facendo di fatto le primarie il giorno stesso delle elezioni.
Secondo quanto riporta Affariitaliani.it nella coalizione dovrebbero esserci sei forze politiche: Forza Italia (con Berlusconi candidato se arriverà una buona notizia dalla Corte di Giustizia Ue), la Lega (che potrebbe diventare Lega dei Popoli per presentarsi in modo uniforme da Nord a Sud), Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale, i Conservatori Riformisti di Raffaele Fitto, i Sovranisti di Alemanno e Storace e una lista moderata e più centrista che dovrebbe costruirsi intorno a Gianfranco Rotondi, al movimento dell’ex Ncd Gaetano Quagliariello e con l’apporto dell’ex ministro della Difesa Mario Mauro.
Nel frattempo circolano voci di un un già designato delfino per l’ex Cavaliere, ma nel Carroccio. L’asso nella manica di Berlusconi e del centrodestra sarebbe il leghista Luca Zaia, giovane (per la politica italiana), amato nella sua Regione, stimato dagli avversari e il governatore più votato d’Italia. Inoltre Zaia può vantare già di aver sconfitto il centrosinistra con quando doppiò a sorpresa con oltre il 60 per cento dei voti il partito democratico nel 2010.
Sulla questione delle alleanze e del centrismo, a destra come a sinistra, è intervenuto anche Fabrizio Cicchitto che ha richiamato la necessità di un nuovo centro non subalterno né al centrosinistra e né al centrodestra. “Oggi la stabilità politica e la tenuta del paese sono affidate a due istituzioni, la presidenza della Repubblica guidata con saggezza e intelligenza da Sergio Mattarella e il governo che Paolo Gentiloni sta dirigendo con grande capacità politica e senso della mediazione”, ha affermato Cicchitto, capogruppo NCD, che sulla spaccatura a destra esprime preoccupazione “di fronte a questa drammatica crisi del Pd e al fatto che nel centrodestra non è ancora chiaro se Berlusconi e Forza Italia si richiudono nell’alleanza subalterna all’area sovranista e lepenista guidata da Salvini e dalla Meloni oppure se intendono giocare il ruolo autonomo di una area moderata che fa riferimento al PPE, è indispensabile, anche se tardivo, che le forze centriste facciano finalmente sentire la loro voce”.
“Esse – spiega Il presidente Commissione Esteri Camera dei deputati – in primo luogo l’NCD, hanno il merito di aver impedito l’interruzione immediata della legislatura nel 2013 e il demerito di non essersi finora aggregate e di avere sviluppato una forte iniziativa politica e programmatica”.

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