sabato, 29 aprile 2017
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Opinioni e commenti
 

CLUB APERTO
Pubblicato il 07-02-2017


merkelLo spread rialza la testa. Il suo stazionare intorno quota 200 fa capire che non sono permesse distrazioni in una Europa piena di incertezze. “Un Paese ad alto debito come l’Italia deve continuare ad operare per la riduzione” dello spread ha detto il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan intervenendo ad un convegno. “Le vicende di questi giorni e di queste ore ci ricordano in modo sgarbato che un Paese ad alto debito non può permettersi di non continuare a operare per la sua discesa”. Appesantito dall’incertezza politica, infatti ieri lo spread del Btp con il Bund si è portato sopra i 203 punti, massimo da ottobre 2014, e quest’oggi staziona in area 200. Una incertezza che non solo italiana ma che coinvolge anche paesi come la francia.

Padoan ha poi ribadito che “il dialogo con l’Ue continua, perché il Paese e il governo rispettano le regole e le usano per il consolidamento fiscale e la crescita”. Bruxelles ha chiesto all’Italia interventi per correggere il deficit strutturale del 2017 di circa 3,4 miliardi di euro. Il governo sta studiando una serie di misure che non abbiano però un effetto depressivo sulla crescita. In riferimento al terremoto in Centro-Italia, il ministro ha assicurato che “molte risorse aggiuntive saranno messe a disposizione. Naturalmente bisogna usarle, non solo stanziarle”.

La Francia è a quota 74 punti base di spread. Pesano le elezioni presidenziali francesi fra aprile e maggio, con la candidatura di Marine Le Pen con un programma di addio all’euro, ma anche lo scenario italiano dove non si escludono elezioni anticipate. E i mercati ragionano sui tempi dell’uscita della Bce dall’acquisto di debito – che metterebbe sotto fortissima pressione i bilanci pubblici – ora che l’inflazione dell’Eurozona è tornata a un passo dal 2%.

Oggi il cancelliere tedesco, in conferenza stampa a Varsavia con la premier Szydlo, è tornato a parlare di europa affermando che “non devono esserci club esclusivi, in cui altri stati membri non possano entrare”. Questo il messaggio lanciato oggi da Angela Merkel, che è tornata sul concetto di “Europa a diverse velocità” e ricordando che le diverse velocità in realtà già esistono in Europa. L’idea di una Europa a integrazione variabile esiste nei da tempo: Su ogni obiettivo fino ad ora raggiunto: mercato unico, euro e Schengen. La riforma di Lisbona nel 2009 l’ha dotata di un motore giuridico preciso, modulato sulle cosiddette cooperazioni rafforzate. “E’ importante che a ogni stato membro sia lasciata aperta la possibilità di collaborare in un nuovo campo”, ha spiegato Merkel. “Magari uno Stato dice, ‘non voglio adesso’. Ma non deve esser possibile che si creino dei club esclusivi, in cui altri non possano entrare. Questa deve essere la base della nostra collaborazione”, ha continuato la cancelliera. “Se uno Stato dice ‘non voglio ancora venire la”, questo deve essere possibile”, ha aggiunto. E meccanismi del genere esistono nei trattati, ha concluso.

E sempre in tema di Europa il sottosegretario britannico per la Brexit David Jones, dopo aver spiegato ai parlamentari che le Camere voteranno sull’accordo prima del parlamento europeo ha detto che il governo britannico non tornerà a negoziare con l’Unione europea se il parlamento voterà contro la sua proposta di accordo per l’uscita dalla Ue. Jones ha detto di “non poter pensare ad un più grande segnale di debolezza: rimandare il governo all’Unione europea e dire che vogliamo negoziare ulteriormente…non posso essere d’accordo”. Jones ha aggiunto che se la Gran Bretagna e la Ue non arriverrano ad un’intesa entro i due anni concessi in base all’articolo 50 del trattato di Lisbona, il Regno Unito si ritirerebbe dai patti commerciali della World Trade Organisation. Insomma una europa che marcia sempre più separata.

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