martedì, 12 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Mike Ballini
Dal Biotestamento convergenza tra socialisti e radicali?
Pubblicato il 28-02-2017


La storia delle battaglie politiche che hanno visto Socialisti e Radicali uniti fanno parte delle più belle pagine della storia di questo Paese e mi riferisco chiaramente ai referendum in difesa del divorzio e dell’aborto.
Se vi sono differenze innegabili tra Socialisti e Radicali, più profonde sono invece le sensibilità che legano i figli di Turati e quelli di Pannunzio, come il comune sentire l’importanza della laicità di Stato e “di pensiero” in generale, l’amore per la libertà come bene supremo da perseguire e difendere attraverso l’autodeterminazione dell’individuo, il garantismo e la necessità di una riforma della Giustizia, l’avversione al totalitarismo, di qualunque colore e provenienza sia, solo per citare alcuni punti di contatto.
Questa vicinanza ha dato vita, nel 2005, a quella Rosa Nel Pugno troppo presto sfiorita che ha lasciato sul campo molti frutti e diversi figli (chi scrive è uno di questi).

I recentissimi eventi che hanno visto Fabiano Antoniani (in arte DJ Fabo) compiere un ultimo, disperato e coraggioso viaggio in Svizzera a fianco della compagna e del Radicale Marco Cappato per realizzare il desiderio di porre fine alla propria vita, trovano una certa sponda nella difficile vita del Disegno di Legge sul testamento biologico presentato da Pia Locatelli.
Parlo di una certa sponda e non di una stretta correlazione perché i due eventi non sono uniti a doppio filo: la proposta di Locatelli, difatti, non riguarda l’eutanasia e, se fosse diventata Legge, “per Fabo non sarebbe cambiato nulla” come ha detto il Capogruppo PSI alla Camera.
Quello che però unisce le due storie è il feroce osteggiamento che viene fatto ad un concetto di autodeterminazione dell’individuo che Socialisti e Radicali sostengono con forza da sempre, basti vedere il forte ostruzionismo fatto nelle Commissioni per impedire che il testo arrivi in Aula.

Quello Socialista è l’unico Disegno di Legge sul Testamento Biologico presente in Parlamento. Oltre a motivo di orgoglio e di apprezzamento da parte di noi Socialisti, può rappresentare un passo importante per riavvicinare le due più importanti forze laiche oggi operanti nel nostro Paese e si affianca anche al Disegno di Legge per la liberalizzazione della Cannabis che già ha ricevuto il sostegno socialista ed alle proposte sulla riforma della Giustizia.

I Socialisti hanno storicamente concentrato le loro battaglie in Parlamento, quando i Radicali hanno preferito i banchini, le piazze, fino ad azioni più eclatanti e di rottura.
Ancora, il PSI conta un piccolo esercito di amministratori locali, consiglieri, assessori, alcuni Sindaci, mentre i Radicali non hanno quasi mai presentato loro liste alle elezioni amministrative.

Ma le cose stanno cambiando: alle ultime elezioni abbiamo visto liste Radicali alle comunali di Roma e Milano (sebbene l’occasione per unire le forze non sia stata colta…) e le probabili modifiche alla Legge Elettorale che prevedono uno sbarramento di lista del 3% sono entrambi fattori -seppur contingentali- che potrebbero portare a riunire queste due sensibilità, queste due tradizioni.
Le differenze tra il “movimentarismo” radicale ed il “parlamentarismo” socialista potrebbero essere la forza che ci sonsente di lavorare su piani differenti con obiettivi comuni.
Un rinnovato slancio socialista e radicale, non solo affonda le sue origini nelle pagine più alte e nobili di Politica (con la P maiuscola) di questo Paese, ma è auspicabile per dare voce a quella fiammella sempre più tenue di pensiero laico, di libertà di autodeterminazione, di tutela ed estensione dei diritti su cui fondare la ricrescita umana, culturale e sì anche economica del nostro Paese.

Mike Ballini

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