lunedì, 11 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Nicola Olanda
Lettera aperta al Segretario del PSI
Pubblicato il 23-02-2017


Carissimo Riccardo

Da alcuni anni mi collego quotidianamente con l’Avanti.

Per me, e sono sicuro per tutti coloro che si collegano con l’Avanti on line, è come avere ritrovato la grande Casa Socialista. Questa sensazione e questa passione politica che si rianima, l’avvertiamo anche perché molte Sezioni sono scomparse, e in quelle rimaste, il dibattito e l’azione politica trovano difficoltà a manifestarsi. Siamo in tanti a leggerlo e a commentarlo: se fossimo ai tempi dell’antica Grecia, l’Avanti attuale potremmo rappresentarlo come un’Agorà socialista. Dai dati che ci ha fornito la Redazione le visualizzazioni dell’Avanti sono state di un milione e mezzo e si valuta che il numero dei suoi lettori si sia triplicato. Apprendere questi dati positivi  dell’Informazione prodotta dall’Avanti on line, mi trasferisce quell’euforia che si prova quando si festeggia un lieto evento famigliare.

L’Avanti è diventata la Voce dei Socialisti e pertanto una vera Tribuna Politica Socialista.

Fra 3 mesi compirò 83 anni. In 47 anni di attività professionale in  di cui 12 all’estero per consentire ai miei figli di frequentare lodevolevolmente l’Università, mi sono affidato e fatto guidare, nell’ambito delle responsabilità aziendali che ho ricoperto, dalla Metodologia del Lavoro di Gruppo che è quella che manca non solo nel nostro Partito ma nella Sinistra in generale. Non mi sono dimenticato inoltre delle necessità e delle difficoltà che ho dovuto affrontare come giovane nei primi anni dell’attività professionale, per cui in seguito ho sempre lavorato e messo le mie conoscenze e il mio impegno al servizio della crescita dei giovani.

Forse per questo, malgrado la mia età, ho conservato uno spirito giovanile e rafforzato le idealità del Socialismo che mi hanno condotto e consentito nella vita a testimoniarle come socialista anche con difficoltà e rischi personali. Infatti come Capo Reparto ho condiviso gli scioperi con i miei operai e accettato di far parte del Consiglio di Fabbrica in rappresentanza dei tecnici di uno Stabilimento che ha raggiunto otre 3500 dipendenti.

All’estero mi sono impegnato per onorare il lavoro italiano e i suoi valori, e non ho esitato a prendere le difese dei miei ingegneri quando essi sono stati sottoposti alle vessazioni del potere militare e a sostenere nello sconforto i lavoratori quando rimanemmo isolati nel deserto a seguito dei bombardamenti americani.

A mie spese, e viaggiando anche di notte, ho voluto usufruire di un breve permesso per assentarmi dal deserto per votare in l’Italia, come testimonianza di un socialista di fronte  alla sfiducia diffusa della colonia italiana verso le istituzioni, e fare risaltare con questo gesto il valore del diritto di voto, frutto di una conquista a cui hanno contribuito con il martirio e l’esilio tanti socialisti.

Non ho mai rincorso ambizioni di cariche da ricoprire nel partito, e per sentirmi libero nelle mie convinzioni ho accettato anche di essere in minoranza, non  venendo però mai meno a riconoscere e a collaborare con chi la maggioranza l’ha conseguita democraticamente in occasione del Congresso di Venezia.

Un compagno di cui nutro grande stima e fiducia, mi ha detto che TU sei attualmente la figura più capace di cui disponiamo. Io ti apprezzo in particolare per la grande cultura di cui sei portatore e per i positivi esiti che hai conseguito come Presidente della Regione Toscana e suo Assessore al Bilancio e attualmente come Vice Ministro ai Trasporti e alle Infrastrutture dove, per una testimonianza di trasparenza, sei forse l’unica figura ministeriale che rende disponibile un registro dei tuoi incontri di servizio.

Spero pertanto, che comprenderai che la stima personale desidero separarla dalla valutazione politica dell’operato della tua Segreteria, dicendoti francamente che non mi sono sentito rappresentato in tutte le fiducie che come PSI hai dato nei 1000 giorni del passato Governo, come altrettanto mi sono rattristato nel sentirci qualificare come il PSI Renziano e quindi equivalente ad una delle sue tante correnti all’interno del PD.

Alla luce del sole sulle colonne dell’Avanti, ho espresso diverse riserve e rilievi critici sulla condivisione con cui hai appoggiato come PSI le scelte dell’ex presidente del Consiglio, ma contemporaneamente ho condannato e continuo a non giustificare quei dirigenti socialisti che hanno portato il PSI in Tribunale. Indipendentemente da qualsiasi ragione o problema collegato al Tesseramento, questo comportamento lo ritengo ingiustificabile e da condannare come pubblicamente ho fatto nei miei commenti sull’Avanti.

Mi fa piacere che anche tu in questi ultimi mesi hai reso più frequente la tua presenza sull’Avanti con degli editoriali, a cui con franchezza ho fatto seguire qualche mio commento. Gradiremmo anche qualche tua risposta ai nostri interrogativi, come rispetto di una dialettica a cui non si sottrae Mauro Del Bue.

E’ anzi grazie al dialogo che il Direttore dell’Avanti alimenta senza censure, che egli ha potuto raccogliere e trasferire alla Direzione la contrarietà o il disagio dei lettori su varie iniziative del Governo a cui il PSI ha dato il suo consenso anche con dei voti di fiducia. Purtroppo alcuni di questi messaggi portati nella Direzione del PSI sono stati ignorati come ad esempio quello sulla legge elettorale.

Ancora oggi ti domando come sia stato possibile consentire da parte dei deputati del PSI che l’ex Presidente del Consiglio epurasse Bersani ed altri suoi sostenitori dalla Commissione Affari Costituzionali perché contrario all’impostazione della Legge elettorale che, tra l’altro, avrebbe definitivamente tolto ogni possibilità di sopravvivenza ai socialisti. L’Avanti con il Direttore e i suoi lettori hanno dedicato un Editoriale “A difesa e sostegno degli epurati del PD”. Bersani ti è stato indicato dal PSE come il candidato da sostenere alla Segreteria del PD e nella partecipazione al voto con Italia Bene Comune.

Da Bersani ho sentito pronunciare che i valori del suo PD sono quelli che si ispirano ai principi di Libertà, Uguaglianza e Solidarietà e che la parola Socialista è la più antica e nobile della politica italiana.

Bersani lo considero un socialista e in quel frangente  avendogli dato anche il mio voto per rappresentarmi in Parlamento, mi sono sentito anch’io un socialista epurato.

Il nostro compagno socialista Epifani, nel suo periodo di reggenza come Segretario del PD ha detto che nel Socialismo sono le nostre radici. Mi sono identificato con lui, quando alcune giorni fa all’Assemblea del PD ha condannato lo snaturamento del Job Acts, che è stato concesso di non pagare l’IMU anche ai milionari, che sulla Scuola ci si è messi contro gl’insegnanti, le famiglie e gli studenti, che gli 80 euro non sono una riduzione di tassa ma un bonus elettorale di 10 miliardi all’anno che potevano essere utilizzati meglio verso altre priorità del disagio sociale, che i 15 miliardi assegnati alle imprese per le contribuzioni occorreva vincolarli alla creazione di effettivi nuovi posti di lavoro e non ad una regalia per trasformare dei posti esistenti da determinati a indeterminati per soli 3 anni, che la legge elettorale è stata approvata con la fiducia soltanto con la Legge Acerbo e con quella chiamata Truffa, che la disoccupazione e in particolare quella giovanile è a livelli insopportabili, che i livelli della povertà assoluta e quelli dell’indigenza generalizzata richiedono di affrontarli con un reddito di cittadinanza o d’inclusione, che sulle trivelle non si doveva invitare gl’italiani a disertare l’utilizzo di uno strumento democratico come il Referendum, che non si può non tenere conto che al Referendum Costituzionale il 60%  degli italiani non ha votato solo per difendere il principio di Sovranità che gli assegna la nostra Costituzione ma anche contro tutte le Aree del Disagio sociale. E come non valutare che in quel Referendum l’82% dei giovani si è espresso contro.

Anch’io, come in tanti nella Sinistra avevo accolto Renzi con favore e con l’auspicio che diventasse protagonista dell’avvio di un profondo rinnovamento e di positive e condivise riforme sociali e di struttura.

Questo processo che per avere successo esigeva un approccio unitario tra tutte le forze sociali del Paese, l’ex Presidente del Consiglio l’ha percorso in solitaria con un’azione di continua divisione prima nel suo PD e nella Sinistra e poi anche con le forze sociali. Pur disponendo di un quasi assoluto schieramento dei Media a suo favore che hanno finito per essere invasi in maniera asfissiante dalla sua presenza, ha dilapidato in 1000 giorni il Patrimonio di larghissima fiducia che a nessuno nella storia del nostro Paese era stato concesso.

Pur disponendo di fattori economici favorevoli come il basso costo del petrolio, la svalutazione dell’Euro, i bassissimi tassi d’interesse e il sostegno ai titoli di stato con le iniezioni di liquidità della Banca centrale europea, l’aumento della nostra crescita economica è stata sempre dello zero virgola e della metà della media dei Paesi europei figurando addirittura anche dietro alla Grecia.

È stato calcolato che in 1000 giorni di Governo il debito pubblico è aumentato di 120 Miliardi (5 milioni all’ora) senza che questa enorme cifra si sia tradotta in beni di carattere strutturale.

Non certo esaltante per un giovane ex Presidente che doveva tutelare i suoi coetanei e le future generazioni dal gravame di ulteriore debito pubblico.

Carissimo Riccardo. Di questo Governo di 1000 giorni ha fatto parte anche il PSI e purtroppo non ho riscontrato una corretta valutazione né un’autocritica nella tua Mozione congressuale.

Non io ma l’ex Direttore del Corriere della Sera Paolo Mieli, che ha votato SI al Referendum, afferma che se Renzi affermava di volere essere un Leader moderno, doveva fare come Cameron che oltre al Governo ha lasciato la guida del Partito conservatore inglese dopo la sconfitta nella Brexit lasciando ad altri il compito di proseguire a guidarlo. Rispetto a passate dichiarazioni, in cui dichiarava anche di ritirarsi dalla politica, agendo con coerenza con quanto affermato, Egli avrebbe acquistato affidabilità confermando, come dice, di non essere legato alla poltrona. Essendo giovane, Mieli gli consigliava di saltare un giro, di riflettere sui suoi errori e, una volta fortificato dall’esperienza e dalla competenza che maturerà, si poteva ripresentare rigenerato sotto una nuova veste di credibilità e di spirito unitario, come nella tradizione, una Comunità qual è la Sinistra. E’ opportuno che Egli non ripeta l’errore di continuare a credere e rimanere prigioniero nella sua propaganda e di rincorrere ora vendette, ritorsioni e altre velenose divisioni.

Renzi ha senza dubbio della stoffa: non la faccia logorare e non si metta in condizione di farsi rottamare per incompatibilità con la storia della Sinistra. Ci sono diverse personalità nella Sinistra che in questo momento particolare hanno le qualità e la capacità di svolgere un ruolo di riappacificazione e di unità. Lasci a loro con umiltà questo compito. E’ la sua capitalizzazione per il futuro che io gli auguro di realizzare convertendosi alla tradizione e ai valori della Sinistra. Non si può continuare a tradire o contraddire Principi costituzionali, Statuti di Partito e Culture politiche.

La Sinistra continua ad essere perdente nel suo declino, in quanto essendosi allontanata dal suo ruolo storico di farsi carico delle soluzioni per affrontare le varie forme del disagio sociale, ha consentito che di questo compito se ne siano appropriati i vari Movimenti cosiddetti populisti.

Nel consenso ai 5 Stelle e alla Lega c’è anche la rabbia di un elettorato di Sinistra che non si sente più rappresentato nelle realizzazioni governative della maggioranza del PD, che, trasgredendo al programma di Italia Bene Comune, in alcuni ambiti è pervenuto addirittura a superare nella realizzazione obiettivi propugnati in passato dal centro destra di Berlusconi e CONTRO i quali ci eravamo schierati come centro sinistra.

Quando viene a mancare una cultura politica di riferimento non si comprende più come debba essere rappresentato il male o il bene per la Società. La definizione di cultura della Sinistra rimane sempre quella espressa nella sua semplicità da Norberto Bobbio: compito della Sinistra è quello di farsi carico dei più deboli e d’impegnarsi a ridurre le diseguaglianze sociali. Dopo che il Comunismo è stato condannato dalla Storia, a rappresentare la Cultura di Sinistra è rimasto il Socialismo che nella nostra elaborazione degli anni 80, accanto alla definizione di Sinistra di Bobbio, gli abbiamo affiancato quella liberale di Martelli dell’impegno dei socialisti per l’affermazione dei Meriti e dei Bisogni.

Dai comportamenti delle forze politiche, è opinione diffusa che la nuova legge elettorale sarà di tipo proporzionale. Archiviato il sistema maggioritario perseguito da Veltroni, il centro Sinistra, per sperare di raggiungere il 40% ed essere competitivo con i 5 Stelle e il centro destra, dovrà abbandonare l’attuale orientamento della Lista con i 100 candidati bloccati e approdare ad una Coalizione.

La Coalizione avrà bisogno di un candidato Premier che dovrà avere le caratteristiche di un vero Federatore  con caratteristiche riconosciute di saper unire le forze della Sinistra anziché dividerle.

Com’è possibile accettare che questo candidato sia Renzi, quando non è stato in grado di tenere unito il PD conducendolo amche alla scissione??

Abbiamo compreso che rapporti di amicizia e di toscanità ti legano a Renzi, ma se tu decidi di accettare la carica di Segretario che i compagni della Mozione congressuale ti hanno offerto, spero comprenderai che porrai in difficoltà non solo molti socialisti ma anche le altre formazioni della Sinistra nel supportare la candidatura a Premier di Renzi.

Io te lo dico ancora francamente: non penso che resterei isolato a NON sentirmi rappresentato come socialista con questa scelta.

Sull’Avanti mi ero appellato a te, al Direttore e nella locandina della convocazione del Consiglio nazionale di EVITARE il Congresso a Marzo optando invece tra fine Aprile e metà maggio.

Questa dilatazione dei tempi congressuali la ritenevo indispensabile, oltre che per le nostre necessità interne relative alla progettualità delle Mozioni e al recupero della Diaspora, anche per poter trasferire nel Congresso i frutti che riusciremo a cogliere dagli appuntamenti della Marianna e Bertinoro e da altri eventi tesi alla costruzione di un Area rosso verde, a prendere cognizione dei meccanismi della nuova Legge elettorale per potere valutare le reciprocità dei contenuti nelle alleanze con le altre forze politiche, tra cui comprendere anche lo spazio da dedicare al cantiere aperto da Pisapia come evidenziato dalla compagna Pia Locatelli sull’Avanti. Questa dilatazione dei tempi avrebbe consentito la più ampia partecipazione al dibattito nelle Sezioni, Federazioni Provinciali e Federazioni Regionali e come antidoto a prevenire eventuali strumentalizzazioni e cavilli statutari per dimostrare la piena e convinta apertura e disponibilità al confronto democratico interno ed esterno al PSI.

Purtroppo  NON SI FARA’ COSI’ e il Congresso si svolgerà ancora su di un’UNICA MOZIONE come per quello di Salerno. Per quest’ultimo le motivazioni erano plausibili per l’Aventino scelto da una parte di compagni, ma  NON per questo Congresso, sia per i tempi assegnati alla presentazione delle Mozioni sia per i tempi assegnati al suo svolgimento, che annullano anche lo svolgimento preliminare di quelli Regionali.

Non ritengo quindi che si sia seguita la via che nella tradizione socialista ha sempre caratterizzato il confronto democratico. I regolamenti necessitano di essere adeguati alle possibilità di garantire il confronto fra posizioni diverse. Per consentirlo, con i tempi necessari, sarebbe stato anche possibile orientare fraternamente alcune delle oltre 300 firme di adesione alla tua candidatura verso un’altra Mozione di confronto democratico.

Nella Prima Repubblica, Congressi di questo tipo venivano definiti “Bulgari” che, per chi come noi li ha combattuti anche ideologicamente, non è un onorevole apprezzamento.

Non volevo e non voglio avere la presunzione di dettare i tempi dei nostri lavori, ma immaginiamo di essere invitati a partecipare ad una partita anche amichevole di calcio e, quando ci sediamo per assistervi, ci accorgiamo che a giocare la partita c’è solo una squadra in campo. Immaginiamo ancora che al termine di una partita di calcio finita in parità, il risultato debba decidersi ai calci di rigore e una delle due squadre li debba battere contro una porta vuota. Come pensiamo che si dovrebbero comportare gli spettatori???

E come dovrebbe reagire un iscritto al PSI ?? possiamo continuare a bere oltre agli amari calici che ci vengono somministrati dall’esterno anche quelli confezionati con le nostre mani??

Rispetto a come siamo stati trattati in passato dai Tribunali, questa volta, di fronte alle nostre divergenze sul Tesseramento abbiamo avuto la fortuna di avere un Giudice che saggiamente ci ha suggerito di ricomporle con un Congresso Straordinario invece di continuare a consumare la nostra diaspora per  via giudiziaria.

Forse questo Giudice avrà nutrito nella sua famiglia delle simpatie per i valori del Socialismo: senz’altro sarà stato motivato dal rispetto per la nostra Storia. Con la sua sentenza ci invitava implicitamente a ricomporre i nostri dissidi nello spirito di chi al di sopra di ogni personalismo desideri affermare il bene della sua Comunità politica.

Nel nostro caso, anche alla luce di tutto ciò, le date relative alla durata Congresso non erano formalità burocratiche ma sostanza politica, e dai tempi che sono stati stabiliti ne deduco che non c’è stata la volontà politica di formulare un Regolamento congressuale che consentisse di attuare dei tempi sufficienti a decantare prima i rancori, e successivamente la nostra ricomposizione per accrescere il nostro potenziale di credibilità anche nel confronto esterno.

Ricollegamdomi all’ambizioso titolo del tuo editoriale “Parlare agli italiani”,  domandiamoci come possiamo farlo se siamo ignorati dai Media salvo comparirvi per i fatti legati al Giuda Escariote partenopeo o ai fatti che hanno trascinato il PSI in tribunale. Mi spiace aver dovuto insistere ancora sul rilievo delle modalità di questo Congresso, in quanto con quelle fissate, che annullano anche i Regionali prima del Congresso, avremo difficoltà oltre che a dialogare fra di Noi Socialisti anche a parlare agli italiani.

Da parte mia l’11 marzo mi incontrerò con le compagne e i compagni della mia Federazione provinciale e assieme alla condivisione del Pane dell’eucarestia socialista, continueremo a discutere dei vari problemi del Disagio sociale e di quale iniziative potremo promuovere sul Territorio con le nostra modeste possibilità.

Abbiamo scelto come ospiti d’onore una giovane e un giovane socialista quale simbolo di quel rinnovamento che auspichiamo e come vicinanza ad una generazione a cui è stato precluso il presente e per la quale ci dobbiamo battere affinché non venga compromesso anche il Futuro.

Desidererei soffermarmi su un punto cruciale posto nell’UNICA mozione di questo Congresso straordinario, perché ritengo che sulla sua interpretazione e sviluppo si dovrà concretizzare la fisionomia della nostra funzione e futura  esistenza politica.

Siamo un Partito o una Fondazione??

Ho delle risposte da avanzare, ma non fa parte della mia formazione trattare superficialmente e frettolosamente un tema così vitale per il Socialismo italiano.

M’impegno a farlo prossimamente sull’Avanti che è l’unica Voce che ancora consente di parlare a noi Socialisti. Colgo anche l’occasione per un fraterno saluto a tutti i compagni che si collegano con l’Avanti.

È Nicola,

che vergin di servo encomio e di codardo oltraggio, vuole sentirti vicino con un forte abbraccio.

Nicola Olanda

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