sabato, 19 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Nicola Olanda
Un contributo
“alla Politica del fare”
Pubblicato il 25-02-2017


Carissime/ compagne/i e lettrici/ori dell’Avanti on line e del Gruppo di Lavoro del Congresso

Nella Lettera Aperta al Segretario del PSI pubblicata su AGORA’ mi sono assunto l’antipatico ruolo del “ brontolone ” per il metodo con cui è stato organizzato il Congresso e per tentare di colmare la carenza nella seconda parte della Mozione congressuale di un‘analisi corretta del bilancio dei mille giorni del passato Governo e dell’assenza di un’autocritica sulla nostra azione politica anche in relazione al nostro rapporto con il Renzismo.

Partecipo quindi volentieri con un mio contributo “alla Politica del fare” in quanto è nelle mie attitudini essere propositivo e aderire alla Metodologia del lavoro di Gruppo che, come con l’iniziativa di questa Tribuna sull’Avanti!, spero si possa continuare a utilizzare come metodo di lavoro politico.

ASSEMBLEA COSTITUENTE

È da sempre una nostra antica proposta che avremmo dovuto cavalcare per farla emergere come la posizione socialista durante la campagna Referendaria anziché creare i Tavoli Socialisti del SI e del NO.

Facciamo ora un unico tavolo. Ci aiuterà ad avviare la decantazione del rancore che ancora non si è assopito fra i dirigenti e diversi iscritti socialisti. Ricordiamoci che l’esistenza dell’Istituto del Referendum Consultivo ci dà la possibilità di promuovere questa iniziativa.

Durante la campagna referendaria tra le file del NO sono emerse tanti buoni propositi per una Riforma Costituzionale  complessiva, alla cui architettura potesse partecipare la più ampia rappresentanza delle culture e delle forze politiche. Oggi il terreno è fertile per questa semina, ma probabilmente ognuno il seme lo vorrà far sviluppare nel suo orticello. Come Socialisti prendiamo subito l’iniziativa e, per non rendere la nostra iniziativa velleitaria, utilizziamo per la raccolta delle firme per un Referendum consultivo le nostre strutture sul Territorio nazionale per ospitare tutte le componenti politiche con cui intendiamo costruire il Polo rosso verde, includendovi l’area progressista di Pisapia e la Marianna. Nell’ottica di una futura Costituente Socialista, che ormai non possiamo più rimandare, invitiamo anche l’Area socialista di Caldoro, e per un trascinamento nell’ottica del superamento della nostra Diaspora anche qualche ex Socialista che in chiave anticomunista passò in Forza Italia nel 1994.

Un figura importante da inserire in questa iniziativa è Claudio Martelli il cui carisma e ricordo è ancora molto presente fra i Socialisti.

In prima fila, per dare visibilità al rinnovamento socialista e sostegno operativo all’iniziativa, dovremmo però impegnare i nostri giovani della FGS, in quanto oltre  ad esprimere il nuovo volto e relativo indirizzo dei Socialisti sarà questa e la futura generazione che la nuova Costituzione revisionata dovraà utilizzare e custodire. La presenza in prima fila della FGS, potrebbe agire  come veicolo di proselitismo verso il PSI da parte di altri giovani che desiderano impegnarsi per il rinnovamento delle nostre Istituzioni.

Facendo parte in Parlamento di un Gruppo Misto invitiamo a partecipare a questa iniziativa anche chi lo compone. La ciliegina sulla torta per noi Socialisti sarebbe che, come appartenente al nostro Gruppo misto, la prima firma di sottoscrizione fosse quella di Giorgio Napolitano.

COGESTIONE

Propongo di organizzare come punto di partenza un CONVEGNO con i rappresentanti delle Parti Sociali (le varie Categorie produttive e Sindacali). Sono convinto che i tempi siano ormai maturi per una Legge sulla Cogestione il cui concetto oltre al diritto di rappresentanza è anche quello della partecipazione alle scelte strategiche per lo sviluppo e la vita delle Imprese. (Ricordo che lo stesso Landini aveva esplicitamente avanzato la richiesta di una Legge sulla rappresentanza sindacale). Se vi riflettiamo, la Cogestione nello spirito interpreta anche i concetti che sono alla base della cooperazione di cui con l’imprenditore socialista Owen nell’800 e con Nullo Baldini siamo stati oltre che gli ideatori anche i principali interpreti.

La Cogestione:

  • Potrà agevolare la ricerca e l’applicazione nei processi produttivi dei fattori innovativi atti a migliorare la competitività delle imprese in un Mercato globale in cui sono la ricerca e l’innovazione a determinare la vita e la durata di un prodotto. La Cogestione faciliterà anche i Piani di riconversione e /o ristrutturazione produttiva per l’inserimento nei processi produttivi di nuove tecnologie in armonia con la conservazione dei posti di lavoro
  • Non è da escludere anche l’introduzione della partecipazione dei lavoratori agli utili d’impresa con l’adozione di premi di produzione, incentivi e incrementi di salario di 2° livello in aggiunta ai parametri del Contratti collettivi nazionali
  • Consentirà una più adeguata e mirata attuazione della politica di Formazione permanente dei lavoratori
  • Consentirà un freno e un controllo contro i tentativi di delocalizzazione delle attività produttive.
  • Potrà contribuire alla costruzione di un clima di Comunità tra imprenditori e lavoratori con la promozione di alcune forme di Welfare aziendale con particolare attenzione ai periodi di maternità che oltre a un diretto beneficio sulle donne lavoratrici si possa integrare  con periodi di reciprocità con i rispettivi famigliari.
  • Contribuirà a governare, in armonia con i valori della nostra Costituzione, i fenomeni di discriminazione, tra cui il Mobbing, in modo tale da annullare o attenuare in modo dignitoso gli attuali effetti lesivi derivanti dall’abolizione dell’Art.18
  • Penso infine che la Cogestione potrebbe riportare alla luce qualche figura d’imprenditore come il socialista Adriano Olivetti, e far maturare quello spirito di solidarietà aziendale che ha consentito alla Wolkswagen  di gestire la crisi del mercato automobilistico con l’autoriduzione delle ore di lavoro e del salario per conservare il posto di lavoro a tutti

PATRIMONIALE

È stato valutato che il nostro patrimonio immobiliare e mobiliare  equivale a 9000 miliardi di euro e cioè 6 volte il valore del PIL nazionale mentre il nostro debito pubblico è prossimo ai 2500 miliardi di euro.

Deliberare una patrimoniale “una Tantum” dell’1%  su 9000 miliardi non sarebbe scandaloso se non fosse ormai consolidato negli italiani la sfiducia del suo appropriato utilizzo da parte di uno Stato, che si distingue sempre più  come sprecone, e che ai suoi massimi vertici di Governo licenzia due persone che avevano ricevuto l’incarico di ridurre gli sprechi attraverso il controllo e la revisione strutturale della spesa pubblica, per consentire che i risparmi derivanti fossero destinati in parte a ridurre il debito pubblico ed in parte ad alimentare gli investimenti pubblici (la Spending review).

Occorre tenere conto che, in particolare per il Patrimonio immobiliare, essendo diventato ormai cronico il ritardo del Catasto, diventa difficile intervenire equamente sui proprietari d’immobili ove si considera che alcuni di essi l’immobile, anche se di pregio, l’hanno ereditato ma il loro reddito è modesto.

Una selezione per individuare chi può contribuire è comunque possibile per i grandi patrimoni, ma ritengo che tutto ciò che si riuscisse a recuperare dalla patrimoniale non dovrebbe essere destinato alla riduzione del debito pubblico, che occorre invece ridurre agendo sulla Spending Review e sulla lotta all’evasione che può essere attuata solo con la riduzione del carico fiscale derivante da una Riforma fiscale efficace che consenta anche di scaricare tutte le spese, in modo che la tassazione verrebbe effettuata solo sulla parte di reddito rimasta. In questo modo si attiverebbero di più alcuni tipi di consumi in quanto i cittadini potrebbero scaricarli e si creerebbe un patto virtuoso tra i cittadini e lo Stato in quanto sarebbero gli stessi cittadini a non essere più partecipi e corresponsabili nell’evasione dell’IVA che ha raggiunto ormai una cifra di 30 Miliardi di evasione all’anno.

Per rendere più controllabile l’importo ricavato dalla Patrimoniale, occorrerebbe destinarla a degli specifici Capitoli di spesa in modo che la sfiducia dei cittadini sul loro utilizzo venisse minimizzata, ed il loro utilizzo misurato a valle dei risultati prodotti. Propongo che l’importo della patrimoniale sia destinati all’edilizia popolare per le fasce indigenti e a dei mutui per le giovani coppie che in questo modo, gravati dai pesanti oneri d’affitto, possono provare a contribuire ad invertire i livelli negativi della natalità disponendo di un maggiore margine economico da destinare alla crescita della prole.

È indispensabile inoltre che venga ripristinata la gradualità dell’applicazione dell’IMU sulle abitazioni in quanto è anche immorale che un Governo abbia esonerato gli abbienti ed i milionari da questo contributo. È scandaloso che un Governo di centro sinistra si sia spinto oltre a quanto a fatto Berlusconi e non solo con l’IMU. Il ricavato da un corretto ripristino dell’imposizione dell’IMU dovrebbe essere messo in uno specifico capitolo di spesa del Bilancio comunale da destinare all’edilizia popolare.

Con questo principio di utilizzo finalizzato della Patrimoniale  e dell’IMU i cittadini interessati si sentirebbero  nobilitati da un gesto di solidarietà verso dei connazionali più bisognosi anziché rapinati da uno Stato sprecone.

Nel quadro economico il recupero dell’IMU e della Patrimoniale di solidarietà si qualificherebbero come degli investimenti pubblici che, reinseriti nel circuito dell’Economia, aumenterebbero il PIL riducendo cosi il rapporto Debito/Pil e inietterebbero nella sfera del settore dell’edilizia nuove risorse e nuovi posti di lavoro.

Un fraterno saluto a tutti da parte di Nicola Olanda

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Commenti all'articolo
  1. Compagno Olanda, condivido in pieno il secondo e il terzo punto. Sul primo ho qualche dubbio, non sulla Costituente in sé ma sull’eventuale contributo costruttivo dei fautori del NO. Schierarsi per il NO è stata una scelta distruttiva.
    Cordiali saluti, Mario.

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