martedì, 23 maggio 2017
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Opinioni e commenti
 

«Norme obsolete, servono tutele ma più concorrenza»
Corriere della Sera
Intervista a Riccardo Nencini
Pubblicato il 21-02-2017


Oggi pomeriggio il governo incontrerà le associazioni dei tassisti, ma intanto lo sciopero dei taxi va avanti da quasi una settimana con pesanti conseguenze sulla mobilità nelle grandi città, senza contare la pessima figura che il Paese sta facendo agli occhi dei turisti che arrivano da ogni parte del mondo.

Senatore Nencini, che cosa pensa di questa protesta ad oltranza?
«Penso che i tassisti svolgono un servizio pubblico – dice il viceministro dei Trasporti, Riccardo Nencini, che oggi, insieme col ministro Graziano Delrio, incontrerà le associazioni di categoria -. Per questo voglio, ancora una volta, fare un appello a bloccare la protesta, avendo il governo accettato rapidissimamente di incontrare le associazioni».

I tassisti replicano che sono pronti al confronto con voi a patto che venga ritirato l’emendamento Lanzillotta al decreto Milleproroghe che, secondo loro, aprirebbe la porta a una liberalizzazione selvaggia.
«Innanzitutto osservo che ci sono posizioni disparate nel mondo delle associazioni dei tassisti, con alcune importanti che non scioperano. Il tavolo di confronto serve proprio per discutere delle questioni di merito e cercare un punto di equilibrio, premesso che una regolamentazione risoluta del settore è indispensabile».

Perché?
«Perché le norme che regolano il sistema risalgono a una ventina di anni fa mentre nel frattempo è cambiato il mondo della mobilità. Adesso è indispensabile la riforma, senza penalizzare i tassisti che hanno fatto un investimento sulla loro professione e mettendo un argine forte all’abusivismo. Come ha detto il ministro Delrio, è una buona occasione per una riforma complessiva».

Ma non ci potevate pensare prima, anziché prorogare di anno in anno le vecchie norme?
«Non c’è dubbio che le proroghe siano state utilizzate in eccesso».

Il Garante per gli scioperi nei servizi pubblici ha detto che il fermo a oltranza dei taxi viola la legge. Perché il governo non interviene per far rispettare le norme?
«Il mio reiterato appello a sospendere la protesta non è casuale. E al tavolo di confronto parleremo anche delle modalità della protesta».

Come pensate di convincere i tassisti?
«Partiamo dal fatto che la riforma non è più rinviabile. Sia l’autorità per la concorrenza sia quella per i trasporti hanno affermato che non possono più esserci norme lesive della concorrenza. Detto questo, il governo vuole impostare la riforma anche su altri due capisaldi: la tutela di chi ha investito denaro nell’attività di tassista; l’innovazione per tener conto di quanto sia cambiata la mobilità alla luce dei progressi della tecnologia».

Se non facciamo nulla, rischiamo anche una censura da parte della commissione europea?
«Il punto non è questo. In Italia la riforma va fatta, indipendentemente da quello che dice l’Europa».

Con l’apertura alla concorrenza si potranno creare opportunità di lavoro per i giovani?
«il mercato in parte si è già aperto, ma in maniera diatonica rispetto alle norme in vigore e questo dimostra che c’è bisogno di una nuova regolamentazione, che possa sì favorire la creazione di posti di lavoro, ma regolari e non abusivi».

Uber è una minaccia o una opportunità?
«Consentire al cittadino la migliore mobilità possibile al costo più basso è una opportunità, a patto che avvenga dentro un sistema regolamentato che offra garanzie sia agli utenti sia alle imprese».

Enrico Marro

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