mercoledì, 1 marzo 2017
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Opinioni e commenti
 

Il lavoro ai tempi della catena di montaggio
Pubblicato il 15-02-2017


Emiliano Albensi/LaPresse 20/12/2012 Melfi Monti e Marchionne in visita alla Fiat di Melfi per presentazione piano industriale Nella foto: l'amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne

Emiliano Albensi/LaPresse

Una storia che tira indietro le lancette del tempo e che soprattutto la dice lunga sulla situazione lavorativa in Italia. Continua a turbare la vicenda dell’operaio della Sevel di Atessa, in provincia di Chieti, che è stato costretto a urinarsi addosso perché gli è stato impedito di andare in bagno. Secondo quanto riportano i sindacati l’azienda si sarebbe limitata a richiamare i capi reparto e i team leader, ribadendo che la priorità deve essere il rispetto della persona, ma non c’è stato alcun provvedimento disciplinare.
L’azienda si è già scusata col lavoratore e ha preso parte (rappresentata da dirigenti) a un consiglio straordinario delle rsa Fim, Uilm, Fismic, Uglm e Associazione quadri e capi Fiat. In quella sede, ha annunciato che avrebbe fatto una ricognizione della vicenda intervenendo direttamente sui responsabili.
Fabio Cocco, responsabile abruzzese Usb del lavoro privato e lui stesso operaio alla Sevel: “Noi crediamo che la responsabilità sia del tutto aziendale e dell’organizzazione del lavoro: perciò chiediamo provvedimenti precisi nei confronti dei dirigenti, e un intervento diretto di Marchionne per la rimozione sia del direttore dello stabilimento che del capo officina, a nostro avviso gli unici responsabili insieme all’incapacità di gestione del capo Ute”.
L’operaio aveva a più riprese richiesto di poter andare in bagno, invano. E a quel punto ha dovuto farsela addosso: “inascoltato, non gli è rimasto che urinarsi dentro i pantaloni. L’episodio varca ogni limite della decenza. Un fatto gravissimo che lede la dignità del lavoratore vittima dell’episodio e quella di tutti i lavoratori in generale. Pretendiamo che situazioni simili non si ripetano mai più” aveva denunciato l’Usb di Chieti.
“Si tratta di un fatto gravissimo – aveva scritto l’Usb in una nota – che lede la dignità del lavoratore vittima dell’episodio, che la dice lunga sulle condizioni di lavoro cui sono costretti i lavoratori FCA, ma che stanno allargandosi a macchia d’olio. Episodi in cui richieste simili vengono negate o ritardate si ripetono più spesso di quanto si possa immaginare, perché i ritmi sono frenetici, perché la produzione viene prima di tutto, perché per risparmiare non c’è personale per le sostituzioni, mentre fuori dilaga la disoccupazioni e la precarietà che distruggono esistenze, affetti, comunità”.
In realtà l’organizzazione del lavoro alla Sevel di Atessa è da tempo al centro degli attacchi da parte di organizzazioni sindacali e politiche della sinistra, che denunciano una metodologia detta Ergo-UAS. Un’inchiesta di Rifondazione realizzata anni fa in Abruzzo spiega le dinamiche dell’Ergo-UAS: “L’obiettivo di Fiat è quello di eliminare ogni azione che non sia redditizia. Camminare dal cassone alla postazione di deposito dei pezzi, ruotare il corpo per assemblare i pezzi, sono azioni che non generano reddito per l’azienda, cioè a non valore aggiunto. Fiat vuole eliminare queste azioni e sostituirle con altre a valore aggiunto. Ad esempio, posizionare un cassone di particolari da montare in posizione tale che l’operaio non deve ruotare il corpo per prelevarli fa in modo che si possa risparmiare tempo da dedicare alla produzione vera e propria”.
L’aumento della produttività ha infatti i suoi costi e rischia in casi come questo di ripercuotersi sui lavoratori. Sempre la multinazionale guidata da Marchionne è stata protagonista di un altro episodio che ha sconvolto le tute blu, questa volta a Termoli. Un paio di mesi fa un operaio della Fiat di Termoli è morto poco prima di mezzanotte, dopo essersi sentito male sul posto di lavoro, durante il turno di notte. Dalle informazioni raccolte in azienda poi la causa potrebbe essere proprio lo stress lavorativo perché l’operaio per problemi cardiaci avrebbe chiesto l’esonero dal turno della notte.
Nel frattempo Rca brinda a nuovi incassi e fusioni. Una vera e propria seduta da record a Piazza Affari per il titolo Fiat Chrysler Automobiles, salito nella prima fase delle contrattazioni ai suoi massimi storici in scia alle voci di una prossima cessione di Opel da parte di General Motors ai francesi di Peugeot-Citroen: un’operazione che riporta in primo piano secondo molti lo scenario di una possibile, futura integrazione tra il colosso di Detroit e la società guidata da Marchionne.

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