lunedì, 11 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Parma verso il voto.
La parola a Paolo Scarpa
Pubblicato il 28-02-2017


parmaLe elezioni amministrative di Parma, incombono, la città Ducale ferve di eventi politici, chi ricorda ancora orgogliosamente le gesta degli arditi del popolo che protessero la città dalle squadracce fasciste di Balbo, chi vuole superare gli scandali Parmalat, Guru, il fallimento del Parma Calcio e gli arresti tra gli amministratori berlusconiani, chi infine vuole, osservato il presente, guardare avanti e indicare la strada per città del 2020, la Parma dei parmigiani nuovamente orgogliosi.

Diversi, saranno i candidati che proveranno a rimettere in moto la città del Parmigiano e del Festival Verdi, tra questi Paolo Scarpa. Lucidamente consapevole del “lavoro da matti” che andrà ad affrontare, profondamente convinto che il proprio amore per la sua Parma e  il coinvolgimento  di tutti i parmigiani sarà l’alchimia  vincente per traghettare la città fuori dal pantano di questi ultimi anni, l’Ingegnere di Parma, in una pausa tra una evento ed uno dei tanti incontri con i cittadini dei quartieri, ha voluto rispondere ad alcune domande per presentarsi ai lettori dell’Avanti!.

Paolo Scarpa, Lei si è candidato alle Primarie per Parma 2017 consapevole dell’impegno gravoso e della incredibile situazione in cui si trova ora la citta di Parma che vede sempre tanti cittadini in difficoltà, ci ricordiamo ad esempio della fiaccolata dei cittadini per difendere, dai tagli dell’Amministrazione,il servizio di integrazione scolastica ai disabili del 2015. Come dovrà essere curato, secondo Lei, in futuro, questo servizio essenziale per una collettività come Parma?

Le rispondo declinando quella che secondo me dovrà essere l’azione del futuro: welfare a indirizzo pubblico, fatto di competenze, responsabile, partecipativo e inclusivo attraverso l’ascolto e la condivisione con associazioni e famiglie. Quindi una governance pubblica in termini di coordinamento, controllo, verifica e soprattutto di formazione, che è cosa ben diversa dalla mera informazione. Parma ha un tessuto associativo che è la vera ricchezza della nostra comunità. Va ascoltato e reso effettivamente partecipativo dell’azione amministrativa. Senza dimenticare che il welfare pubblico deve sapersi servire del privato specializzato (es. cooperative sociali) in maniera equilibrata e attraverso bandi che prescindano da logiche del massimo ribasso. In questo contesto il volontariato deve essere sussidiario e non sostitutivo delle figure professionali necessarie. Serve poi una progettualità di medio/lungo termine. Dove reperire le risorse? Il Comune di Parma è penultimo fra i Comuni capoluogo dell’Emilia-Romagna per introiti legati al recupero dell’evasione fiscale: occorre dunque intensificare la lotta all’evasione fiscale e destinare prioritariamente le somme recuperate ai servizi sociali, educativi e assistenziali. Rispetto al debito contratto con le banche dalle amministrazioni precedenti, occorre un’efficace ricontrattazione al ribasso degli interessi corrisposti, richiamando gli istituti di credito alla propria funzione anche sociale, e occorre destinare prioritariamente il risparmio ai servizi sociali, educativi, assistenziali.

L’Avanti! è certamente uno dei giornali storici dei lavoratori Italiani, il lavoro è, con la famiglia, la base fondante della nostra Repubblica e della nostra società, essendo noto il suo interesse ed attenzione   alle politiche giovanili e alle politiche del lavoro, può raccontarci del  suo primo lavoro e come vede, in futuro, l’impegno dei giovani nel mondo del lavoro? 

Mi sono laureato in Ingegneria a Genova con una tesi sul restauro territoriale della Val Bisagno. All’Istituto di Urbanistica sono stato allievo di Mariolina Besio da cui ha imparato l’amore e l’attenzione che richiedono le fragilità del territorio. Ed è con l’istituto di Urbanistica che ho cominciato a lavorare, anni bellissimi e difficili perché come tanti ragazzi di oggi non venivo pagato. Credo sia importante coinvolgere i giovani nelle scelte che riguardano il futuro di una città che si trova in un momento decisivo della sua storia: Parma sceglierà nei prossimi cinque anni quello che sarà tra 30 e non è possibile lasciare i nostri ragazzi ai margini. Vorrei affidare loro un’agenzia perché possano impegnarsi per loro stessi e il bene della città. Un Comune non ha il potere di fare politiche sul lavoro, ma può impegnarsi affinché i problemi di coordinamento oggi esistenti vengano superati. Occorre istituire un “comitato per il lavoro” costituito da istituzioni locali, università, sindacati confederali, rappresentanze datoriali, che abbia come obiettivo quello di salvaguardare i livelli occupazionali e insieme immaginare un nuovo modello di sviluppo, aperto al contributo dell’associazionismo, in grado di raccogliere idee e progetti e di attivare un percorso di costruzione dal basso di una nuova identità economica del territorio ripartendo dalle nostre eccellenze manifatturiere, gastronomiche, culturali e ambientali. Ripeto: Parma sceglie oggi ciò che sarà domani.

Le famiglie sono , di fatto, gli ammortizzatori sociali che stanno, ancora, sostenendo il peso delle difficoltà dei cittadini, molte, troppe famiglie ,anche a Parma, sono sorrette dalle pensioni dei “nonni”, non crede che sia arrivato il momento di ridurre la pressione fiscale che grava sulle famiglie di Parma?

La crisi economica, l’impoverimento di molte famiglie, l’ampio ricorso ad ammortizzatori sociali, la perdita di posti di lavoro rischiano di lasciare ampiamente sottostimato il reale fabbisogno di servizi all’infanzia della città: ritengo dunque indispensabili un serio censimento dei nuclei familiari che non fruiscono di tali servizi unicamente per ragioni economiche e la difesa di un modello educativo fondato su qualità del servizio, professionalità degli operatori, equità di accesso e integrazione fra culture. Ovviamente la pressione fiscale va ridotta perché in questi anni il Comune di Parma ha scaricato sui cittadini un peso non più sostenibile. Pensi che a Parma le iscrizioni agli asili pubblici, che sono un vanto del nostro sistema educativo, calano in favore di quelle agli asili privati. Chi ha due figli a Parma per la materna paga in media 1.250 euro in più che a Modena, per il nido 1.500. Anche nei confronti della vicina Reggio Emilia i parmigiani risultano più tartassati. Dobbiamo intervenire perché avere dei figli non può essere considerato un lusso.

L’amministrazione pentastellata di Parma, prima dell’ammutinamento che ha portato Pizzarotti ad essere il “peggior nemico di Grillo”, ha voluto plasmare lo statuto del Comune seguendo i canoni dettati dal movimento grillino, sostituendo così i Consigli di Quartiere, espressione della democrazia rappresentativa, con i Consigli dei Cittadini Volontari tagliando fuori i partiti ed i sindacati. Visti i pessimi risultati ottenuti, evidenti sia nella costituzione degli stessi CCV per mancanza dei candidati che nella effettiva operatività successiva,  pensa di riformare, inserendolo nel suo programma elettorale, il sistema di partecipazione aprendo nuovamente ai tutti l’opportunità di far crescere Parma?

Credo che la costituzione dei CCV sia il più rilevante fallimento della giunta Pizzarotti. La tanto sbandierata partecipazione si è ridotta a una funzionalità di pura facciata, a un inganno bello e buono. Mi pare che se ne siano accorti tutti qui a Parma e che molti rimpiangano perfino il passato che non era esente da critiche. Come cambiare questo sistema inefficace? Penso che la presenza dell’associazionismo di quartiere nei consigli dei cittadini sia il primo passo. Parma è una città in cui le associazioni e il volontariato hanno una importanza decisiva nella struttura stessa della collettività e credo che debba essere riconosciuta a queste realtà una rappresentanza nei consigli. In secondo luogo va ripristinata l’elegibilità delle rappresentanze per ridare sostanza agli organismi che oggi ne sono privi.

Fra le proposte  di governo avanzate dal vincitore delle primarie socialista francesi, Benoit Hamon si può leggere una proposta interessante che potrebbe essere adattata ed applicata al contrario a livello locale :  la cosiddetta “tassa sui robot”. Questa tassa è un onere applicato alle attività produttive o terziare in rapporto alla automatizzazione che sostituisce il lavoro umano. Non pensa che il Comune  possa positivamente applicarla al contrario e cioè facendo pagare meno tasse locali in relazione al numero di maggiore occupazione regolare di lavoratori? 

Se anche Bill Gates propone una soluzione simile vuol dire che si tratta di un ragionamento aperto, ma non credo che la cosa possa essere affrontata e risolta in tempi brevi. Un Comune deve essere vicino alle aziende del tessuto produttivo locale e ai lavoratori e, a mio modo di vedere, il Patto per il Lavoro della Regione Emilia Romagna va nella direzione giusta: nuove politiche pubbliche che generano coesione sociale e sostenibilità. Una soluzione potrebbe anche essere lavorare seriamente sull’emersione del nero, che in alcuni settori è in prepotente ascesa anche perché l’Emilia Romagna è territorio sempre più penetrato dalle mafie. Il Comune ha costituito un osservatorio ma non mi pare che finora abbia dato un contributo consistente alla conoscenza delle attività a rischio. Eppure, stando ai dati diffusi dal ministero dell’Interno lo scorso agosto, a Parma sono state sequestrate sei aziende, 54 appartamenti, 78 tra box e magazzini, 16 terreni e sette beni patrimoniali di altro genere riferibili alla criminalità organizzata. Questi numeri, se da un lato dimostrano la necessità di procedere in tempi rapidi alla assegnazione dei beni per fini pubblici e sociali, dall’altro attestano che la nostra provincia è sempre più un territorio in cui le mafie hanno deciso di investire. L’interesse delle mafie ricade principalmente sul settore immobiliare e su quello finanziario, di conseguenza massima attenzione va posta al lavoro nero nell’edilizia e alle operazione finanziarie in odore di riciclaggio. Credo che su questo fronte convenga impegnarsi di più e in maniera concreta in collaborazione con le sigle sindacali per evitare che, un domani non troppo in là da venire, ci possiamo trovare tutti a piangere sul troppo tempo sprecato senza neppure la forza di reagire.

Per opinione comune l’amministrazione attuale, per  naturale inesperienza , ha governato la città con la convinzione che  scrivendo ed approvando regolamenti e norme con vincoli ed obblighi, si potesse  assicurare un buon governo . Effettivamente, oltre ad un nuovo Statuto Comunale sono state approvate  una serie infinite di regolamenti e discipline normative,  gli uffici ed i cittadini si trovano oggi a dover applicare circa 150 regolamenti comunali ed una miriade di articoli, che, non solo accrescono una burocrazia inutile (basta leggere il solo regolamento di polizia urbana) ma alla fine, di fatto, nessuno è in grado di conoscere ed applicare tutte queste regole: Pensa che occorra che la nuova amministrazione provveda  ad una razionalizzazione dei circa 150 regolamenti comunali?

Il regolamento di polizia urbana che lei cita è senz’altro uno strumento valido. Tanto per dire, prevede la possibilità di sanzionare alcuni illeciti con lavoro sociale. È chiaro però che una buona norma resta lettera morta se non c’è un organismo che la faccia rispettare e, nello specifico, quando sarò sindaco ho intenzione di istituire un gruppo di coordinamento formato da funzionari dei diversi settori della macchina comunale e di enti terzi (Asl, Arpa e Iren) e guidato dalla Polizia Municipale che si occupi di fornire una risposta in tempi rapidi alle segnalazioni dei cittadini. Non è fantasienza perché in molte città esiste e funziona bene, per esempio a Modena dove la pronta risposta dell’amministrazione ha messo un freno al degrado urbano. A Parma invece sembra che la situazione sia fuori controllo.

La città di Parma è passata dall’essere la Stalingrado dei 5 Stelle alla Caporetto di Grillo, tra un anno ricorrerà il centenario della fine della Seconda Guerra Mondiale, crede che potremmo aspettarci un moto di orgoglio dei parmigiani e di vedere in Parma la nostra  Vittorio Veneto?

La grandezza di Parma è nella sua storia civile caratterizzata da uno spirito ribelle, laico e cattolico insieme. La nostra città ha sconfitto sulle barricate le squadre di Balbo, ha liberato i matti, ha saputo mostrare un’intelligente indignazione agli scandali edilizi degli anni ‘70, ha costruito un’economia forte sulla cooperazione e sull’industria, ha fatto dell’impegno civile e della solidarietà un tratto sostanziale della sua identità. Di questa Parma vado orgoglioso e so che ha le capacità di proiettarci nel futuro. La Parma che ha eletto Pizzarotti è una città che ha reagito di pancia all’opacità dell’amministrazione che ha preceduto l’attuale sindaco. Noi dobbiamo tornare a essere un laboratorio e un modello di coesione sociale, senza scomodare i fasti di Maria Luigia per coprire le nostre vergogne e le nostre mancanze. A Parma ci sono le condizioni civili e le risorse perché tutti possano vivere bene: c’è ricchezza culturale, economica e validi sistemi di controllo sociale. Nella mia idea di città, il sindaco deve imparare a farsi carico della complessità dei problemi di tutta la comunità che amministra, perché i singoli attori non possono avere una visione comune né strumenti e risorse per affrontare e risolvere le criticità che attraversano il nostro tempo. Abbiamo bisogno di valorizzare progetti e idee per inaugurare un modo nuovo di fare amministrazione e riscoprire nella solidarietà e nell’impegno civile le qualità migliori della nostra gente. Quindi sì, sono convinto che Parma potrà premiare chi vuole impegnarsi per il bene comune con una proposta di rilancio seria.

Sappiamo che  nei prossimi giorni sarà presentato, dal consigliere Psi in seno al consiglio provinciale di parma, un odg che prevede l’attuazione degli articoli 41 e 46 della costituzione italiana e quindi l’adeguamento degli statuti delle società partecipate della provincia di parma al sistema di gestione che ha portato ottimi risultati in Germania, l’intento politico  è chiaramente quello di offrire a  diverse centinaia di dipendenti e lavoratori l’opportunità di  contribuire con efficacia alle attività svolte per  l’ente, garantendo certamente anche una nuova e migliore trasparenza. Non ritiene indispensabile per il futuro introdurre, finalmente, anche alle oltre 30 partecipate del comune di Parma, un sistema di cogestione che possa garantire ai cittadini di parma la trasparenza e la correttezza delle attività prestate alla città?

Il sistema di cogestione  ha certamente apportato all’economia tedesca effetti straordinariamente  positivi in  questi ultimi cinquant’anni. Fu introdotto nel settore minerario negli anni ’50, ma solamente alla  fine degli anni ’70 fu  esteso a tutte le aziende nazionali dall’amatissino presidente e premio Nobel per la pace, Willy Brandt. La situazione dei lavoratori delle partecipate del Comune di Parma non è certamente paragonabile alla situazione dei minatori della Rhur degli anni ’50, ma serve l’azione decisa della prossima amministrazione. Credo fortemente che  assicurare nel tempo, la trasparenza dell’azione amministrativa sia  l’impegno  fondamentale che assumerò con i parmigiani. Uno strumemento di partecipazione dal basso può rivelarsi strategico per permettere sia agli utenti sia ai lavoratori di partecipare direttamente negli organi direttivi degli enti di servizio, rappresentando effettivamente gli interessi della città.

Cristiano Manuele

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