venerdì, 22 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Pubblica Amministrazione. Troppi sprechi e inefficienze
Pubblicato il 06-02-2017


ansa - faldoni - TRIBUNALE DI MILANO CONTROLLO DELLE SCHEDE ELETTORALI PER LE ELEZIONI DEL SENATO FALDONI DI DOCUMENTI

La P.A. spreca sedici miliardi all’anno tra inefficienze e mancata oculatezza nella gestione. Lo ha comunicato recentemente l’Ufficio Studi della CGIA di Mestre. Si potrebbe raddoppiare il risparmio se alle inefficienze gestionali della P.A. si aggiungessero la cattiva gestione del patrimonio immobiliare, le spese per i falsi invalidi e per le deduzioni fiscali non dovute.

Se poi si tiene conto delle osservazioni fatte dal FMI, la montagna degli sprechi assumerebbe una dimensione ancora più preoccupante. Se in tutta Italia, la P.A. mantenesse la stessa qualità che ha nei migliori territori del Paese per la scuola, i trasporti, la sanità e la giustizia, il PIL aumenterebbe di due punti percentuali (significherebbe una spesa aggiuntiva di oltre 30 miliardi all’anno).

Per la CGIA di Mestre, il Governo “ha approvato in fretta e furia la legge di Bilancio molto generosa sul fronte delle uscite. Ora, dopo la richiesta della U.E. di correggere i nostri conti pubblici per 3,4 miliardi, il Governo decide di recuperarli agendo soprattutto sul fronte delle entrate. Non sarebbe, invece, il caso di intervenire in misura più aggressiva nei confronti della spesa pubblica improduttiva che risulta avere ancora dimensioni molto preoccupanti?”. La Cgia, pur riconoscendo gli sforzi fatti dagli ultimi esecutivi in tema di spending review, continua a ritenere che sarebbe sbagliato recuperare attraverso le accise sui carburanti una buona parte dello 0,2% nel rapporto deficit/Pil richiestoci da Bruxelles.

Il segretario della Cgia, Renato Mason, concludendo la conferenza stampa, ha detto: “ricordo che l’80% delle merci italiane viaggia su gomma. È vero che grazie al rimborso delle accise gli autotrasportatori, solo quelli con mezzi sopra i 35 quintali, possono recuperare una parte degli aumenti locali che subiscono alla pompa. Tuttavia, nel caso scattassero gli incrementi di accisa, potrebbero verificarsi dei rincari dei prodotti che troviamo sugli scaffali dei negozi e dei supermercati del tutto ingiustificati, penalizzando soprattutto le famiglie a basso reddito”. Proseguendo, ha rammentato che la spesa pubblica dell’Italia ammonta annualmente a circa 830 miliardi di euro. “I 3,4 miliardi di correzione del deficit richiestoci incide per lo 0,4% : un’inezia che speriamo possa essere risolta attraverso una contrazione degli sprechi e degli sperperi presenti nella nostra P.A.”.

Salvatore Rondello

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