lunedì, 11 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Riccardo Nencini
Lettera a Veltroni, la damnatio memoriae dei socialisti
Pubblicato il 27-02-2017


Caro Walter,
I miei figli hanno letto la tua intervista a Repubblica.
Mi hanno chiesto: ‘Babbo, ma il romanzo del socialismo italiano che ci hai raccontato è’ una novella?’
Ho affondato gli occhi con stupore in quelle due pagine. Non ce n’è traccia. Cancellata del tutto una parte, e che parte, della storia della sinistra italiana. Eppure le conquiste civili e sociali del secondo novecento portano tutte la firma di governi in cui socialisti e cultura laica si sono battuti perché l’Italia fosse più libera, il mondo del lavoro più protetto, la parità tra sessi realizzata.

Non devo ricordare a te l’elenco delle cose fatte. Parziali, forse, ma indubbiamente rovesciarono l’Italia sconfitta nella guerra e trasformarono il Paese in una potenza industriale di tutto rispetto in cui i diritti fondamentali dei cittadini sono diventati leggi dello stato.

Senza socialisti e radicali, senza la tradizione liberal-democratica, e magari con i comunisti di fede togliattiana al governo, non saremmo diventati ciò che siamo.
Le sinistre, in Italia, sono sempre state due, da tempo immemorabile. Quella che ha avuto ragione, la sinistra cui la storia universale ha dato ragione, non è la sinistra che si richiamava alla tradizione comunista.

Intendiamoci bene: non intendo mettere sotto accusa nessuno. Gli storici hanno già fatto il loro lavoro. Semmai, mi ribello alla contraffazione, alla ‘damnatio memoriae’, a un taglio delle radici che ritengo del tutto irricevibile e che, se utilizzato in un esame universitario, provocherebbe l’espulsione dello studente ( o del docente) dall’aula con tanto di cappello d’asino sulla testa.

Via Nenni, Brodolini, Fortuna, via Spadolini, La Malfa, Craxi, Baslini, via Pannella, via Saragat e Pertini, via tutti. Obliterati. Destinati al tritacarte.

La cancellazione delle radici produce due effetti: rende instabile l’orizzonte che si intende costruire e ci priva della memoria. Una doppia letale operazione soprattutto perché ci priva di una buona bussola e ci obbliga a usare un vetusto portolano.
E dire che a ‘Bandiera rossa’ io continuo a preferire ‘L’inno dei lavoratori’ scritto da Turati. Già, non esiste. È una mia invenzione.

Riccardo 

Riccardo Nencini

Riccardo Nencini

Segretario Psi - viceministro dei Trasporti

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Commenti all'articolo
  1. Non si dovrebbe mai scordare che “Le sinistre, in Italia, sono sempre state due, da tempo immemorabile. Quella che ha avuto ragione..…”, ma a qualcuno capita verosimilmente di dimenticarlo, anche in casa socialista.

    Paolo B. 27.02.2017

  2. Carissimo Segretario,
    cosa aspettarsi da chi nella propria sede di partito tiene la foto di Aldo Moro e non quelle di Pertini e Saragat? Per carità, Moro fu uomo onesto e vittima innocente di un vile progetto terrorista, però nella sede di un partito che si dice di sinistra ci si aspetterebbe di vedere anche altri ritratti.
    Cordiali saluti e buon lavoro! Mario Mosca.

  3. Bravo Segretario del PSI.
    Il tuo nome mi evoca “Riccardo cuor di leone”. Sul cuore socialista non abbiamo dubbi. Del leone facci sentire anche i ruggiti facendone seguire tanti altri oltre a questo che hai indirizzato al signor UOLTER.
    La prima Tesi congressuale della Svolta socialista dovrebbe essere quella dal titolo “VOGLIAMO IL RISCATTO SOCIALISTA”.
    No vogliamo più rimanere confinati nell’oblio !!!!
    Ho ascoltato e letto diversi lazzi a seguito di quell’intervista a Scalfari. Noi Socialisti rifuggiamo dall’oltraggio e con il signor Uolter vorremmo confrontarci solo con la Storia e il Suo passato.
    Il PSI è l’editore dell’Avanti. Carissimo compagno Riccardo: suggerisci al suo Direttore Mauro del Bue d’invitare il signor Uolter per un’intervista con l’Avanti. In aggiunta ai tuoi e a quelli che riterrà opportuni il Direttore, altri quesiti Noi Socialisti potremmo cominciare a prepararli sull’Avanti. Io sono già pronto: appena Del bue ci dà il VIA cominciamo. Se sperano e aspettano che muoiano tutti i socialisti per potere cancellare la MEMORIA DELLA LORO STORIA E DEI LORO GRANDI PROTAGONISTI s’illudono!!
    Come fa il signor Uolter a dire che non è stato mai comunista quando sin da ragazzino si è dato da fare per diventare Segretario dei giovani comunisti?? e una volta maggiorenne, come ha fatto ad assumere la Direzione dell’Unità su cui campeggiava il sottotitolo Quotidiano del Partito Comunista Italiano??
    In un partito in cui l’ortodossia comunista era la regola e non si poteva evitare di chiamarsi compagni, chi glieli ha dati quegli incarichi??
    D’Alema non si rende simpatico, ma almeno non ha rinnegato di essere stato comunista anche se ora si dichiara socialista soltanto quando emigra in Europa.
    Un giornalista in una trasmissione TV ha detto: che credito si può dare nel presente e per il futuro a CHI rinnega anche il suo passato??
    Ecco signor Uolter ::
    questa è la prima domanda che i Socialisti Le vorrebbero rivolgere.
    Un forte abbraccio da Nicola

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