venerdì, 15 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Riforma Madia. Le mofiche per correggere gli errori
Pubblicato il 17-02-2017


madiaPrimo via libera del Consiglio dei ministri a due dei tre decreti correttivi della riforma Madia della Pubblica amministrazione, ritenuti illegittimi dalla Corte Costituzionale lo scorso novembre. La riunione, durata poco meno di un’ora, ha esaminato il decreto bis sulle partecipate pubbliche e quello sui licenziamenti lampo dei cosiddetti ‘furbetti del cartellino’, che resta invariato nell’impianto. Due le principali novità per quest’ultimo decreto: un maggior termine per esercitare l’azione di risarcimento per i danni d’immagine alla P.a. provocati dal dipendente ‘traditore’ e obbligo di comunicazione dei provvedimenti disciplinari all’Ispettorato per la funzione pubblica entro 20 giorni.

Queste le principali novità sulle partecipate: sono ammesse anche le società che producono energia rinnovabile e le università che volessero creare società per la gestione di aziende agricole con funzioni didattiche. Inoltre sono stati prorogati i termini per la ricognizione di tutte le partecipazioni possedute: dal 23 marzo al 30 giugno 2017 per dare tempo alle amministrazioni di adeguarsi al decreto. Spostata al 30 giugno anche la data per la ricognizione del personale e di eventuali eccedenza. Fissato al 31 luglio il termine per l’adeguamento alle disposizioni in tema di governance societaria.

Ecco che cosa prevedono i due decreti
LICENZIAMENTI LAMPO
I ‘furbetti del cartellino’ colti in flagranza (anche attraverso videocamere e sistemi di registrazione delle presenze) saranno subito sospesi senza stipendio: il licenziamento arriverà nel giro di un mese. Il dipendente rischia anche di risarcire per ‘danno di immagine’ l’amministrazione con non meno di sei mesi di stipendio (più interessi e spese legali). La denuncia deve avvenire entro 20 giorni (e non più 15) dall’avvio del procedimento disciplinare. La Corte dei Conti potrà procedere per danni d’immagine entro 150 giorni (non più 120) dalla conclusione della procedura di licenziamento. I provvedimenti disciplinari devono essere comunicati all’Ispettorato entro 20 giorni. Vanno incontro a sanzioni anche gli eventuali ‘complici’ che abbiano agevolato l’attività fraudolenta. Il dirigente che non attiverà il procedimento disciplinare, che va fatto entro 48 ore, potrà a sua volta essere licenziato ed incorrere nel  reato di omissione in atti di ufficio.

DECRETO SULLE PARTECIPATE
Taglio delle società partecipate. I termini per la presentazione del piano di razionalizzazione slittano dal 23 marzo al 30 giugno. Stesso discorso per gli elenchi degli esuberi. L’adeguamento in tema di governance viene fissato al 31 luglio. Sono ammesse le partecipazioni nelle società aventi per oggetto sociale la produzione di energia da fonti rinnovabili; le università possono costituire società per la gestione di aziende agricole con funzioni didattiche. Non sono più consentite le società: prive di dipendenti e quelle che hanno un numero di dipendenti inferiore a quello degli amministratori; quelle che nella media dell’ultimo triennio hanno registrato un fatturato sotto il milione di euro; quelle inattive che non hanno emesso fatture nell’ultimo anno; quelle che svolgono all’interno dello stesso Comune o area vasta doppioni di attività; quelle che negli ultimi 5 anni hanno fatto registrare quattro esercizi in perdita; quelle che svolgono attività non strettamente necessarie ai bisogni della collettività. Viene prevista l’intesa in Conferenza unificata per il decreto del ministro dell’Economia con il quale sono definiti indicatori dimensionali quantitativi e qualitativi, al fine di individuare fino a cinque fasce per la classificazione delle società a controllo pubblico, nel caso di società controllate dalla Regione o da enti locali. Intesa anche per il decreto del ministro del Lavoro volto a disciplinare le modalità di trasmissione dell’elenco del personale eccedente. Infine il presidente della Regione può decidere (con  provvedimento motivato e nel rispetto della trasparenza) l’esclusione di singole società a partecipazione regionale  dall’ambito di applicazione della disciplina.

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