sabato, 22 luglio 2017
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Opinioni e commenti
 

Roma, la giunta Raggi sempre più impantanata
Pubblicato il 03-02-2017


raggi-xTarda, eccome se tarda, ogni barlume di iniziativa e proposta progettuale in grado di restituire respiro e speranza alla città. L’ultimo grido di allarme è arrivato dall’Associazione degli industriali del Lazio, che denuncia un’assenza di progettualità e di un vuoto operativo su tutti i settori: dai rifiuti alla mobilità all’immagine della città. Direi anche e forse soprattutto della città metropolitana. Ma se domani si dovesse votare, per il centro-sinistra non si porrebbe solo il problema di trovare un candidato sindaco, ma anche quello di una proposta e una formula politica nuova e credibile. Considerando che nel 2018 si voterà di certo per la Regione.

La giunta Raggi è infatti sempre più impantanata nel groviglio delle indagini giudiziarie e delle guerre tra fazioni. Le immaginiamo, le notti insonni della Sindaca. Tra interrogatori notturni e l’incubo del commissariamento da parte del partito-azienda, non deve essere un bel vivere rischiare di passare alla storia come il più macabro scherzo che la politica ha riservato a Roma e ai romani. Quindi, anche se il nostro iper-garantismo è messo a dura prova, noi continuiamo a metterla sul piano politico, lasciando alla coscienza della Sindaca e dei suoi tutori  la libertà di decidere quando trarre alcune conclusioni. Sempre che non intervenga la magistratura.

E sul pian politico non possiamo non denunciare innanzitutto la scarsa cultura istituzionale dei grillini, che si traduce inevitabilmente anche in scarsa cultura democratica. Pensare, come fa qualcuno da quelle parti, che si possa cambiare tranquillamente cavallo isolando la Raggi per puntare su un vice-sindaco, significa spernacchiare il voto dei romani, le leggi e l’ordinamento degli enti locali. Anche lo stadio della Roma subisce un duro colpo d’arresto. Forse persino a ragione, se i rilievi su cubature, rischio idrogeologico e mobilità hanno qualche fondamento. Ma è un fatto che di strategie e programmi di rilancio della città nemmeno l’ombra. Non ci sono idee sullo sviluppo e l’identità della città, sul risanamento delle aziende, su come far funzionare un welfare messo a dura prova  dall’estendersi dell’area del bisogno e dell’emarginazione sociale, sulla paralisi dei municipi, dove si riproducono in scala ridotta gli scontri e le divisioni del Campidoglio. Fino a quando? Sarà la magistratura o sarà l’orgoglio dei romani a mettere uno stop definitivo? Con cosa si sta misurando nel frattempo il centro-sinistra?

Qui la risposta è altrettanto desolante. Vedremo cosa succederà nel PD romano, che si accinge ad uscire dalla lunga fase del commissariamento, ma credo che, esattamente come sul piano nazionale, il tema sia quello di come ricostruire un campo di sinistra largo, articolato,plurale e, soprattutto, aperto alle forze sane della città. Direi persino oltre i partiti storici. Altre strade non si vedono. Qui non c’è un tema di legge elettorale. Quella c’è  e premia un sindaco e una coalizione. Una coalizione però tutta da ri-costruire, anche in vista delle regionali. Anche  noi socialisti andremo a congresso e non sarà un congresso rituale. Siamo piccoli, ma anche noi abbiamo l’obbligo e  l’onore di avanzare proposte e contenuti programmatici, ed è quello che faremo continuando pervicacemente nella convinzione di riuscire a dare corpo organizzativo e politico a quell’area laico socialista che al centro-sinistra manca come il pane.

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