sabato, 19 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Roma ricorda Valerio Verbano, 37 anni dopo
Pubblicato il 22-02-2017


valerio-verbanoAnche quest’anno, il 22 febbraio, c’è stato il ricordo di Valerio e oramai anche della mamma Carla Verbano, con la deposizione alle 16 alla lapide in via Monte Bianco e dopo le 17, un corteo cittadino che si è snodato per le vie della zona.
37 anni fa, in quelli che ancora sono ricordati come gli anni di piombo, il 22 febbraio 1980 un commando di estrema destra assassinò Valerio Verbano, giovane militante di sinistra, nella sua casa in via Monte Bianco, nel quartiere di Montesacro. Valerio aveva appena 19 anni quando venne assassinato in casa con i suoi genitori, irrompono tre uomini, più o meno mascherati con due pistole: legano e imbavagliano i genitori con del nastro adesivo, li tengono sottomira e sparano al giovane.
Roma in quegli anni è divisa a macchia di leopardo: ci sono i quartieri di destra e quelli di sinistra, le scuole di destra e quelle di sinistra.
Verbano svolge dapprima un’attività di documentazione molto importante sugli sfratti nei quartieri popolari, documentati a fini di rappresentazione politica, poi usa il teleobiettivo per quell’attività di catalogazione, schedatura e documentazione dell’ambiente eversivo della destra romana; redige un vero e proprio fascicolo, poi chiamato Dossier Nar (Nuclei armati rivoluzionari), nel quale raccoglie nomi, foto, luoghi di riunione, amicizie politiche e presunti legami dei neofascisti con gli apparati dello Stato. Proprio la sua attività contro i Nar gli costa la vita. L’omicidio è attribuibile fin da subito all’area dell’estrema destra, in particolare al gruppo dei Nar, ma le indagini della magistratura non approdano a nulla e presentano anzi gravi errori e depistaggi.
Oggi Roma lo ricorda ancora: il Consigliere metropolitano Paolo Ferrara, in rappresentanza della Città metropolitana di Roma Capitale, e il vicesindaco Luca Bergamo hanno deposto una corona d’alloro sulla lapide commemorativa dell’uccisione di Valerio Verbano.
Anche Napoli ha voluto ricordare il giovane ucciso in casa. Pietro Spaccaforno, militante del Centro sociale Insurgencia di Napoli, a margine della commemorazione che si è tenuta stamattina a Scampia in memoria di Valerio Verbano ha affermato: “Non assicuriamo un corteo pacifico in occasione della venuta di Salvini qui a Napoli: speriamo in un corteo colorato e partecipato, ma che abbia anche un senso di conflitto verso chi porta odio nelle città italiane”.

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