mercoledì, 20 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Roma: rischio Vietnam
per il grillismo
Pubblicato il 08-02-2017


Grillo e compagnia si lamentano dell’eccessiva attenzione degli organi di informazione sull’amministrazione Raggi, attaccano una stampa malvagia che svia l’attenzione dai problemi reali e dalle azioni reali per prestarsi ad attacchi personali contro la povera sindaca, accolta come novella messia e trasformatasi, giorno dopo giorno, in un facile bersaglio da parte dell’opinione pubblica. Come i cinque stelle potessero pensare che la Raggi non avrebbe avuto i riflettori puntati addosso, non è dato a sapersi, quello che è certo è che Roma rischia di diventare una via crucis che potrebbe frenare il movimento proprio quando stava per ambire al soglio massimo: il governo del paese.

L’avventura della Raggi, che ha ereditato una Roma comunque distrutta nel fisico e nel morale da amministrazioni avventuriste, è partita subito male: tra assessori nominati e poi revocati, una lunghissima selezione che non ha garantito stabilità, problemi giudiziari di parte della squadra, nomine “strane”, scelte difficili che hanno sollevato problemi i primi mesi del governo pentastellato della capitale sono stati una autentica sofferenza. La questione vera, però, è che questa sofferenza non solo ha incrinato i rapporti tra la sindaca, la sua amministrazione, e la città, ma che ha creato profonde fratture in seno allo stesso movimento, tanto che Grillo, che pare fosse pronto a defenestrarla alla prima gaffe, ha dovuto utilizzare tutto quello che ha di pazienza e capacità di mediare per giungere a una disastrosa exit strategy. Il leader pentastellato, infatti, ha capito chiaramente che con Roma balla tanto tanto di più. Balla la tenuta del movimento, balla la prospettiva di governo del paese, balla la credibilità stessa dei Cinque Stelle, che rischierebbero, con il fallimento di Raggi e company, di mescolarsi alla massa, alla tanto vituperata politica di cui sembrerebbero aver colto subito vizi, pericolose commistioni di potere e deficienze.

A poco valgono le critiche a una stampa asservita ai poteri forti: le azioni della Raggi, spesso fuori luogo, farebbero presa anche se riportare nei bollettini parrocchiali, e anche sui social inizia a montare una protesta che rischia di inquinare l’humus stesso dell’orgoglio grillino. Che Roma rischi davvero di diventare una sorta di Vietnam per i Cinque Stelle?

Leonardo Raito

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