venerdì, 22 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Rugby 6 Nazioni: Irlanda 63 Italia 10. Una partita senza storia
Pubblicato il 13-02-2017


Italia Irlanda foto 2Grande giornata di spettacolo sabato scorso a Roma, dove Italia ed Irlanda si sono sfidate nel secondo turno del Torneo 6 Nazioni di Rugby. Nonostante la giornata non fosse proprio tra le più belle, abbastanza fredda e con un sole che faceva capolino solo a tratti, numerosi tifosi dai colori azzurri ed altrettanti dai colori verdi sono convenuti allo Stadio Olimpico per assistere al confronto tra gli Azzurri e la squadra del Trifoglio. Il pronostico, dopo il primo turno, era tutto a favore degli ospiti, che solo una volta, nel 2012, sono caduti sotto i colpi degli Azzurri in 17 edizioni del Torneo.  A dirigere il team arbitrale il neozalendese Glen Jackson che si rivelerà molto equilibrato nelle sue decisioni e favorirà il gioco quanto più possibile. Il coach irlandese Schmidt modifica poco prima del calcio di inizio la sua formazione: il tallonatore Scannel al posto del capitano Best e la fascia di capitano ad Heaslip.

Si comincia e l’Irlanda è subito in attacco. Una mischia ordinata vede protagonisti Ghiraldini, Lovotti e Cittadini ma gli ospiti sono già stabilmente a pochi metri dalla meta, che sfiorano all’8′ con l’ostica ala avversaria Zebo. Dagli spalti si leva, e sarà l’unica volta, il grido di incitamento “Italia Italia”. Solo tre minuti dopo, sarà l’altra ala avversaria, Earls, ad infilare la difesa azzurra; trasformazione di Jackson e siamo già sotto di 7 punti. Nei primi 12 minuti di gioco l’Italia praticamente non ha visto palla ed ha fatto già quattro falli.

L’Italia riesce finalmente a portarsi nella metà campo avversaria e ad ottenere un calcio di punizione a causa di una ostruzione avversaria: Carlo Canna non si spaventa, batte e spedisce l’ovale tra i pali. Al 15′ Italia 3 – Irlanda 7. Gli ospiti però sono intenzionati a far vedere chi abbia il coltello dalla parte giusta e non mollano un secondo. Il Trifoglio si riporta vicino alla nostra meta e prima carica caparbiamente con Ryan e Murray, poi va dritto per dritto con Henshow ed infine arriva alla meta con la furia di Stander, senza dubbio miglior giocatore in campo. Solita trasformazione di Jackson e al 17′ siamo Italia 3 – Irlanda 14. Riprendiamo il gioco e proviamo a rompere il muro verde ma un piede fuori di Padovani dà all’Irlanda ha l’opportunità di ripartire con una touche laterale.  Gli avversari di lì a poco sono ancora in zona rossa, allargano sapientemente il gioco e l’ovale finisce nelle mani di Earls, che lo porta ancora una volta in meta; trasforma Jackson ed al 27′ il parziale è Italia 3 – Irlanda 21. Ormai gli ospiti hanno preso il largo, ma nessuna meta è stata finora soffice per i giocatori irlandesi, come dimostrano i numerosi placcaggi. E noi ci crediamo ancora. Gli azzurri con uno scatto di orgoglio si buttano in avanti e, finalmente, siamo sulla linea di meta dell’Irlanda. Un’entrata fallosa di spalla da parte degli avversari ci consegna la prima ed ultima meta tecnica della partita che viene trasformata da Carlo Canna. Al 31′ Italia 10 – Irlanda 21. Ma l’Irlanda non ci sta ed intende andare a riposare con un confortante vantaggio: passano solo tre minuti ed arriva la meta dell’inarrestabile Stander, seguita a ruota dalla trasformazione di Jackson. E’ la quarta meta per gli Irlandesi, che così guadagnano anche il primo punto di bonus supplementale nella classifica del Torneo. Dopo un paio di sterili tentativi di Favaro e Mbandà andiamo negli spogliatoi sul parziale Italia 10 – Irlanda 28. L’Irlanda è molto più forte fisicamente, come dimostra il possesso palla al 69%. L’Italia appare dominata dai loro portatori di palla Stander e Ryan che vincono inesorabilmente le collisioni ed avanzano facilmente. La nostra difesa è costretta a stringere, lasciando scoperta l’estremità del campo; le ale avversarie hanno in tal modo gioco facile ed ai lati del campo prendiamo le mete.

Il secondo tempo riprende con l’Irlanda nuovamente subito in attacco. Gli ospiti non hanno nessuna intenzione di togliere il piede dall’acceleratore, mentre l’Italia va in caduta verticale. Basti sottolineare che nella seconda frazione di gioco non segneremo alcun punto, mentre gli irlandesi porteranno a casa ben 5 mete. Gli avversari si permettono anche qualche cameo, come quando Gilroy prova a salvare una palla dal fallo laterale, ed in qualche modo ci lasciano giocare, fino a quando il nostro gioco è inoffensivo. Aspettano il definitivo crollo azzuro, che arriva inesorabilmente. E così, soprattutto per la felicità dei supporter del Trifoglio, vedremo delle corse cinematografiche da parte dei giocatori irlandesi verso la meta: memorabili quelle sul finale di Gilroy e Ringrose. Non trovano praticamente più resistenza da parte degli azzurri, ormai al limite.

Finisce Italia 10 – Irlanda 63. E’ la più pesante sconfitta di sempre contro questa squadra. Il nostro coach Connor O’Shea aveva detto che voleva una squadra in grado di giocare per  80 minuti, in grado di lottare ad ogni gara nella consapevolezza che a questi livelli o si è presenti fisicamente e mentalmente nella gara o si rischiano legnate. Ebbene purtroppo dobbiamo constatare, pur tenendo conto delle differenze tra gli Azzurri e le altre squadre del 6 Nazioni, tutte di ranking superiore, che ancora l’obiettivo è lontano. Se da un lato l’Italia ha mostrato la volontà di attaccare, ed ha fatto vedere anche qualcosa di interessante quando aveva in mano l’ovale, è soprattutto in difesa che abbiamo mostrato tutte la nostra debolezze, soprattutto fisiche. L’Irlanda ha giocato con grande intensità ed ha dato una grande lezione di rubgy agli Azzurri. Ora  ci aspettano due settimane di riposo e poi appuntamento il 25 febbraio a Twickenham per la sfida Inghilterra – Italia.

Al. Sia.

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