mercoledì, 18 ottobre 2017
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Opinioni e commenti
 

Sanremo 2017: Crozza, la ‘legge’ del numero tre, l’appello di Nicotra
Pubblicato il 09-02-2017


sanremo nicotraSanremo nel segno del numero tre. Carlo Conti lo conduce per il terzo anno consecutivo e il prossimo anno potrebbe fermarsi. Si cerca il suo sostituto e Maurizio Crozza lancia e cerca lo scoop: “so già chi sarà a condurlo nel 2018: Paolo Bonolis”. Sarà vero? Plausibile di certo (accadde già in passato). Intanto, si cerca di scrutare bene per indagare a fondo e riuscire a carpire qualcosa, captare qualcosa del nome ancora segreto (e forse sconosciuto) che sarà al timone del Festival il prossimo anno: ignoto, ma forse no, molte le ipotesi che si possono fare e pensare. Nel frattempo si è arrivati alla terza serata consecutiva. Tre sono gli anni compiuti proprio ieri dal piccolo Matteo (il figlio di Carlo Conti), che ha mandato gli auguri al suo pargolo ma anche a Paola (la figlia di Laura Pausini, nata lo stesso giorno). E se la conduzione spettasse a una donna o una coppia tutta al femminile? Pensiamo alla De Filippi stessa, magari accompagnata in duo dalla sua amica Sabrina Ferilli; oppure proprio a Laura Pausini, magari in coppia con l’altra artista straordinaria che è Paola Cortellesi (il duetto ha funzionato nel loro programma tenuto Laura&Paola appunto), la Cortellesi è stata qui a Sanremo a presentare con Albanese il film “Mamma o papà?” ed ha colpito per le sue doti artistiche (anche canore); ha detto che la sua canzone preferita sanremese è proprio “La solitudine” della sua amica. Dunque il Sanremo delle “larghe intese” potrebbe portare a tandem rosa molto riusciti anche inediti, per un tocco di novità non da poco. Pensando anche ad Antonella Clerici (dopo il suo programma “Standing ovation”) ne potrebbe nascere una serata tutta dedicata ai più piccoli al posto di quella delle cover, per una puntata incentrata interamente su canzoni di cartoni animati (tra l’altro Cristina D’Avena è stata qui sul palco dell’Ariston). Oppure coinvolgendo anche persone comuni. Ed è a tale proposito che è arrivata la vera notizia della seconda serata del Festival di Sanremo 2017: per quanto riguarda lo slogan “tutti cantano Sanremo”, oltre ai noti nomi di ospiti illustri, è salito sull’Ariston quello che è stato forse quello più “illustre” di tutti per la portata simbolica: Salvatore Nicotra. Il 69enne siciliano è stato premiato a Sanremo come dipendente modello: in 40 anni di carriera nel Comune di Catania, anche da vicesegretario dell’Ente, non si è mai assentato, neanche una volta; mai un permesso, mai un giorno di malattia. Anzi, ha anche cumulato 239 giorni di ferie non godute. Ma è stato il suo appello a scuotere gli animi, sollevare un moto di protesta e di sensibilizzazione delle coscienze, con uno sguardo critico severo ed oggettivo importante.
È stato un momento di riflessione intenso, drammatico e realistico, ma molto onesto da parte sua. “I contratti pubblici come il mio sono importantissimi. Noi dipendenti pubblici appunto siamo dei privilegiati. C’è una disoccupazione imperante, a un livello che supera il 40%, preoccupante. I giovani perdono lavoro dopo pochi mesi, 5 o anche meno. Un precariato che li distrugge, perché non perdono solo il lavoro, ma anche la dignità”. Chapeau. Tre poi sono le canzoni delle Nuove Proposte a rischio eliminazione “nominate”: quella di Nesli ed Alice Paba “Do retta a te”; “Ora esisti solo tu” di Bianca Atzei; “Togliamoci la voglia” di Raige e Giulia Luzi.
Se, per dirla con Tiziano Ferro, “tre fa il numero perfetto”, simbolo di precisione, in una ricorrenza quasi circolare, come un cerchio che si apre e si chiude a fine serata sono arrivati tre grandi comici: Enrico Brignano, Gabriele Cirilli e Flavio Insinna. Quest’ultimo potrebbe essere un buon conduttore di Sanremo e sostituto maschile di Conti. Ma anche Federico Russo con “Prima Festival” (e sempre in prima fila nel parterre) ha fatto un buon lavoro ed è molto esperto di musica. I due hanno lavorato insieme in “Dieci cose” e hanno funzionato. Non sarebbe male replicare la situazione. Anche Cirilli potrebbe dare un buon tocco ironico e di colore al Festival, una verve comica che potrebbe spettare proprio a lui donare a Sanremo, per vivacizzarlo con un tono più allegro e disinibito, per dare un’atmosfera di leggerezza. Si è, tra l’altro, dimostrato abile anche nelle imitazioni a “Tale e quale show”. totti
Ai tre comici romani della scuola di Proietti corrisponde il trio dei tre amici Conti-Panariello-Pieraccioni, “fratelli” per Carlo. Quest’ultima una delle tre reunion messe in campo dal conduttore toscano a Sanremo: dopo quella di Al Bano e Romina, dei Pooh, ora al Festival arriva quella di questi uomini di teatro d’altri tempi verrebbe da dire, degni del loro maestro. E, per ciò che concerne il futuro, a proposito di un domani imminente delle canzoni e non solo, tre i numeri che si possono formulare: il 475.475.1 per inviare un sms per votare i brani in gara oppure l’894001 da fisso; o ancora il 45500 per donare un contributo a sostegno della ricostruzione delle scuole nelle aree colpite dal sisma. E se Sanremo è un connubio di musica ed ospiti, è un multiplo di tre (ossia il sei) a indicare il numero di star intervenute nella seconda puntata.
Per un totale di sei, infatti, tra cui (rigorosamente in ordine): Francesco Totti, Robbie Williams, Giorgia, Keanu Reeves, Biffy Clyro, Sveva Alviti (che interpreterà Dalida nell’omonima nuova fiction di Rai Uno, in onda il 15 febbraio prossimo, che ha presentato e dove sarà al fianco di Riccardo Scamarcio; “una donna molto complessa e complicata, ma al contempo – l’ha definita Sveva- molto solare, come me e come tutte le donne. Per questo – ha aggiunto l’attrice- non ho dubbi sulla mia canzone di Sanremo: ‘Ciao amore ciao’”. Sconcertante la somiglianza tra le due).
Ma se molte canzoni sono un vero e proprio inno alla vita, dopo l’appello a favorire l’occupazione giovanile onesta e sicura e non più il precariato perenne e cronicizzato, l’altro aspetto focale e momento importante della seconda serata è venuto proprio da Maurizio Crozza: “facciamo il Festival della procreazione, spegnete le luci e fate l’amore e….speriamo che sia femmina, come si suole dire. ‘Abbiamo fatto l’Italia. Ora si tratta di fare gli italiani’, disse Massimo d’Azeglio in una sua famosa frase. La cito e la voglio riprendere per invitare tutti ad apprezzare l’importanza della vita e cogliere il vero senso della vita”, ha detto il comico. Spesso, infatti, come noto con la musica ci si innamora, ci si dichiara e un testo può fare da colonna sonora a una storia d’amore o un brano essere come la marcia nuziale: quel mezzo, quello strumento con cui si sancisce e corona il proprio amore, che conduce a quell’altare (reale, simbolico o metaforico), che è il tempio del cuore. Per questo è tanto più importante ribadire la profondità della musica nell’ambito della vita e dell’amore, per un romanticismo che non sia etereo o platonico, ma ben tangibile e concreto. Visto il successo dell’intervento di Nicotra, se è vero che “tutti cantano Sanremo” –come dicevamo-, un’idea potrebbe essere quella di far esibire gente comune, comunque cantanti non professionisti, amici degli artisti in gara, nella serata delle cover; ma sono tutte idee per un cambiamento di un Festival comunque valido, tradizionale, classico, ma sempre fresco, originale e nuovo. E se è stato proprio Maurizio Crozza a parlare di “Festival delle larghe intese” Mediaset-Rai, allora non sarebbe bene avere un Festival in linea con la spending review tanto declamata in passato? Un taglio dei costi di Sanremo (e dei tempi), magari sugli ospiti, con un notevole risparmio economico non guasterebbe, ma forse è giusto così: spendere e investire su star nazionali ed internazionali invitate a partecipare aiuta a fornire un’immagine del Festival più dignitosa e serve a nobilitarlo. Perché Sanremo è Sanremo. Anche se poter risparmiare aiuterebbe, soprattutto ora che ci sono molte emergenze umanitarie e cause sociali e solidali da sostenere, così che quegli stessi fondi sarebbero potuti essere devoluti lì, c’è bisogno anche di donare intrattenimento di alto livello per distrarre la gente. Per questo forse non si rinuncerà mai a “viziarsi” con gli ospiti, come a guardare Sanremo per concedersi qualche sorriso e un po’ di piacevole musica.

Barbara Conti

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