mercoledì, 23 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Scandalo Expo, oltre un milione di danno erariale
Pubblicato il 13-02-2017


Gian Mattia D'Alberto / lapresse 01-05-2015 Milano cro EXPO 2015 nella foto: Albero della vita Gian Mattia D'Alberto / lapresse 01-05-2015 Milan EXPO 2015 open ceremony In the photo: Albero della vita

Albero della vita
Gian Mattia D’Alberto / lapresse

Per Expo 2015, gli scandali sono iniziati già nel 2014. L’ex manager della società, Angelo Paris fu arrestato nel maggio del 2014 in relazione alla gara d’appalto per le cosiddette “Architetture di servizi”. Si tratterebbe della procedura di gara relativa all’affidamento dell’appalto integrato concernente la progettazione esecutiva e l’esecuzione dei lavori di realizzazione delle Architetture di Servizio afferenti al sito per l’Esposizione Universale anno 2015 aggiudicato al raggruppamento temporaneo di imprese “Impresa di Costruzione Maltauro”. Nel processo penale, l’imputato ha patteggiato la pena.
Adesso, la Procura Regionale della Corte dei Conti della Lombardia ha notificato a carico dell’ex manager il primo atto di citazione per un danno erariale nei confronti di Expo 2015 Spa superiore ad un milione di euro.
Già nello scorso luglio, la procura della Corte dei Conti della Lombardia aveva notificato a Paris e anche ad Antonio Acerbo (ex manager, arrestato in un altro filone d’inchiesta, che ha patteggiato) atti di contestazione erariale per oltre cinque milioni di euro.
Dall’attività investigativa effettuata dalla Procura della Repubblica di Milano, è scaturito l’avvio parallelo dei procedimenti di responsabilità erariale con l’ausilio del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Milano opportunamente istruito dalla Procura Regionale della Corte dei Conti utilizzando il protocollo di intesa stipulato tra le due Procure. Sono stati contestati il danno all’immagine della società Expo 2015 (danno non patrimoniale) ed il danno patrimoniale da tangente. Entrambi i danni sono stati addebitati nei confronti del soggetto che rivestiva posizione di rilievo primario all’epoca delle procedure di gara oggetto della turbativa già incise nell’esercizio dell’azione penale.
Il fatto contestato nella gara pubblica con importo a base d’asta di 67 milioni di euro è stato l’aggiudicazione per l’importo di 55,6 milioni al netto dei ribassi praticati in sede di gara, ma che a seguito di varianti in fase esecutiva hanno determinato una spesa aggiuntiva di 2,9 milioni di euro a svantaggio della società pubblica Expo 2015.
Il danno erariale da erogazione tangentizia a favore di pubblici funzionari connessa ad aggiudicazione di appalti è stato ritenuto configurabile perché “nessun imprenditore ragionevole corrisponde una utilità ad un amministratore se non per ottenere un vantaggio superiore, o almeno pari, a tale erogazione, non potendo un homo economicus partecipare a gare e lavori pubblici per munifico spirito liberale o per diletto e, dunque, in perdita o in pareggio, sottraendo, irragionevolmente, all’utile di impresa le erogazioni tangentizie a funzionari corrotti: queste ultime devono fatalmente e logicamente essere accollate alla pubblica amministrazione, o attraverso meccanismi operanti sui prezzi di aggiudicazione o nella fase esecutiva dell’affidamento (perizie suppletive o varianti in corso d’opera)”.
Nell’inchiesta della magistratura sulla cosiddetta “cupola degli appalti”, Paris fu arrestato l’8 maggio 2014 assieme all’ex parlamentare DC Gianfranco Frigerio, all’ex funzionario del PCI Primo Greganti ed all’ex senatore PDL Luigi Grillo. Dopo aver ammesso di aver turbato le gare d’appalto che gli venivano contestate. Il 27 novembre 2014 ha patteggiato una pena di due anni sei mesi e venti giorni con un risarcimento di 100 mila euro alla società Expo 2015.
Su Expo 2015 ci sono altre indagini in corso disposte dall’ANAC.

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