lunedì, 16 ottobre 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Scontri in Ucraina. La Nato chiede aiuto alla Russia
Pubblicato il 02-02-2017


AvdiivkaSi riaccende il conflitto nel Donbass e nel sud-est dell’Ucraina, dove in realtà non si è mai spento il focolaio della guerra civile tra separatisti e nazionalisti che ora rischia di trasformarsi in una vera e propria catastrofe umanitaria.
Da domenica diciannove persone sono state uccise e cresce l’emergenza umanitaria. Migliaia di civili sono rimasti senza riscaldamento, elettricità ed acqua e sono già cominciati i piani di evacuazione da parte del governo di Kiev degli abitanti di Avdiivka. L’area è ritenuta strategica da entrambe le parti ed è continuamente sottoposta a cambi di bandiera. Oggi, secondo Kiev, è controllata dall’esercito ucraino. Secondo il portavoce della difesa ucraina, Oleksandr Motuzuanyk, sette soldati ucraini sono morti e altri 14 sono rimasti feriti negli scontri.
La situazione sta preoccupando anche la comunità internazionale che negli ultimi tempi ha accantonato la questione ucraina. La Nato adesso si rivolge a Mosca, con cui è stata sempre in attrito, specie dopo l’entrata del Montenegro nell’Alleanza Atlantica. Il segretario generale Jens Stoltenberg ha chiesto a Mosca di usare la sua influenza per fermare i combattimenti tra i ribelli filorussi e le truppe ucraine, che sono ripresi con violenza dal 29 gennaio.
“Chiediamo un immediato ritorno al cessate il fuoco”, ha detto Stoltenberg a Bruxelles. “Chiediamo alla Russia di utilizzare la sua notevole influenza sui separatisti per cessare le violenze”.
È dal 27 gennaio che le attività militari si sono intensificate con le due parti che si accusano a vicenda (oramai ininterrottamente dal 2014) di aver cominciato per primi. In realtà l’accordo di Minsk (settembre 2014 tra Ucraina, Russia, Repubblica Popolare di Donetsk e Repubblica popolare di Lugansk) aveva visto le sue crepe sin dall’inizio e di fatto l’accordo non è mai stato rispettato.
Il contrasto tra Mosca e Kiev non giova poi sull’eventualità di un intervento e di un aiuto esterno. Per il Presidente Petro Poroshenko la causa dell’escalation di violenze nel territorio è “un’aggressione della Russia”, e durante la sua visita a Berlino avrebbe chiesto l’intervento di Nazioni Unite, Osce e Consiglio d’Europa. Mentre dal Cremlino il dito viene puntato sui nazionalisti ucraini, il portavoce del presidente russo, Dmitrij Peskov ha fatto sapere che “alcuni battaglioni di volontari nazionalisti a cercare di attaccare il territorio controllato” dai filo-russi. “Questi battaglioni hanno avuto il sostegno dell’artiglieria delle forze armate ucraine”, e i miliziani separatisti hanno dovuto rispondere al fuoco “per riprendere il loro territorio” ad Avdiivka. Anche da Mosca poi si è invocato il cessate il fuoco: il portavoce di Putin ha quindi fatto appello a “Mosca, Parigi e Berlino”, perché facciano pressione su Kiev per garantire il rispetto degli accordi di Minsk.
A buttare benzina sul fuoco è l’atteggiamento ambiguo della Nato, che se da un lato ha chiesto aiuto alla Russia, dall’altro continua ad accusare la Russia di ingerenza nei confronti degli ex stati dell’Urss. Stoltenberg, parlando nel corso di una visita a Sarajevo, ha detto che l’alleanza è a conoscenza di segnalazioni di aumento dell’influenza russa nei Balcani e di un intervento russo nei processi politici in Montenegro. L’anno scorso, infatti, le autorità della Bosnia hanno accusato un gruppo di serbi e nazionalisti russi di pianificare un colpo di stato durante le elezioni del 16 ottobre.
Il segretario dell’Alleanza Atlantica non solo non si è fermato a supportare queste dichiarazioni, ma ha anche invitato i Paesi balcanici a un’entrata futura nella Nato. Nel frattempo il presidente Poroshenko ha in programma un referendum sull’adesione dell’Ucraina alla Nato.
Tuttavia, qualsiasi azione della Nato nell’includere l’Ucraina potrebbe innescare serie tensioni con la Russia, che sostiene che la Nato abbia già violato le promesse precedenti ammettendo la Polonia e altri paesi dell’Europa orientale.
Gli scontri ad Avdiivka e sui quartieri periferici di Donetsk proseguono, intanto, senza sosta, anche in queste ore. L’Unicef ha fatto sapere che è stata tagliata la fornitura di energia elettrica alla stazione di filtraggio dell’acqua di Donetsk e le scorte di acqua per le altre città e villaggi nella regione si sono interrotte. L’acqua è razionata e c’è la possibilità che l’approvvigionamento idrico domestico si possa interrompere del tutto. Con il crollo delle temperature fino a -17 gradi, la situazione può avere conseguenze catastrofiche per gli oltre 17.000 abitanti, tra cui 2.500 bambini.

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento