domenica, 26 febbraio 2017
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Opinioni e commenti
 

Scrive Davide Lanfranco:
La Sola Civica
Pubblicato il 09-02-2017


Buongiorno direttore,
prendo spunto dalle ultime tragicomiche vicende delle dimissioni-farsa dell’assessore Berdini a Roma per una riflessione sul disvelamento, ormai inoppugnabile se non ai pasdaran invasati del civismo, di quella che io chiamo la “sola civica”; ovvero la bufala collettiva, alimentata in questi anni, non solo dai social network, ma anche da parte consistente del mondo intellettuale e mediatico, di una presunta superiorità della cosiddetta società civile rispetto alla società politica.

La bufala collettiva, cresciuta grazie al vento dell’anti-politica, ha spinto purtroppo milioni di elettori a credere che esistesse un mondo politico tutto corrotto e ladro (che a dire il vero di colpe ne ha avute molte, soprattutto in termini di autoreferenzialità) che tenesse in ostaggio una società civile meravigliosa e linda. La conseguenza, è stata l’affermarsi sia a livello nazionale (Movimento 5 Stelle) sia a livello locale (Liste civiche) di gruppi politici che hanno fatto della loro a-politicità e a-partiticità un punto fondante del loro successo elettorale.

Gruppi questi che si sono fatti vanto, esplicitamente, di scegliere perfetti sconosciuti senza esperienza cui affidare ruoli importati ruoli ammnistrativi e politici (per ora assessori e sindaci, domani magari ministri o presidenti del consiglio), in nome del principio uno vale uno. L’esito della sola civica è sotto gli occhi di tutti; in quanto, la società civile non è ne meglio ne peggio della società politica, ma esattamente uguale. La dimostrazione è data dal fatto che “i nuovi arrivati” sono stati già oggetto di inchieste giudiziarie ed arresti (un po’ perché pecunia non olet anche per i civici, un po’ perché le intricate procedure ammnistrative italiane mettono tutti quelli che operano a rischio).

Inoltre “i cittadini” assurti a ruoli politici hanno dimostrato, un po’ ovunque, una preoccupante impreparazione ammnistrativa e politica ,che unita ad un’arroganza da “primi della classe” è risultata foriera o di totale inazione o di sonore cappellate.
Senza contare il dubbio, che serpeggia anche dagli esiti di alcune indagini, che i movimenti civici non avendo procedure chiare per la selezione della classe dirigente, siano “scalabili” da soggetti ambigui o totalmente inadeguati che cercano una collocazione lavorativa (i famosi sfaccendati).

Forse le esperienze sciagurate a Roma ed i altri comuni d’Italia, al netto delle catastrofiche conseguenze che potremmo pagare tutti, disveleranno, oltre che agli occhi di certi intellettuali e giornalisti anche agli occhi degli elettori, quanto sia grande la sola civica.

Davide Lanfranco

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