mercoledì, 18 ottobre 2017
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Opinioni e commenti
 

Scrive Enrico Ricciuto:
Napoli e lo scandalo degli ignari candidati
Pubblicato il 15-02-2017


Da un paio di settimane le pagine di cronaca dei maggiori quotidiani cittadini sono occupate dalle notizie relative allo scandalo degli ignari candidati nella lista NAPOLIVALE creata dall’onorevole Valeria Valente  a sostegno della propria candidatura a sindaco di Napoli. Tutto è iniziato quando una giovane ragazza, purtroppo affetta da sindrome di Down, ha ricevuto la richiesta dalla Corte di Appello di Napoli di giustificare l’assenza di spese durante la campagna elettorale, laddove la stessa (ed i suoi genitori),  erano totalmente ignari della candidatura che ha comunque ricevuto 36 preferenze (di chi?).

Successivamente un’avvocatessa è stata contattata dal convivente dell’on. Valente, noto esponente politico del pd cittadino, per riempire un modulo di autocertificazione attestante il non aver sostenuto alcuna spesa per la campagna elettorale.

Naturalmente l’avvocatessa, ignara di essere stata candidata, non ha riempito il modulo ed ha presentato denuncia in Procura. Attualmente la Guardia di Finanza, su incarico dei Magistrati, indaga su tutti i candidati che non hanno presentato alcun documento relativo alle spese elettorali e che abbiano riscosso meno di sette preferenze, onde verificare la regolarità della candidatura. Sembra che almeno sei persone presenti  nelle liste a sostegno della Valente abbiano presentato denunzia perchè ignari della candidatura. Insomma inseriti in lista  a propria insaputa e votati da ignari elettori. Vicenda che segue quella delle primarie del pd del  2011 dove in alcuni seggi votarono tantissimi elettori (uno ogni tre secondi, anche cinesi e rumeni) e dopo le primarie del 2016  dove il voto venne comprato anche a 20 EURO.

I socialisti napoletani, verificata la totale e perdurante  inaffidabilità del partito democratico napoletano (da ultimo un consigliere nazionale del pd ha riassunto il giudizio civile per dichiarare l’ineleggibilità del governatore De Luca), votarono in massa per non correre in coalizione con la Valente. Circa il 90% degli iscritti, si espresse per la coalizione guidata da De Magistris. Il senatore  Riccardo Nencini, segretario del partito e viceministro del governo Renzi, violando la decisione democratica degli iscritti napoletani, il 9 aprile 2016 decise di commissariare il partito napoletano.

Risultati: 1) Peggior risultato elettorale in città. Dai 4500 voti presi in città  con quattro candidati alle regionali del 2015, si è passati a meno di 1500 voti con quaranta candidati, di cui ben sei senza alcun voto; 2) Mancata presentazione di liste socialiste alle 10 Municipalità con iscritti costretti a candidarsi in altre liste per essere rieletti; 3) Nessun assessore nelle Municipalità. Prove generali di come l’ alleanza con il pd,  priva di valori e contenuti, può, al massimo, conservare posti di sottogoverno nazionali e/o regionali, ma nessuna speranza di sopravvivenza al partito. Poiché per il sottoscritto l’essere socialisti, come insegnava Gaetano Arfè, è innanzi tutto un modo di essere oltre che di fare politica, la decisione del commissariamento è stata vissuta come un episodio di grave decadimento dei rapporti umani oltre che dei valori politici.  Sacrificare la volontà dei tantissimi per gli interessi di pochissimi non può che denotare grande arroganza, arroganza  che i socialisti napoletani non meritano, avendo già dovuto affrontare le scelte dell’onorevole Di Lello designato  tra i nominati deputati del pd in rappresentanza dei socialisti.

Oggi ho ricevuto la mozione del  Viceministro Senatore Riccardo Nencini, segretario del partito,  per il prossimo congresso straordinario. Sinceramente non mi interessa leggerla e non la leggerò perché non mi piace la politica che ai dotti propositi fa seguire comportamenti politicamente inaccettabili. Da socialista preferisco la richiesta di mia figlia Lucia, 17 anni, che, dopo averci ascoltati negli incontri organizzati come socialisti in difesa della Costituzione, mi ha chiesto ed ottenuto la sua prima tessera del Partito Socialista.

Nonostante tutto, il Partito Socialista è un grande partito che merita e riavrà un grande futuro. Meritiamo di più.

Enrico  Ricciuto  

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