mercoledì, 18 ottobre 2017
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Opinioni e commenti
 

Scrive Luigi Mainolfi: I ‘sapientoni’ dell’Occidente
Pubblicato il 01-02-2017


Tutti i sapientoni occidentali vanno sostenendo che la globalizzazione è la responsabile di tutte le negatività. In particolare, la sconfitta del liberismo occidentale da parte del Capitalismo di Stato e del Capitalismo socialista. Non hanno il coraggio di ammettere che è stato l’occidente scegliere di suicidarsi. I poteri forti somigliano ai visi pallidi, che vendevano i fucili ai Pellerossa, con i quali avrebbero ucciso visi pallidi. Un elemento illuminante è il fatto che 200 articoli di uso comune e diffuso, che rappresentano la materia dell’industria manifatturiera, vengono costruiti solo in Cina. Il valore di tali beni è astronomico e la loro produzione impiega milioni di lavoratori. I poteri forti dell’Occidente hanno trovato e trovano più lucrativo andare a produrli nei paesi , dove il costo del lavoro è basso.
Se ne fottono della consequenziale riduzione dell’occupazione nei Paesi dell’Occidente, anche perché le tasse sull’importazione sono bassissime. I tromboni dei Paesi occidentali: politologi, giornalisti della carta stampata e della televisione guardano , fanno analisi, ma nessuno si poneva e si pone la domanda: Che fare? Intanto, il processo è andato avanti, fino a far diventare l’Occidente “Gruppo della paura”, come ha sentenziato un Premio Nobel dell’Economia. Non è senza significato, che all’ultimo Forum di Davos, il Capo della Cina è stato ascoltato come un Premio Nobel e acclamato come una Star. Intanto, nei Paesi dell’Occidente, negli ultimi anni, stanno avendo successo i cosiddetti “populismi”, che trovano alimento nelle condizioni precarie delle società e nella paura, che i cittadini hanno del domani. Sono anni che i risultati elettorali ( Polonia, Germania, Francia, Gran Bretagna) lanciano messaggi che i servi dei poteri forti non recepiscono. Si pensa che, evidenziando le debolezze di Grillo, di Salvini e dei loro corrispondenti di altri paesi, il populismo sarà sconfitto. Altro esempio di confusione degli effetti con la causa. Ai problemi economici si aggiunge la paura del terrorismo : Cosa hanno seminato nelle menti degli occidentali i disastri delle Torri Gemelle, di Nizza, della Germania e del Belgio? Secondo me, quelli che vogliono apparire sensibili ai problemi dei migranti con i barconi, dovrebbero manifestare la stessa sensibilità verso le vittime innocenti di Nizza e degli altri atti di terrorismo. Altrimenti dimostrano una sensibilità a Km Zero. Finora, quale statista o quale Governo dell’occidente ha fatto intravedere una inversione di tendenza? I paesi del BURC, che non hanno questo pericolo, continuano la marcia verso la conquista del mercato mondiale e di imprese, mentre l’Europa, e in particolare, l’Italia non sanno che pesci pigliare. I cinesi hanno fatto un altro passo avanti: non aspettano il compratore occidentale, ma vengono ad aprire negozi per i loro prodotti.

Intanto, nei paesi capitalistici le diseguaglianze aumentato e le comunità si sgretolano, lasciando intravedere la scomparsa di culture regionali. Gli insegnamenti di Pareto sono stati dimenticati, se mai erano conosciuti, e fatti storici illuminanti stanno nelle casseforti delle biblioteche.
Ed è arrivato Trump.

I sapientoni, invece di considerarlo effetto, trascurano le causa e lo fanno diventare causa di tutto lo sfacelo imminente. Da mesi, ci stanno rompendo i timpani con le tarantelle della stupidità. L’oggetto misterioso del film “2001, odissea nello spazio, a cui il mondo globale fu paragonato da Claudio Martelli, nel Convegno “ Governare il cambiamento” ha continuato a fare danni. Il richiamo socialista fu snobbato o non capito da quelli, che studiavano a memoria. I miei valori sono alternativi a quelli di Trump, ma, in presenza del nulla, chi dimostra che si è posto il problema è da preferire. Lo storico Niall Ferguson, che è bussola per molti mercantilisti, ha detto: “La Geopolitica di Trump è molto razionale. Consiglio di abbandonare le querelle e di concentrarsi su quello che farà”. Come italiani, pensiamo a ciò, che bisogna correggere nel nostro Paese, senza farci distrarre da improvvisati prestigiatori. Come socialisti, ripartiamo dagli argomenti, oggetti del convegno “Governare il cambiamento”.

Luigi Mainolfi

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