sabato, 29 aprile 2017
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Opinioni e commenti
 

Scrive Mario Guidetti:
Il diritto alla vita… e alla morte
Pubblicato il 14-02-2017


Caro direttore,

“Diritto alla vita ed … alla “dolce morte”. Questo l’argomento serio, molto serio discusso dai membri del tavolo Hemingway.

Mentre il diritto alla vita è tutelato (o dovrebbe esserlo) assicurando a tutti l’assistenza medica che a volte trascende in “accanimento terapeutico”, altrettanto non si può dire del “diritto alla dolce morte”, una scelta che, come fece Lucio Magri, un comunista dalla schiena diritta, gli è stata possibile solo ricorrendo ad una clinica svizzera. Recentemente anche il parlamento francese ha approvato la legge che consente la “dolce morte”

Nel chiedersi il perché questo non sia possibile in Italia, automatica è la risposta. In Italia si sta assistendo ad una perdita del concetto di Laicità dello Stato: questo il convincimento dei membri del tavolo Hemingway, che non vuol dire essere anticlericali.

Dopo aver depositato un “inutile” testamento biologico, fatta la scelta, a futura memoria, della donazione degli organi e della successiva cremazione, i membri del tavolo ritengono sia giunto il tempo di una legge per la “morte assistita”.

Consapevoli che si potrebbe essere scambiati per dei don Chisciotte e che questa potrebbe apparire come una “lotta contro i mulini a vento”, al tavolo Hemingway continuano nell’impegno per il diritto alla vita così come ….alla dolce morte. E’ una battaglia di civiltà ed un riconoscimento del “libero arbitrio”

Mario Guidetti
portavoce tavolo Hemingway

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