giovedì, 30 marzo 2017
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Opinioni e commenti
 

Scrive Roberto Fronzuti:
Il pubblico fallisce il privato fiorisce
Pubblicato il 15-02-2017


Qualche giorno fa, mi sono recato all’ospedale di San Donato Milanese. Lungo i corridoi e nelle sale d’aspetto sono stati collocati, da un sapiente ”comunicatore”, diversi cartelli. Uno degli avvisi affissi è a firma del direttore Paolo Rotelli. Fra le altre notizie si legge che il Gruppo San Donato gestisce 18 ospedali. Mi dicono che San Donato è uno dei più importanti Gruppi ospedalieri europei; forse il primo. Il mio pensiero è andato indietro nel tempo, al 1969, anno d’inaugurazione dell’allora Casa di Cura, alla quale abbiamo dedicato la prima pagina de L’Eco. Mi sono ricordato del mio rapporto di amicizia con il nonno dell’attuale direttore dottor Paolo; il mai dimenticato professor Luigi Rotelli, il fondatore dell’ospedale di San Donato. La storia della famiglia Rotelli nel settore sanitario inizia con la Clinica città di Pavia nel 1957, ma è con l’apertura del presidio sanitario di San Donato, che il professor Luigi, affermato chirurgo, compie il primo grande passo in avanti, alla conquista di Milano e dell’intera Lombardia. Dopo l’era del fondatore, è il figlio, professor Giuseppe Rotelli, a far crescere l’azienda sanitaria, fino a portarla alle dimensioni attuali con l’acquisizione del San Raffaele di don Verzè. Giuseppe Rotelli, docente di Diritto romano all’università di Pavia, è stato anche presidente del disciolto Ente Comunale di Assistenza di Milano in rappresentanza del partito socialista al tempo di De Martino; prima del craxismo. E’ stato l’estensore della legge regionale della Lombardia sulla sanità. Un curriculum di grande rilievo e una rilevante competenza in affari sono alla base del successo del Gruppo San Donato. Fatta questa doverosa premessa e la necessaria introduzione alla questione, l’interrogativo che ci viene spontaneo è “come mai l’ospedale pubblico fallisce, dove il privato fiorisce?”. Poche settimane fa, una signora, in cura all’ospedale di Melegnano, è stata trasferita a quello di San Donato per essere sottoposta ad un esame al cuore che al Predabissi non si poteva eseguire per mancanza della necessaria apparecchiatura. Ma questo è soltanto un episodio… Sta di fatto che negli anni ’70-80, al tempo dei professori Peruzzini, Rigatti e Della Grazia, l’ospedale di Melegnano svolgeva un’attività medica ad altissimo livello; arrivavano malati da tutt’Italia per farsi curare; la Casa di Cura di San Donato era una delle tante cliniche private di Milano e hinterland. Lo Stato italiano investe annualmente miliardi nella sanità pubblica, con i risultati che conosciamo: per eseguire una mammografia occorre prenotare un anno prima. I piccoli ospedali stanno chiudendo; intere grandi aree del Sud Italia non hanno presidi sanitari in grado di eseguire la radioterapia, che serve per curare i tumori, ma anche come terapia per combattere il dolore. Noi ci chiediamo come ha fatto la famiglia Rotelli a moltiplicare gli utili, fino al punto di comprare i maggiori ospedali di Milano e Lombardia e il pubblico non riesce a dotarsi neppure di un macchinario per eseguire un esame importante? Questa è la dimostrazione che siamo amministrati da una classe politica incapace a tutti i livelli; dal governo alle aziende ospedaliere. È di questi giorni la notizia riguardante lo Ieo (Istituto Europeo di Oncologia), la creatura voluta dal professor Umberto Veronesi e il Cardiologico Monzino. Queste due strutture altamente specializzate nella cura dei tumori (Ieo) e patologie cardiologiche (Monzino) sarebbero alla ricerca di collocazione in un polo sanitario disposto ad investire. Per l’eventuale acquisto si sarebbe fatta avanti la famiglia Rocca (Humanitas di Rozzano, entità di rilievo del nostro territorio). La gara per assicurarsi il controllo dello Ieo e del Monzino è l’ulteriore prova che la sanità privata rende… Si può dire di più, consente di moltiplicare all’infinito la ricchezza, come dimostra la storia degli ultimi 50 anni della famiglia Rotelli.

Roberto Fronzuti

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Commenti all'articolo
  1. Condivido al 100% questo articolo già pubblicato dal settimanale d’informazione “l’eco di Milano e provincia”.L’autore fondò nel1968 il suddetto giornale e da allora ne ricopre la carica di Direttore Responsabile.Tale testata entra in tutte le famiglie del nostro territorio.In più occasioni ha riportato notizie convergenti con la politica del riformismo socialista.Manfredi Villani.

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