martedì, 12 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Scrive Tommaso Guerini:
Ricordo di Franco Piro.
Lo sguardo dritto aperto nel futuro
Pubblicato il 21-02-2017


Nato a Cosenza nel 1948, Francesco Piro, detto Franco, è morto a Bologna nella notte del 21 febbraio 2017. Lascia due figli, Eva e Adam. Docente di Storia economica, dopo avere militato in Potere Operaio, è stato deputato per tre legislature, ricoprendo l’incarico di Presidente della Commissione Finanze della Camera e di capogruppo – l’ultimo – del Partito Socialista Italiano.

Dopo la diaspora, nel 2004 è stato candidato a Sindaco di Bologna, ottenendo il miglior risultato alle spalle di Sergio Cofferati e Giorgio Guazzaloca, ma senza essere eletto. Nel 2006, dopo la scissione del Nuovo PSI, che lo aveva visto protagonista, fu candidato al Senato in Emilia-Romagna.

Molto è stato scritto in queste ore in ricordo di Piro, la cui figura rimane tra le più originali della fase finale del Partito Socialista Italiano. Da sempre vicino all’amico di famiglia Giacomo Mancini, che da Ministro della Salute introdusse il vaccino contro la Poliomielite, fu dirigente di primo piano di Potere Operaio. Trasferitosi a Bologna per frequentare l’Università, conobbe il carcere, per poi distaccarsi da Potere Operaio in quanto contrario alla militarizzazione del Partito, criticata sulla base dell’assunto che la classe operaia non era “tanto minorenne da aver bisogno di qualcuno che gli fornisce il braccio armato”.

Nel 1971 aderì al PSI, diventandone nel giro di pochi anni uno dei leader a Bologna e in Emilia-Romagna. Legato alla corrente di Gianni De Michelis, nel 1983 fu eletto alla Camera dei Deputati, superando Paolo Babbini, suo storico avversario ed esponente della corrente di Bettino Craxi.

L’attività parlamentare di Piro è stata caratterizzata dal suo impegno per i diritti dei disabili e dall’attenzione alla politica economica. Del primo rimane una traccia indelebile nella legge 104 del 1992 e nella legge sull’abbattimento delle barriere architettoniche; della seconda la sua presidenza della Commissione Finanze della Camera, che lo portò ad avere numerosi scontri con Paolo Cirino Pomicino, potente Ministro andreottiano del Bilancio. Dopo la diaspora, dette vita alla Federazione dei Socialisti, per poi aderire al Nuovo PSI di Gianni De Michelis.

Candidato a Sindaco di Bologna nel 2004, l’anno successivo aderì alla mozione di Bobo Craxi, seguendolo nella scissione che dette vita a “I socialisti”, l’ultima compagine della sua lunga avventura politica. Uomo poliedrico, appassionato di musica e di sport, Piro è stato un punto di riferimento per numerose generazioni. Maestro generoso, amava circondarsi di giovani, ai quali impartiva lezioni di vita, letteratura, cinema, economia e politica.

Eccessivo nei rapporti, carismatico, lascia un vuoto incolmabile in chi ha avuto la fortuna di essergli amico e compagno, termine che, riprendendo Camillo Prampolini, ricollegava ad un profondo significato religioso.

Con lui scompare uno dei più originali protagonisti della fase finale della Prima Repubblica. La sua intelligenza, la voglia di vivere, la capacità di dedicarsi alla politica nel senso più nobile, si stagliano oggi come monito per le nuove generazioni, dimostrando come le qualità umane e politiche di quei dirigenti che furono spazzati via dalla temperie giustizialista del biennio ’92-‘94 fossero infinitamente superiore a quelle di coloro che ne usurparono il posto e per i quali oggi suona il de profundis.

Tommaso Guerini

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