sabato, 29 aprile 2017
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Opinioni e commenti
 

Scuola. E’ tempo di tornare
a sostenerla con forza
Pubblicato il 07-02-2017


Il Ministro Fedeli ha risposto all’appello dei 600 professori universitari che hanno sottolineato come i ragazzi in entrata all’università mostrino evidenti mancanze nella preparazione della lingua italiana, sottolineando correttamente come si tratti di un problema conosciuto e come sia necessario agire nella secondaria di I grado per potenziare le capacità di lettura, scrittura e sintesi dei nostri giovani.
Una risposta corretta ma non sufficiente. Non ci si può fermare infatti ad una, seppur necessaria, dichiarazione d’intenti.
La situazione attuale della scuola statale italiana è il frutto di un ventennio di riforme, apparentemente caotiche nel loro susseguirsi scomposto, che ne hanno limitato l’efficacia fino ad annichilirne ogni funzione di “ascensore sociale”.
Le cose non avvengono mai per caso, soprattutto quando a provocarle è un Ministero.
Così, nel tempo, abbiamo avuto una riduzione delle ore curricolari di discipline come l’italiano e la matematica, un aumento esponenziale del precariato, un caotico ed eterogeneo proliferare di modalità di accesso alla professione di docente, il taglio del personale ATA, il mutamento della didattica finalizzata un tempo all’apprendimento delle conoscenze ed oggi all’acquisizione di competenze, un aumento esponenziale degli incarichi burocratici per i docenti, la perdita sostanziale del potere d’acquisto degli stipendi e l’introduzione di un distorto concetto di meritocrazia.
Cosa ci si può aspettare da queste premesse?
La scuola statale, nonostante il lavoro encomiabile di tutto il suo personale, ha cessato la sua funzione di attivatore della mobilità sociale.
Noi socialisti, geneticamente sostenitori dell’efficacia della scuola statale perchè consapevoli della necessità che essa assolva alla funzione di offerta di pari opportunità ai cittadini, nell’ultimo periodo abbiamo diminuito l’efficacia della nostra funzione. E’ tempo di tornare a sostenere con convinzione la scuola statale.
E’ il momento di tornare ad agire per accrescere le ore curricolari delle discipline che negli anni le hanno perdute; dobbiamo sostenere i docenti precari che vedono messi in discussione diritti conquistati in cattedra; dobbiamo metterci al fianco dei docenti di sostegno che rischiano di veder ridotta e limitata la loro funzione; dobbiamo negare la concorrenza tra scuole pubbliche e private poiché le prime non hanno le stesse finalità delle seconde; dobbiamo restituire al concetto di merito il suo reale significato, restituendo al personale scolastico tutto la possibilità di accedere a responsabilità maggiori qualora se ne dimostrasse capace ed eliminando un sistema di premialità poco degno, nella sostanza e nella forma, della dignità di chi nella scuola lavora.
In questi giorni le Commissioni parlamentari stanno studiando i decreti con le deleghe del Governo sulla scuola, non facciamoci sfuggire l’occasione di dire la nostra, iniziando col dirlo al nostro Congresso.
Luca Fantò
Referente nazionale PSI scuola
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