martedì, 12 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Sei nazioni 2017, l’italrugby non frana contro i maestri inglesi
Pubblicato il 27-02-2017


rubyUna notizia cattiva e una buona. La brutta notizia è che l’Italia perde a Twickenham per 36 a 15. Siamo alla terza sconfitta dopo tre match ma questa volta era più che intuibile, stava nelle cose, contro un’Inghilterra imbattuta dal 2015 e incontrastata padrona dello scenario rugbistico dell’emisfero nord.

Nazionali ben più blasonate della nostra, Francia e Galles, lo hanno saggiato nei primi due turni del Torneo.

L’obiettivo, Oltremanica, non era solo vincere ma mortificare questa “piccola Italia” andando oltre i 57 punti di differenza di quel 80 a 23 del 2001.

Qualsiasi punteggio inferiore sarebbe stato insignificante.

La buona notizia, sicuramente meno presumibile alla vigilia, è cosa e come di buono gli azzurri sono riusciti a realizzare sul campo, aldilà del risultato finale.

Assolutamente imprevedibile la sofferenza inglese nel superare il piano di gioco presentato dal XV di O’Shea che sprezzante e innovativo nella lettura del regolamento nelle ruck, ha letteralmente insinuato dubbi e sgomento, imbrigliando gli inglesi in campo e ammutolendo gli inglesi sugli spalti.

Il mandato azzurro era, in soldoni, nessuno contesti l’ovale a terra, e in mancanza di raggruppamento sul break down non sarebbe scattato il fuorigioco.

Una “furbata” all’italiana escogitata da un team anglo-irlandese-afrikaner.

Almeno per i primi quaranta minuti di gioco.

Rasenta il fantascientifico il risultato del primo tempo con l’Inghilterra che pasticcia e  l’Italia in vantaggio per 10 a 5 con una meta di  Venditti ma che sarebbe potuto essere ben più lauto se non avesse lasciato per strada ulteriori sei facili punti per due penalty mancati da Allan.

L’intervallo è consigliere per l’assimilazione della “trappola” sui punti d’incontro e la ripresa è caratterizzata dalla veemenza del gioco inglese. La realtà sostituisce il sogno

Scende in campo la squadra vorace che tutti conoscono. Nei primi sette minuti due mete in sequenza cambiano il parziale ma le due segnature non sono sufficienti ad allungare oltre il break. E’ una meta capolavoro di Campagnaro, a coronamento di una prestazione superlativa, a  riporta gli Azzurri a ridosso delle “Rose”.

Solo la grandezza inglese e l’inclinazione a vincere anche le partite difficili, nei fatidici ultimi venti minuti, ha ribaltato le sorti del match.

Nel segnalare l’ottima conduzione di gioco dell’arbitro Poite si sottolineano le diverse le reazioni a fine partita.

Mentre Connor O’Shea si dice deluso perché avremmo potuto anche vincere, sdegnato e indispettito Eddie Jones, Head Coach degli inglesi, che a fine partita chiedeva la restituzione dei soldi dei biglietti poiché l’Italia per quaranta minuti non avrebbe giocato a rugby.

Per il rugby azzurro era il momento di dimostrare e lo ha fatto, stando nell’alveo del regolamento, con le armi che ha.

Si doveva reagire concretamente al rovinoso uno due subito nelle prime gare del Torneo e, tacitare la “camorria” data da una settima di bordate medianiche senza precedenti con reiterati proclami, anche autorevoli, all’esclusione Azzurro dal Sei Nazioni a favore della Georgia.

Si doveva evitare l’ennesima sonora sconfitta e tutti si sono assunti le proprie responsabilità, nessuno si è tirato indietro, interpretando una prestazione di grandissimo sacrificio e dando il meglio di se fino all’ottantesimo minuto e così è stato.

Tutto risolto? Non proprio o in parte. In uno sport crudo come il rugby, la vera risposta può giungere solo dal campo ed il segnale deve essere confermato costantemente.

Fra due settimane a Roma contro La Francia

E come si sa gli italiani sono capaci di dare il meglio di sé nei momenti di difficoltà … specialmente se gli solletichi l’orgoglio

Inghilterra: Brown – May (16′ st Nowell), Te’o, Farrell, Daly – Ford, Care (11′ st Youngs) – Hughes, Haskell, Itoje, Lawes, Launchbury – Cole (32′ Sinclair), Hartley (16′ st George), Marler (16′ st Vunipola).

Italia: Padovani – Bisegni (11′ st Benvenuti), Campagnaro, McLean, Venditti – Allan (21′ st Canna), Gori (35′ pt Bronzini) – Parisse, Favaro (18′ st Mbandà), Steyn – Van Schalkwyk, Fuser (28′ st Biagi) – Cittadini (11′ st Ceccarelli), Gega (33′ st D’Apice), Lovotti (18′ st Rizzo).

 

TABELLINO: Inghilterra-Italia 36-15 (5-10)

24′ pt meta Cole, 32′ drop Allan, 40′ meta Venditti tr. Allan; 3′ st meta Care, 6′ meta Daly tr. Farrell, 20′ meta Campagnaro, 30′ meta Nowell, 32′ meta Te’o, 39′ meta Nowell tr Farrell.

Arbitro: Poite (Fra)

RugbyingClass
di Umberto Piccinini

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