venerdì, 22 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Rugby oltre lo sport.
Con il Sei Nazioni, arrivano
150 anni di storia
Pubblicato il 04-02-2017


Italia-6-Nazioni-2016-rugby-foto-federugby-twitterDici Sei Nazioni, dici “grande rugby”. Nomini il Sei Nazioni e parli di centocinquant’anni di storia portati con giovanile eleganza che vanno oltre lo sport e riproponendo la tradizione in avveneristiche iconiche arene, sposta masse che gremiscono i centri di Londra, Parigi, Dublino, Edimburgo, Cardiff e, chiaramente, Roma. Nei pub come nei bistrot, nei drinking hole o nelle pizzerie, una stregoneria, che va ben oltre qualsiasi saggio sociologico o antropologico, amalgama inossidabilmente una popolazione eterogenea per lingua, classe sociale e credo religioso, insomma, che nulla accomuna ma legata, fraternamente, dal “cromosoma” ovale. Niente, anche di “quasi simile”, accade in qualsiasi altro sport. Il Sei Nazioni è un grande evento del terzo millenio che non può esimenrsi dall’essere un grande business ed ecco ruotare intorno un dedalo commerciale ad oliare gli ingrannaggi del meccanismo. Dai salatissimi diritti televisi ai ricercatissimi gadget, dalla vendita dei biglietti agli sponsor oltere ai pacchetti turistici “all inclusive”, portano nelle casse dell’organizzazione “Six Nations” svariati milioni di euro e pounds. Cinque milioni si sposterebbero verso la squadra che si aggiudica il “Gran Slam” che tradotto sarebbe rimanere imbattuti nei cinque match. Si vince per la gloria, si vince per l’oro. Insomma il pane e le rose!

La kermesse che prende il via oggi pomeriggio, tutta teletrasmessa in diretta Dmax, non deluderà e sarà foriera di spettacolo.  II Torneo nr 18 parte con il botto. Ad Edimburgo si gioca la partita iniziale con il derby celtico fra Scozia ed Irlanda e subito dopo il big match, al Twickenham Stadium, si scontrano Inghilterra e Francia, un appuntamento mai scontato fra nemici da sempre dove si buttano le basi per la possibile vittoria finale.

Per vedere gli Azzurri si dovrà, invece, attendere il posticipo domenicale.

L’era O’Shea avrà ufficialmente inizio alle 15 all’Olimpico contro il Galles.

Sarà l’ennesimo anno zero per il rugby italiano, quello della profonda, intima, quanto indispensabile trasformazione, del giusto viatico verso un progetto professionistico a trecentosessanta gradi che ottenga l’evoluzione dell’intero movimento. La “rivoluzione” O’Shea ha, quindi, un suo preciso disegno vuole un Italia protagonista. Pre questo chiede “solo” che sia la migliore Italia di sempre con prestazioni superiori che possano tenere in partita gli Azzurri sino alla fine con qualsiasi avversario. Il coach irlandese ha in agenda sia obiettivi a medio lungo termine, vedi i prossimi mondiali che si disputeranno fra due anni, sia a brevissimo come questo Sei Nazioni. Sicuramente il primo match contro un Galles capace di mettere in seria difficoltà chiunque, ricco d’importanti individualità e un immenso gioco di squadra, sarà un test vero e potrà fornire i primi reali responsi sullo stato dell’arte. Ventiquattro gli scontri diretti fra le due compagini con ventuno successi gallesi, due azzurre e un entusiasmante pareggio a cardiff nel 2006. La scelta del XV è stata attenta proponendo, in pratica, un mix tecnico-tattico dove per i primi quaranta minuti ci saranno gli uomini che più hanno giocato fra loro negli ultimi test novembrini tenendo in serbo per la seconda partedell’incontro l’esperienza e le qualità di unomini importanti come Ghiraldini, Minto, Campagnaro. Ma arginare le offensive di Halfpenny, Webb e compagni sarà cosa ardua. Infatti, rispetto alle prestazioni dello scorso novembre, servirà qualcosa di più concreto. Dovrà essere una squadra sempre concentrata e compatta, dalla difesa massiccia e predisposta a repentini capovolgomenti di fronte.

Le aspettattive, per l’ennesima volta, sono tante e dopo tante delusioni servirà un XV competitivo, dalla mentalità vincente e pronto all’abnegazione fintanto l’ovale saltella sul manto erboso.

Insomma quello di cui si ha necessità è di una vera squadra di rugby … fusse che fusse la vorta bona?

ITALIA 15 Padovani; 14 Bisegni, 13 Benvenuti, 12 McLean, 11 Venditti; 10 Canna, 9 Gori; 8 Parisse (c),

7 Mbandà, 6 Steyn; 5 Biagi, 4 Fuser; 3 Cittadini, 2 Gega, 1 Lovotti. CT Conor O’Shea

A disposizione: 16 Ghiraldini, 17 Panico, 18 Ceccarelli, 19 Furno, 20 Minto, 21 Bronzini, 22 Allan, 23 Campagnaro

GALLES 15 Leigh Halfpenny; 14 George North, 13 Jonathan Davies, 12 Scott Williams, 11 Liam Williams; 10 Dan Biggar, 9 Rhys Webb; 8 Ross Moriarty, 7 Justin Tipuric, 6 Sam Warburton; 5 Alun-Wyn Jones (capitano), 4 Jake Ball; 3 Samson Lee, 2 Ken Owens, 1 Nicky Smith. CT Rob Howley

A disposizione: 16 Scott Baldwin, 17 Rob Evans, 18 Tomas Francis, 19 Cory Hill, 20 James King, 21 Gareth Davies, 22 Sam Davies, 23 Jamie Roberts.

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