sabato, 24 giugno 2017
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Opinioni e commenti
 

Slitta PDL su Testamento biologico. Appello dei Medici
Pubblicato il 15-02-2017


testamento_biologico_1L’Italia rinvia ancora la discussione di una legge sul Testamento biologico. È stato infatti rimandato di una settimana l’arrivo in aula del progetto di legge sul testamento biologico e, giovedì sera, in commissione Affari sociali alla Camera, seduta notturna dalle 16 a mezzanotte per chiudere l’esame del provvedimento. È quanto stabilito dall’ufficio di presidenza della XII commissione di Montecitorio.
“Speriamo che il rinvio in Aula della discussione sulla legge sul testamento biologico sia l’ultimo”. Ha detto Pia Locatelli, Capogruppo del Psi alla Camera. “Non vorremmo che fossimo di fronte a un tentativo di prolungare il più possibile i tempi della discussione nella speranza di evitare l’approvazione di un provvedimento, voluto da oltre il 70 % del Paese, che si limita a rendere accessibili a tutti pratiche che già esistono e vengono applicate, come dimostra il recente caso di Montebelluna”. Lo ha detto Pia Locatelli presidente del Comitato Diritti umani della Camera e coordinatrice dell’Intergruppo per il testamento biologico. “Non si tratta di eutanasia, ma semplicemente di permettere che il paziente possa decidere sempre e comunque a quali cure sottoporsi e di far sì che la sua volontà venga rispettata anche quando non sarà più in grado di esprimerla”, conclude la deputata socialista. Il disegno di legge in discussione in Italia punta alla sospensione delle cure e come ha più volte spiegato la Locatelli non ha nulla a che fare con l’eutanasia, che prevede invece un’azione per provocare intenzionalmente, nel suo interesse, la morte dell’individuo.
“Giovedì, comunque andranno le votazioni, si chiuderà il provvedimento – ha fatto sapere il presidente della commissione Mario Marazziti – Nel caso in cui non si riuscirà a votare tutti gli emendamenti la parte rimanente del testo arriverà in aula nella sua formulazione originaria. La settimana successiva le altre commissioni esprimeranno i pareri dovuti e alla fine daremo mandato alla relatrice di riferire in aula. Scriverò alla presidente Boldrini per chiedere il rinvio in aula il 27 febbraio”.
Nel frattempo a mobilitarsi sono i medici con un appello per avere al più presto una legge per il testamento biologico. Per dare ai malati terminali “l’ultima parola”. “Perché è a loro che spetta decidere”. Il testo è stato presentato oggi alla Camera dei deputati nell’ambito di una conferenza organizzata dall’Associazione Luca Coscioni.
“Quella sul fine vita è una battaglia che conduco da 25 anni”, spiega Carlo Alberto Defanti, Primario emerito Ospedale Niguarda, membro della Consulta di Bioetica e medico di Eluana Englaro. “Una delle prime iniziative della Consulta di bioetica, risale al ’92, quando fu preparata una carta di autoderminazione dei malati. Abbiamo steso diversi documenti come la Biocard del ’95 o il primo disegno di legge del ’96, ma non abbiamo ancora ottenuto una legge in materia”, dice Defanti.
“L’Italia è in ritardo – afferma Defanti – già nel ’76 fu emanata la prima legge in California, si chiamava Natural Death Act. Il caso di Eluana Englaro ha bloccato perché con la sua storia si è scatenata ‘una guerra di religione’ fra persone a favore e persone contrarie”.

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