martedì, 12 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Stefano Risoli
Quando chiudiamo i conti?
Pubblicato il 27-02-2017


Matteo Renzi, ex primo ministro, ex segretario PD, amico di tanti poteri italiani, un inizio con grandi speranze (ci ho creduto e l’ho appoggiato) ma arrivato malissimo, è diventato comunque il riferimento del centro politico italiano.
Ha battuto il manipolo della minoranza Dem, avendo le spalle coperte della maggioranza a lui legata ,la conseguente sconfitta dei rottamati è stata obbligata.
Il completo ignorare le tesi dei minoritari da parte del segretario uscente è stata l’arma letale, costoro pensavano di far cambiare un po’ la rotta del capitano ma sbagliando evidentemente tattica e strategia han dovuto calare la scialuppa.
Ma non è detto che questa sconfitta e attuale scissione sia un fatto negativo, i vecchi pds stanno facendo quello che avrebbero dovuto fare i socialisti: chiudere i conti con coalizioni che ci hanno trasformati in donatori di sangue, un po’ ovunque.
Adesso i socialisti possono tornare a fare i socialisti, a essere realmente progressisti, ad animare all’interno di un Parlamento di anime morte un dibattito serio e una opposizione dura e determinata perché questi sono tempi che richiedono determinazione. Esprimere e divulgare un progetto che porti avanti gli ideali dei padri fondatori, la politica socialista riformista, vicina alle famiglie, ai giovani, ai pensionati, a chi lavora, operai, impiegati, artigiani o imprenditori. ci siete? ci siamo?, battete, battiamo non uno ma molti colpi!
La riunione di Rivoluzione socialista(?????) organizzata da Enrico Rossi, Roberto
Speranza e Michele Emiliano al teatro Vittoria di Roma dei giorni scorsi è stata aperta da alcune versioni di Bandiera rossa, salutate dagli applausi del pubblico. Qualcuno, in uno slancio nostalgico ha pure estratto un bandierone sovietico con tanto di falce e martello.
Come sempre il meglio arriva alla fine e non sapendo a che santo votarsi rispolverano la parola magica “socialista”.
Voglio però che non venga usata da persone che ne hanno affossato il tutto possibile per paura di riconoscere che noi siamo l’unica alternativa al liberismo sfrenato ed alla povertà.
Ora Noi facciamo questo pseudo congresso per conclamare cosa? Prendiamo per mano i bisogni dei cittadini non lasciamoli alla destra! Una destra che in Italia e in tutta Europa sta facendo il nostro lavoro.
Provo a esemplificare la crisi d’identità del socialismo europeo ? non sono un esperto ma la vita di questo paese la vivo tutti i giorni : da un lato chi vuole proseguire sulla strada intrapresa ai tempi di Tony Blair (cioè l’emulazione del centrodestra liberista), dall’altra chi da questa strada vuole fuoriuscire, se non altro perché eccessive sono diventate le diseguaglianze create da quel modello e dalla sua globalizzazione finanziaria.
Se guardate altri partiti socialisti europei (e non solo), vedete che la dinamica è spesso simile.
Sull’Italia basta ricordare che l’elettorato di sinistra è ormai diasporizzato tra l’astensione, il M5s,non so da adesso quanto al Pd ed alle nuove fenici rosse , ed infine i cascami sparsi della cosiddetta sinistra radicale.
Da molto tempo esprimo che non è il tempo degli ideali della testa è il tempo della pancia e con la diaspora ancora una volta del centro sinistra dobbiamo alzare la nostra voce e far capire agli italiani che la nostra via è la sola che da dignità umana morale e civile.
In tanti enti locali siamo stanchi di dover dare mente a colleghi di viaggio che hanno sempre ragione e non danno mai collaborazione se non costretti dalle evidenze di consenso elettorale.
Nei prossimi giorni o mesi si vedrà l’effetto scissione PD non voglio dover scegliere ancora una volta di stare con chi.

Voglio essere socialista e basta!
Al congresso spero in qualcosa che superi la misera conta delle tessere e spero che il segretario ne prenda coscienza.

Grazie compagni
Stefano Risoli
Membro del direttivo provinciale socialista di Parma

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