martedì, 30 maggio 2017
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Opinioni e commenti
 

Strage Viareggio, chieste le dimissioni di Moretti
Pubblicato il 01-02-2017


moretti-mauro jpg“Lo Stato faccia in modo che Moretti e Margarita si dimettano dalle società”. Lo ha detto Marco Piagentini, il presidente dell’Associazione ‘Il mondo che vorrei’ a nome di tutti i familiari delle vittime della strage di Viareggio. Ed è dello stesso parere il deputato pd Umberto D’Ottavio.
Tutti i principali manager delle Ferrovie dello Stato sono stati condannati per il treno che, deragliando ed esplodendo in stazione, diffuse una nube di fuoco che divorò la vita di 32 persone. Per molto meno di quanto chiedeva l’accusa, ma sono stati condannati. Tra questi anche Moretti condannato a sette anni, oggi a capo di Leonardo (l’ex Finmeccanica) e all’epoca della strage, il 29 giugno 2009, amministratore delegato di Ferrovie dello Stato. Ma il cda di Leonardo, dopo la condanna, gli ha confermato la fiducia: “Ha ancora tutti i requisiti”. Giulio Margarita, ex direttore del Sistema gestione sicurezza di Rfi, ora all’Agenzia sicurezza ferroviaria, è stato condannato a 6 anni e 6 mesi.
La sentenza del tribunale di Lucca è stata definita da Armando D’Apote, uno dei difensori di Mauro Moretti, “populista”. Una “affermazione offensiva sia per noi che per il tribunale di Lucca. Quella parola il signor D’Apote può anche rimangiarsela” ribatte Daniela Rombi, che nella strage perse la figlia Emanuela, 21 anni, dopo 41 giorni di agonia.
“Togliete il cavalierato a Mauro Moretti”, è un altro appello dei familiari delle vittime della strage di Viareggio, tra l’altro l’onorificenza di cavaliere del lavoro gli fu conferita dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel 2010, quando era già indagato per la strage di Viareggio.
I parenti dei 32 morti e dei feriti (136 persone con lesioni gravi, 6 con lesioni gravissime), sottolineano come la sentenza di ieri – che ha condannato i vertici di Ferrovie e i manager delle aziende che dovevano revisionare i carri del treno merci esploso il 29 giugno 2009 – abbia riconosciuto gravi carenze nel sistema della sicurezza e della prevenzione. “Chiediamo anche a chi è imputato, se non si sente colpevole – hanno detto i familiari – la rinuncia alla prescrizione e di farsi giudicare in appello”.

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