giovedì, 24 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Telecom e Fastweb nel mirino dell’antitrust
Pubblicato il 10-02-2017


L’Antitrust ha avviato un procedimento istruttorio per possibile violazione dell’articolo 101 TFUE (divieto di intese restrittive della concorrenza) nei confronti di Telecom Italia e Fastweb. La decisione è stata presa a seguito della comunicazione con cui le due società hanno reso noto all’autorità di aver sottoscritto un accordo per la costituzione di un’impresa compartecipata denominata Flash Fiber.

Sempre oggi i funzionari dell’Antitrust, con l’ausilio del nucleo speciale Antitrust della Guardia di Finanzia, hanno eseguito una serie di ispezioni nelle sedi delle società. Flash Fiber – precisa una nota dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm) – è una società controllata congiuntamente da Telecom Italia e Fastweb e avrà come scopo la realizzazione di reti in fibra ottica in architettura FTTH (Fiber To The Home) nelle 29 principali città italiane.

“Nel contesto di profonda evoluzione tecnologica ed economica che sta interessando il settore delle telecomunicazioni su rete fissa, l’accordo sottoscritto da Telecom Italia e Fastweb, per quanto promosso al fine dichiarato di consentire uno sviluppo più efficiente di infrastrutture tecnologiche innovative, potrebbe, al contempo – si legge nella nota dell’Antitrust – risultare potenzialmente idoneo a impedire, restringere o falsare in maniera consistente il gioco della concorrenza nei mercati nazionali dei servizi di accesso all’ingrosso su rete fissa e dei servizi al dettaglio di telecomunicazioni a banda larga e ultralarga”.

“L’intesa in oggetto, infatti – prosegue l’autorità -, comportando un rilevante coordinamento tra Fastweb e Telecom Italia in scelte strategiche relative alle reti fisse a banda larga e ultra-larga, potrebbe ridurre l’intensità della competizione statica e dinamica, considerando che essa coinvolge i due principali operatori verticalmente integrati operanti nel settore”. Nel corso del procedimento saranno oggetto di valutazione tutte le argomentazioni e gli elementi addotti dalle Parti in ordine al rispetto delle condizioni su cui si fonda un’eventuale deroga ai sensi dell’art. 101.3 TFUE.

In una nota : “Fastweb è convinta della correttezza del proprio operato e della validità del progetto industriale di Flash Fiber che sta procedendo speditamente a cablare in Fiber to the Home 20.000 case a settimana, in linea con le previsioni industriali e in coerenza con i piani pubblici di infrastrutturazione del paese”. “Come in passato, Fastweb – prosegue il comunicato – rinnova la sua fiducia nell’operato dell’Agcm e continuerà a collaborare costruttivamente con l’Autorità”.

Fiducia nel Garante anche da parte di Tim che ricorda la mole di investimenti di un miliardo di euro entro il 2020 ipotizzata dalla Flash Fiber. L’Antitrust si è mosso dopo aver ricevuto le segnalazione da tre concorrenti (Wind, Vodafone ed Enel) tra agosto 2016 e gennaio 2017. Sembrerebbe decisiva l’ultima segnalazione fatta da Enel.

Nella loro difesa, le aziende sotto accusa hanno speso i seguenti argomenti :
– la società che hanno creato, “Flash Fiber”, non sarebbe una “impresa comune a pieno titolo;

-al punto che la nuova rete sarà proprietà della sola Fastweb;
– la vendita di alcuni servizi tecnici ad altri operatori (come Vula e Bitstream) avverrà in competizione tra Telecom e Fastweb;

– la presenza di Enel in questo ambito – con la sua “Open Fiber” – sarebbe garanzia di una piena concorrenza.

Telecom e Fastweb avranno 60 giorni di tempo per presentare le loro ragioni davanti al Garante, che chiuderà il suo “processo” entro dicembre 2017.

Pesano, invece, le quote di mercato. Nel 2015 gli incassi da utenti complessivamente rappresentava il 66,5% (Telecom 39,6 e Fastweb 26,9). Le quote di mercato delle linee nel 2016 complessivamente rappresentavano il 60,9% del mercato (Telecom 46% e Fastweb 14,9%).

In realtà, i confini dell’accordo sono più ampi: Telecom Italia si riserva un diritto d’uso inalienabile per trenta anni sulle infrastrutture di fibra ottica di proprietà di Fastweb.

Ci sono buone motivazioni per puntare il faro sull’accordo della joint-venture tra Telecom e Fastweb. Sarebbero legittime le perplessità che potrebbero sorgere ai lettori sulla correttezza dello stesso accordo. Nel frattempo, compete al Garante l’ardua sentenza sull’infrazione delle norme sulla concorrenza.

Salvatore Rondello

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