lunedì, 11 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Tensione Grecia-Turchia.
E la Nato spaventa Putin
Pubblicato il 17-02-2017


nave russiaSi respira aria tesa tra Paesi confinanti. La Grecia già in apprensione per la riunione di lunedì per cercare di trovare un nuovo compromesso con il Fondo Monetario Internazionale e con i ministri delle Finanze europei, ha rischiato un incidente diplomatico con la vicina Turchia. Una nave militare da pattugliamento turca ha aperto il fuoco questa mattina nell’area attorno all’isola greca di Farmakonisi, nell’Egeo orientale in una zona rivendicata dalla Turchia. Lo stato maggiore greco definisce “serio” l’incidente. La pattuglia turca ha lasciato la zona dopo l’intervento della fregata greca Nikiforos. Ieri le autorità di Ankara hanno emesso un servizio internazionale di avviso (Navtex) informando della volontà di condurre un’esercitazione militare nell’area ad est dell’isola di Farmakonisi. Da Atene, precisa però il ministero della Difesa, era stata negata l’autorizzazione a questa esercitazione, in quanto si sarebbe svolta nelle acque territoriali elleniche. L’unità navale greca Nikiforos è stata inviata prontamente nell’area fino a quando la nave turca ha abbandonato le acque territoriali della Grecia. Lo scorso 5 febbraio l’esercito greco si era detto preoccupato per una possibile mossa a sorpresa dalla marina turca nel Mar Egeo.
Dalla parte Atlantica nel frattempo cresce la tensione, mai sopita, con il Cremlino. Nonostante il continuo invito al dialogo da entrambe le parti, gli screzi non mancano. L’ultimo quello che ha fatto infuriare il Cremlino è stato l’annuncio da parte del segretario generale, Jens Stoltenberg dell’invio di navi da guerra nel mar Nero. Misure che secondo il segretario della Nato consentono “un’aumentata presenza navale nel Mar Nero per addestramento, esercitazioni e ‘situation awareness’ e una funzione di coordinamento della Forza navale stanziale per operare assieme alle altre forze alleate”. Il Mar Nero è un punto nevralgico e dolente per la Russia perché è diviso tra Stati membri dell’Alleanza, la Russia, l’Ucraina e nel bel mezzo ospita la penisola di Crimea che è il principale oggetto di discordia tra i due blocchi. La reazione non si è fatta attendere. “Il contenimento della Russia è ufficialmente la nuova missione della Nato, l’ampliamento ulteriore del blocco è indirizzato a questo scopo”, ha detto Putin sottolineando che questo atteggiamento già era “presente nel passato” ma ora la Nato “crede di aver trovato una motivazione più seria”. “Si sono accelerati i processi di dislocamento degli armamenti strategici e non fuori dai confini nazionali degli stati principali che fanno parte dell’Alleanza”, ha sottolineato Putin.
Ma i contrasti non si fermano nel territorio dell’Est Europa, anche sulla Libia si accelerano le divisioni. La Nato ha annunciato che aiuterà la Libia a organizzare le sue forze di difesa e sicurezza. Ieri infatti, a margine della riunione dei ministri della Difesa dell’Alleanza, il segretario generale Jens Stoltenberg ha annunciato la richiesta formale del premier libico Fayez al-Sarraj. Aiuto che colpirebbe in primis Haftar, spalleggiato dal Cairo e Mosca.
Anche sull’intermediazione di Trump nei rapporti con Putin sembrano scemare tutte le speranze. “Voglio ricordarvi che da mesi mettiamo in chiaro che non intendiamo indossare gli occhiali rosa e non abbiamo mai nutrito inutili illusioni. Quindi non abbiamo niente di cui essere delusi”. La risposta arriva dal portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, secondo cui “non c’è nulla di cui essere delusi”, innazitutto perchè a Mosca nessuno si è fatto illusioni anzitempo. E “tanto più che non ci sono ancora stati sostanziali contatti tra i due capi di Stato . E non è noto quando ci saranno, esattamente”.

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