venerdì, 21 luglio 2017
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Opinioni e commenti
 

Terremoto. Buemi: “Ora norme per i lavoratori”
Pubblicato il 07-02-2017


Terremoto NorditaliaIl premier Paolo Gentiloni si è recato oggi nelle zone colpite dal terremoto. “Una parte del nostro paese è stata ripetutamente colpita in modo molto grave. Non si è trattato solo di un episodio ma purtroppo di una sequenza. Questo non deve incrinare la coesione delle nostre comunità e la fiducia nel futuro. Però bisogna lavorare e lavorare in fretta perché solo se le Istituzioni saranno veramente unite e rapide questo potrà consentire di restituire fiducia ai nostri territori”. Ha detto il premier nel corso della sua visita.

Nello stesso giorno i rettori delle Università di Camerino e Macerata, Flavio Corradini e Francesco Adornato, hanno sposato l’iniziativa per l’istituzione di una zona franca nei comuni delle aree del cratere sismico presentata dai socialisti una decina di giorni fa.

“Sfugge però ai magnifici rettori – spiegano i parlamentari Enrico Buemi, Serenella Fucksia e Remigio Ceroni – che da mesi ci stiamo occupando del terremoto portando avanti tutte le necessità del territorio marchigiano e che sin da subito abbiamo chiesto per i nostri conterranei case e non casette provvisorie. Ricordiamo ai magnifici rettori che lo Stato ha promesso la sospensione delle tasse che, terminata l’emergenza, si dovranno comunque pagare. Che questa popolazione martoriata dovrà pagare tasse e imposte ‘vecchie’ a cui si aggiungeranno quelle ‘nuove’ e che per le piccole aziende questo rappresenterà un ulteriore terremoto”.

Fucksia, Ceroni e Buemi spiegano quindi che “l’istituzione di una zona franca è fondamentale per consentire ai lavoratori autonomi e alle piccole e micro imprese, localizzati nei comuni del cratere, di beneficiare di agevolazioni fiscali per far ripartire la vita, l’economia, la normalità. La proposta di questo disegno di legge da noi sottoscritta, che indica in un triennio il periodo congruo di esenzione dalle imposte durante il quale si spera che l’opera di ricostruzione possa ripristinare quanto perduto, ci appare una misura efficiente ed efficace, oltre che doverosa, per dare un supporto adeguato a chi ha subito gravi perdite e si troverà ad operare nel prossimo futuro in una situazione di estrema difficoltà. In questo modo – concludono – i piccoli centri colpiti dal sisma potranno rinascere perché non è sufficiente ricostruire le case se contemporaneamente non si propongono norme specificatamente dedicate a garantire il lavoro e i lavoratori. A questo, a testa bassa e senza tanti proclami, stiamo lavorando”.

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