lunedì, 11 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Tesi congressuali
La sinistra che vorrei
Pubblicato il 21-02-2017


PRIMA PROPOSTA
Eleggere un’Assemblea Costituente con sistema proporzionale per mettere mano a urgenti riforme istituzionali (dalla forma di Stato alla sorte delle province, dall’elezione diretta dei vertici delle Città Metropolitane al riassetto delle Regioni etc…) <BR>

SECONDA PROPOSTA
Piano investimenti pubblici e privati con priorità messa in sicurezza del territorio. Da finanziare con defiscalizzazioni, incentivi alle imprese, quota fissa da Pil. Senza escludere il supporto di una patrimoniale una tantum per abbattere il debito pubblico.

TERZA PROPOSTA
Cogestione: conduzione aziendale che responsabilizza i lavoratori e garantisce le imprese sul piano della produttività, riconoscendo i lavoratori come componente aziendale essenziale e con remunerazione non scollegata ai profitti.

QUARTA PROPOSTA
L’impresa che gode di aiuti pubblici deve pagare le tasse in Italia e non deve delocalizzare la produzione.

QUINTA PROPOSTA
Reddito di cittadinanza: da finanziare con una più alta tassazione del gioco d’azzardo e vincolando la percezione del reddito allo svolgimento di attività’ civiche e alla formazione. Chi dovesse rinunciare a offerte di lavoro, perde il diritto al reddito di cittadinanza.

SESTA PROPOSTA
Merito e bisogno: 0,50% del Pil da destinare a ricerca, formazione, scuola.
Sostenere negli studi chi è meritevole ma non ha i mezzi. Investire nel talento
artistico dei più giovani.

SETTIMA PROPOSTA
Scuola: sostegno all’istruzione pubblica, potenziamento organico di sostegno,
realizzazione nuove strutture scolastiche per l’infanzia, valorizzazione
istituti tecnici per preparare al meglio l’ingresso nel mondo del lavoro.

OTTAVA PROPOSTA
– taglio Irpef
– tasse più alte per rendita
– tassazione equa multinazionali secondo reddito prodotto in Italia
– lotta a evasione fiscale con attenzione a grandi gruppi

NONA PROPOSTA
Defiscalizzare interventi dei privati nel recupero del patrimonio artistico.
Sostegno al talento dei giovani artisti.
In ogni appalto, destinare una percentuale dei fondi a realizzare opere artistiche.

DECIMA PROPOSTA
Rapportare le pensioni ai contributi versati in relazione all’aumento delle pensioni più basse.
Rivalutazione pensioni superiori al minimo
Estensione bonus.

UNDICESIMA PROPOSTA
Piano straordinario per la CASA: edilizia residenziale pubblica, alloggi a prezzi calmierati, housing sociale.
Conversione patrimonio comunale immobilizzato in abitazioni.

DODICESIMA PROPOSTA
Ecco le BANCHE: Riforma centrale rischi, PdL contro il bail in ( il risparmio non si tocca) e proposta – la prima – di istituzione di una Commissione d’Inchiesta.
Educazione economico- finanziaria nelle scuole.
La Rai pensi a programmi di informazione sulla gestione del risparmio.

 

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Commenti all'articolo
  1. Molto bella la terza proposta. Io proporrei anche che si obbligasse le grandi aziende e i grandi gruppi industriali a destinare una percentuale fissa dei profitti a un fondo nazionale unico da utilizzare per investimenti nella scuola pubblica.

  2. Per arginare le evidenti storture del job’s act e per preparare il terreno al Welfare del futuro si potrebbero proporre 1) L’introduzione del salario minimo per Legge. 2) L’abolizione del valore legale del titolo si studio. Si dovrebbe inoltre aprire una discussione tecnica sul reddito di cittadinanza, che, in prospettiva, sarà la nuova frontiera dello Stato Sociale

  3. Il primo punto mi sembra senz’altro condivisibile, precisando però che l’elezione della ASSEMBLEA COSTITUENTE andrebbe abbinata ad altra chiamata alle urne per non ingenerare “malumori” nell’elettorato, riguardo alle relative spese. Ritengo anche che si dovrebbe avere in merito una propria e ben definita proposta circa le riforme da attuare (ovviamente da confrontare con quella altrui, ma partendo da qualcosa di preciso, anche per essere più convincenti).

    Per il secondo punto, l’idea di una PATRIMONIALE mi lascia molto perplesso e “irrigidito”, al di là del fatto che aumenterebbe ulteriormente il carico fiscale di chi è già abbondantemente “tassato”, vuoi perché con il tasso di sfiducia che sta circolando nella nostra società sarebbero in pochi, o in non molti, a credere che sarebbe “una tantum”, vuoi perché in non pochi dubiterebbero altresì che i relativi introiti sarebbero realmente destinati “per abbattere il debito pubblico” e non piuttosto ad altre spese.

    Reputo infine ragionevole e sensata l’ipotesi della COGESTIONE, giacché vedo la responsabilizzazione come un mezzo per rafforzare il nostro sistema imprenditoriale e renderlo più produttivo, in modo da aumentare la RICCHEZZA del Paese, senza la quale il “salario minimo per legge” ovvero il “reddito di cittadinanza”, o altri “avanzamenti” dello Stato Sociale, venendo ad uno dei commenti, mi sembrerebbero francamente molto prematuri, per non dire irrealistici.

    Quanto all’idea di obbligare “le grandi aziende e i grandi gruppi industriali a destinare una percentuale fissa dei profitti a un fondo nazionale unico da utilizzare per investimenti nella scuola pubblica”, la trovo abbastanza “illiberale”, o quantomeno poco liberale, specie in un momento in cui le aziende non hanno bisogno di essere “appesantite”, e dovrebbe essere pertanto una libera scelta, anche perché c’è chi vorrebbe semmai aiutare la “scuola privata”, ripescando il concetto del BUONO SCUOLA degli anni Ottanta, se non ricordo male.

    Paolo B. 23.02.2017

    • Secondo me chi incassa profitti con molti zeri deve contribuire a rafforzare quello che è il pilastro di ogni nazione civile: l’educazione. Senza una scuola pubblica forte non esiste futuro, neanche per le aziende.
      Cordiali saluti, Mario,

  4. Mi sembra molto utile aprire una discussione sulle Tesi Congressuali nei termini come viene fatta sul nostro Giornale.
    Mi auguro che il contributo dei Compagni sia utile a definire la proposta Politica Congressuale.
    Eleggere un’Assemblea Costituente con Sistema Proporzionale sarebbe la cosa più sensata che si potrebbe fare, dopo l’esperienza disastrosa del Referendum del quattro Dicembre.
    Sulla sorte delle Province, a mio avviso, occorre un ripensamento, non credo sia utile sopprimerle, verrebbe a mancare un Ente indispensabile come coordinatore fra i vari Comuni di un Comprensorio Territoriale, su l’ambiente, strade, scuole, programmazione per lo sviluppo economico, insediamenti commerciali di interesse sopra Comunale, programmazione turistica e altro.
    La Cogestione l’ho vissuta sulla mia pelle già negli anni settanta in Svizzera, per me è l’unico modo per limitare al minimo i conflitti sociali e mettere in atto la Contrattazione Aziendale che andrebbe a favore della Classe Operaia, quella che è rimasta, purtroppo.

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