giovedì, 14 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Top & Flop. Da Calvarese a Tagliavento: agli arbitri l’Oscar per il film horror
Pubblicato il 27-02-2017


Sarebbe bello se si potesse parle soltanto delle cose belle avvenute in questa 26/a giornata: dall’Atalanta che compie l’impresa a Napoli con una doppietta di Caldara, alla serata strepitosa di Nainggolan che trascina la Roma al successo in casa dell’Inter, fino ai bellissimi gol di Birsa, Borriello e Ntcham. Ma purtroppo è stato un fine settimana a dir poco negativo per gli arbitri, che con scelte scelerate (Calvarese in Sassuolo-Milan su tutti) che hanno condizionato il risultato delle partite. Vediamo i top & flop di questa giornata.

MILAN, ITALY - JANUARY 13:  Referee Gianpaolo Calvarese shouts during the TIM Cup match between AC Milan and Carpi FC at Stadio Giuseppe Meazza on January 13, 2016 in Milan, Italy.  (Photo by Marco Luzzani/Getty Images)

Gianpaolo Calvarese (Photo by Marco Luzzani/Getty Images)

TOP – 3. JULES OLIVIER NTCHAM – Con un grandissimo gol nei minuti di recupero, regala al Genoa il pareggio interno 1-1 contro il Bologna e soprattutto salva da un esordio negativo il neo tecnico Andrea Mandorlini, arrivato al posto di Juric, che lo aveva inserito pochi minuti prima. Il 21enne centrocampista francese era stato preso lo scorso anno in prestito dal Manchester City, ma nonostante fosse considerato un grande talento, non ha mai mostrato le sue potenzialità. La perla di domenica però vale tanto, più per il morale dei liguri che per la classifica. Mandorlini gli offrisse una cena.
2. MATTIA CALDARA – Con la sua doppietta ha trascinato l’Atalanta al prestigioso successo 2-0 in casa del Napoli. Il difensore nerazzurro, già prenotato dalla Juventus per la stagione 2018/2019, ha giocato una partita da veterano nonostante i 22 anni: un gladiatore nella propria difesa e un senso del gol nell’area avversaria invidiabile considerando che è un difensore centrale. Con molti difensori italiani in età avanzata (Barzagli e Chiellini), il ct della Nazionale Ventura può stare tranquillo: è nata una stella. E i bergamaschi sognano la Champions League.
1. RADJA NAINGGOLAN – Semplicemente devastante. La Roma ha vinto 3-1 a San Siro contro l’Inter, assicurandosi ormai con certezza un posto tra le prime 3 e restando in scia della Juventus (-7 dai bianconeri). I primi due gol sono state due perle assolute del centrocampista belga, due missili da fuori area su cui nemmeno un grande portiere come Handanovic ha potuto fare nulla. E pensare che fino a qualche mese fa l’allenatore del Belgio non lo chiamava in Nazionale. Nainggolan, oltre allo strapotere fisico a centrocampo, sta trovando gol con continuità (sono 9 in campionato) e non è un caso che in estate il Chelsea di Conte si era spinto fino a 45 milioni per acquistarlo. Ora ne vale quasi il doppio, alieno.

FLOP – 3. IVAN PERISIC – È uno dei pochi a salvarsi dell’Inter, ma dopo pochi minuti ha compiuto una grave ingenuità che poteva costare caro: all’interno della propria area, si è alzato il pallone con i piedi, passandolo poi di testa ad Handanovic per permettere al portiere sloveno di prendere la sfera con le mani. Eppure non si può fare: il regolamento lo considera infatti gesto antisportivo. Risultato? Cartellino giallo e punizione a due per la Roma che, fortunatamente per l’esterno croato, non ha generato pericoli.
2. STEFANO PIOLI – Restiamo sempre in Inter-Roma. Il ko dei nerazzurri ha come principale colpevole l’allenatore che ha deciso di schierare una formazione imbottita di centrocampisti che, invece di creare superiorità numerica sulla mediana, si sono spesso pestati i piedi. Può starci, soprattutto quando hai di fronte la seconda forza del campionato. L’errore è stato non correggere il danno a partita in corso, specialmente dopo il primo tempo dominato dai ragazzi di Spalletti. C’è da dire che Pioli, da quando ha preso il posto di De Boer, ha cambiato l’Inter, portandola dalle zone basse della classifica in piena corsa europea, ma i passi falsi contro Juventus, Napoli, Roma e l’eliminazione in Coppa Italia contro la Lazio potrebbero costargli la mancata conferma sulla panchina nerazzurra in vista della prossima stagione.
1. GLI ARBITRI – La peggiore giornata da inizio campionato per i nostri fischietti. Chiariamo che parole come “complotto”, “malafede” ecc. sono da chiacchiere da bar, qui nessuno mette in dubbio l’onestà dei direttori di gara. Ma ciò che si è visto nel fine settimana è degno di un film horror, in tema con la notte degli Oscar. Insufficiente la prova di Tagliavento in Inter-Roma: tanti dubbi sul secondo gol di Nainggolan per una spinta su Gagliardini, forse la rete era troppo bella per annullarla (si scherza). Clamoroso poi il rigore non dato ai nerazzurri per un fallo evidente di Strootman su Eder. Anche le tante ammonizioni non sventolate nel primo tempo a un paio di giocatori giallorossi (plateale fallo di mano di Bruno Peres e ostruzione di Juan Jesus su un calcio di punizione di Candreva) hanno innervosito i giocatori dell’Inter e di conseguenza il pubblico di San Siro che ha preso di mira l’arbitro con fischi e insulti. Detto questo, la Roma ha strameritato la vittoria. Ha fatto di peggio, e non era semplice, il sign. Calvarese in Sassuolo-Milan. I rossoneri hanno vinto 1-0, ma in questo caso si fa fatica a parlare di pallone: rigore evidente per i padroni di casa su Berardi che invece si è beccato il giallo per simulazione, il penalty vincente di Bacca che ha deciso la gara non solo non c’era, ma è stato calciato irregolarmente dall’attaccante colombiano che, inciampato a pochi passi dal dischetto, ha toccato due volte il pallone. Infine nella ripresa altro rigore solare non dato ai neroverdi con un calcione di Paletta su Politano. Comprensibile la rabbia del Sassuolo a fine gara, mentre il tecnico rossonero Montella, ammettendo gli episodi a proprio favore, ha invitato a usare toni più bassi. E allora invece di scippo o rapina, limitiamoci a dire che il Milan è stato fortunato…

Francesco Carci

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