venerdì, 24 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Trappist-1 e i suoi sette pianeti: scoperto un nuovo sistema extrasolare
Pubblicato il 23-02-2017


Possono anche altri pianeti ospitare la vita? Esistono nell’immenso universo corpi celesti simili alla nostra Terra? Queste sono solo alcune delle tante domande che l’uomo si è posto e si pone tutte le volte che alza il proprio sguardo verso il cielo e vede la moltitudine di stelle che lo circonda. La ricerca astronomica è in continua evoluzione e non s’arresta un’ora, ottenendo spesso sorprendenti risultati.

Una risposta a tali interrogativi è arrivata proprio in questi giorni dalla Nasa, la quale ha annunciato la scoperta di un nuovo sistema planetario formato da ben sette pianeti, che ruotano intorno al loro “Sole”, chiamato Trappist-1 e distante 39 anni luce.

Gli artefici di questa scoperta sono stati Michaël Gillon dell’Università belga di Liegi e il suo team internazionale di astronomi, i quali hanno reso nota su Nature la ricerca compiuta, aprendo così uno spiraglio di luce sulla possibilità che esistano forme di vita anche in altre parti dell’universo.

Sistema-SolareTre dei sette pianeti sono situati nella fascia abitabile, cioè in una zona del sistema collocata a una distanza tale dalla stella da poter avere la presenza di acqua allo stato liquido. Questa scoperta li pone, perciò, tra i principali candidati a ospitare la vita.

I sei pianeti più vicini a Trappist-1 sono stati denominati dagli studiosi “gemelli” della nostra Terra, in virtù delle loro dimensioni, della temperatura e della loro probabile composizione rocciosa. Sono pochissime, invece, le notizie possedute sul settimo pianeta.

Trappist-1, scoperto dal team nel maggio del 2016 insieme ai tre pianeti della fascia abitabile, è una stella nana ultrafredda, meno calda e più piccola del Sole, la cui massa è un decimo di quella della nostra stella, mentre la sua luminosità corrisponde a 5 decimillesimi di quella solare.

Il nome trae origine dal TRAnsiting Planets and PlanetesImals Small Telescope south (Trappist-south), un telescopio di proprietà dell’Università di Liegi installato all’Osservatorio di La Silla sulle Ande e progettato col fine di monitorare alcune stelle nane, per scoprire l’esistenza di nuovi pianeti.

Questo neo sistema planetario è caratterizzato dalla elevata vicinanza dei suoi pianeti, maggiore rispetto a quella dei corpi celesti del nostro sistema solare. I sette parenti della Terra compiono inoltre un’orbita completa intorno alla loro stella molto più rapidamente rispetto ai nostri e il loro anno ha, quindi, una durata che va da un minimo di un giorno e mezzo a un massimo di 12,3 giorni.

La Nasa si propone ora di lanciare nello spazio il telescopio James Webb (probabilmente nel 2018), con l’obiettivo di scoprire la composizione dell’atmosfera di questi pianeti e la loro emissione termica.

Rosella Maiorana

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