martedì, 28 febbraio 2017
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Opinioni e commenti
 

Trump, dopo bocciatura ‘muslim ban’ guarda alla Cina
Pubblicato il 10-02-2017


trump_cinaAncora uno “schiaffo” al presidente Donald Trump. La Corte d’appello di San Francisco, infatti, ha negato il ripristino del bando che vieta l’ingresso di rifugiati e cittadini provenienti da 7 Paesi islamici: Libia, Sudan, Somalia, Siria, Iraq, Iran e Yemen. E’ stata così confermata la decisione di un giudice federale di Seattle. “Ci vediamo alla Corte suprema, è in gioco la sicurezza della nazione”, ha twittato Trump. Secondo i giudici d’appello, l’amministrazione Usa non ha portato alcuna prova che qualcuno proveniente dai sette Paesi in questione ha commesso un attacco terroristico in Usa e non ha spiegato l’urgenza del provvedimento. Stando al collegio, erano in ballo da un lato l’interesse della sicurezza nazionale e la capacità del presidente di attuare le sue politiche, dall’altro il diritto a viaggiare liberamente, ad evitare la separazione delle famiglie e la discriminazione: sono prevalsi i secondi. Il muslim ban non è senza conseguenze, di certo mina i rapporti diplomatici ed economici. Il premier iracheno Haider al-Abadi ha infatti chiesto in un colloquio telefonico con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump che l’Iraq venga eliminato dalla lista dei Paesi a cui è vietato l’ingresso. In una nota si legge che: “Il Primo ministro ha sottolineato l’importanza di una rivalutazione della decisione riguardo al diritto degli iracheni di viaggiare negli Stati Uniti”.
Ma intanto mentre si deteriorano i rapporti sul versante mediorientale, il presidente Trump punta sul Sol Levante fa retromarcia con Pechino e accetta di onorare la tradizionale linea politica americana che da decenni riconosce “una sola Cina”, su richiesta del presidente Xi Jinping, con cui ha avuto una telefonata “lunga ed estremamente cordiale”. In passato il presidente Usa aveva ‘flirtato’ con la ribelle Taiwan sostenendo di non prendere ordini da Pechino e di non sentirsi vincolato alla politica di una sola Cina fin quando Pechino non farà concessioni commerciali. Dopo la telefonata comunicata dalla Casa Bianca i due leader “si impegneranno in discussioni e negoziazioni su varie questioni di reciproco interesse”. La telefonata è stata “estremamente cordiale” e i due presidenti hanno espresso “i migliori auguri al popolo dell’altro Paese”.

La distensione dei rapporti con la Cina è fondamentale in queste ore poiché oggi ci sarà l’incontro programmato tra Trump e il suo omologo giapponese Shinzo Abe. Il premier di Tokyo, visto come un avversario a Pechino, è negli Stati Uniti per parlare di investimenti e sicurezza. Il Giappone è impegnato a difendere le isole Senkaku dalle rivendicazioni della Cina, che le chiama Diaoyu. E Washington si è impegnata a sostenere l’alleato giapponese, almeno fino ad oggi…

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