martedì, 28 marzo 2017
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Opinioni e commenti
 

Ue: appello per nuovo inizio contro i populismi
Pubblicato il 13-02-2017


Domino_EuropaDi fronte al rischio che l’Unione Europea imploda, un gruppo di giuristi ed intellettuali ha lanciato un appello alla rifondazione dell’Unione, in modo che possa rispondere alle “tendenze autoritarie e all’ascesa di forze nazionaliste e xenofobe” che hanno messo sotto attacco l’Unione “sebbene abbia garantito pace, democrazia e benessere  per decenni”. L’appello, pubblicato su diversi quotidiani  europei, è stato firmato, tra gli italiani, da Giuliano Amato, Emma Bonino, Massimo Cacciari e Giuliano Cazzola.

“Noi cittadini europei siamo preoccupati e spaventati” è l’esordio. “La crisi economica e finanziaria ha impoverito la  maggior parte di noi. La disoccupazione giovanile rischia di creare una generazione perduta. La disuguaglianza cresce e la coesione sociale è in pericolo. L’UE è circondata da conflitti e instabilità, dall’Ucraina alla Turchia, dal Medio Oriente al Nord Africa. Il flusso di rifugiati e migranti è diventato una questione strutturale che dobbiamo affrontare insieme, in modo umano e lungimirante. In molti Stati membri si manifestano tendenze autoritarie e l’ascesa di forze nazionaliste e xenofobe. La democrazia e i valori fondanti della civiltà europea moderna sono sotto attacco. La stessa Unione Europea e’ messa in discussione, sebbene abbia garantito pace, democrazia e benessere per decenni”. L’appello accusa “i politici nazionali” di preoccuparsi “solo delle successive elezioni nazionali o locali: chiedono soluzioni europee a problemi europei, ma poi agiscono per rendere tali soluzioni impossibili o inefficaci.

Ignorano le proposte della Commissione e non applicano le decisioni già prese, incluse quelle approvate all’unanimità. Chiediamo ai politici e ai media nazionali di smettere di presentare l’integrazione come un gioco a somma zero, mettendo così le nazioni l’una contro l’altra. In un mondo interdipendente – si legge – nessuna nazione da sola può garantire le necessità basilari dei suoi cittadini e la giustizia sociale. In questo contesto l’integrazione e un governo sovranazionale europeo sono un gioco a somma positiva”.

Nella consapevolezza che “la globalizzazione sta trasformando il mondo”, c’è bisogno, si legge ancora nell’appello, di “un governo europeo per promuovere i nostri valori e contribuire alla soluzione dei problemi globali che minacciano l’umanità. Il mondo ha bisogno di un’Europa cosmopolita e rivolta a contribuire alla costruzione di una governance globale più democratica ed efficiente, per affrontare le sfide più impellenti, dal cambiamento climatico, alla pace, dalla povertà globale, alla transizione verso un’economia sostenibile sia dal punto di vista ambientale che sociale.

L’UE è “una incompleta Res Publica”, riconoscono i firmatari: un budget ridicolo (0,9% del PIL) e nessuna autonomia finanziaria, competenze e poteri “incompleti per far fronte con successo alle crisi attuali”, “un legislativo, un giudiziario e una Banca Centrale Europea con caratteri sostanzialmente federali”. “Ma la democrazia e’ la possibilita’ per i cittadini di scegliere il governo, responsabile di fronte ai cittadini”.

Perché “l’Unione funzioni e sia pienamente democratica le sue decisioni – incluso il bilancio, la politica estera e di difesa, e la riforma dei trattati – devono essere prese con il voto a maggioranza qualificata, che rappresenta la maggioranza dei cittadini e degli Stati europei. La Commissione dovrebbe evolvere in un vero governo, legittimato attraverso le elezioni europee, e che definisce l’agenda politica. I partiti europei dovrebbero designare il loro candidato alla presidenza della Commissione alle elezioni europee. L’alternativa e’ l’elezione diretta del Presidente della UE,  risultato della fusione delle Presidenze della Commissione Europea e del Consiglio europeo”. “Il 14 febbraio 1984 il Parlamento Europeo adottò il Progetto di Trattato che istituisce l’Unione Europea, il cosiddetto progetto Spinelli, che puntava verso un’unione politica, e che gli Stati membri ignorarono”. A distanza di 33 anni, il 14 febbraio 2017 “invitiamo il Parlamento europeo, l’unico organo dell’UE eletto direttamente, a prendere una nuova iniziativa per rilanciare l’UE su una piu’ forte base democratica. Parlare di unioni bancaria, fiscale, economica, energetica, della sicurezza, della difesa e della politica ha senso solo all’interno di una vera Unione Europea democratica, con tutte quelle politiche sotto la responsabilità di un vero governo europeo. Di qui l’appello ai capi di Stato e di governo che il 25 marzo celebreranno i Trattati di Roma, che 60 anni fa istituirono la Comunità Economica Europea e l’Euratom. “Chiediamo loro di elevarsi alla visione dei Fondatori. Devono aprire la strada alla rifondazione dell’Unione Europea, sulla base delle proposte del Parlamento Europeo, sfruttando immediatamente tutti gli strumenti del trattato di Lisbona per rafforzare le istituzioni e le politiche dell’UE, in particolare la politica estera e di sicurezza e la politica economica e sociale”. Ma anche la società deve attivarsi: “Chiediamo alla gioventù europea, alla società civile, al mondo del lavoratori, dell’impresa, dell’accademico, ai governi locali e ai cittadini e alle cittadine europei di mobilitarsi e partecipare alla Marcia per l’Europa che si terrà a Roma il 25 marzo. Tutti insieme forniremo ai leader politici la forza e il coraggio di portare l’Unione verso un nuovo inizio. L’unità europea è la chiave per risolvere i nostri problemi comuni, salvaguardare i nostri valori e garantire il nostro benessere, la sicurezza e la democrazia”.

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