mercoledì, 1 marzo 2017
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Opinioni e commenti
 

Visite fiscali, dall’Inps cambiamenti in vista
Pubblicato il 09-02-2017


Boeri-Inps

Già per gli statali è così, ma la regola dovrà valere anche per i lavoratori privati. Le visite fiscali, in caso di malattia, andranno svolte nell’arco di 7 ore: questo il lasso di tempo in cui dovrà essere garantita la reperibilità. È questa la novità lanciata oggi dal presidente dell’Inps Tito Boeri secondo cui “non ha senso che ci siano differenze tra i lavoratori pubblici e quelli privati”.

Oggi infatti quest’ultimi devono garantire una reperibilità per 4 ore, a differenza dei primi per i quali vige la regola delle 7. Per i lavoratori del settore privato, nel dettaglio, la fasce orarie della visita fiscale sono dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19. Sia il datore di lavoro sia l’Inps possono richiedere il controllo medico fiscale nei confronti del dipendente che ha comunicato la malattia, o la sua assenza dal lavoro per effettuare una visita o degli esami. L’obbligo di reperibilità inizia il primo giorno della malattia e prosegue per tutto il periodo indicato sul certificato medico, inclusi sabato, domenica e festività. E quindi anche a Natale, Capodanno, Befana, Pasqua. Ci si può sottrarre a questo ‘regime’ di fasce orarie in caso di patologie che richiedono terapie salvavita e stati patologici connessi a situazioni di invalidità riconosciuta, in misura pari o superiore al 67%. Per i dipendenti statali e pubblici, i controlli vengono effettuati dai medici della mutua, ossia, dell’Asl di riferimento, su richiesta dell’Amministrazione pubblica. Gli orari di visita fiscale: dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18. Non solo nelle visite fiscali ma anche nel ricorso alla legge 104 “ci sono differenze forti tra pubblico e privato e tra comparti del pubblico che fanno pensare che ci possano essere potenziali forme di abuso”.

Boeri ha parlato anche della legge 104 e degli interventi per razionalizzarla. “Probabilmente ci sono delle forme di abuso”, ha aggiunto Boeri, parlando della legge che consente di assentarsi dal lavoro per prendersi cura di un parente malato. Nel valutare le differenze di utilizzo della legge 104 nel pubblico e nel privato occorre considerare “il differenziale di genere” è la replica della segretaria generale della Cgil, Susanna Camusso. “Il presidente dell’Inps pensa che con un po’ di controlli si possano ricavare risorse – ha dichiarato Camusso -. Ci è noto l’intento provocatorio del presidente ma la discussione va fatta in modo diverso. Al netto degli abusi, la legge 104 è più usata nel pubblico perché nel privato ci sono maggiori sanzioni nei comportamenti delle donne che prendono il permesso. Mi porrei una domanda sul differenziale di genere”.

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