lunedì, 24 luglio 2017
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Opinioni e commenti
 

L’oscurantismo
del “passo indietro”
Pubblicato il 16-03-2017


Lotti non lo conosco.
A meno che non sia quello dei cartoni animati sul golf.
Ma prima ancora di commentare la mozione di sfiducia Grillin-Leghin-Sinistrina sponsorizzata dal Fatto Quotidiano, mi preme sottolineare su quale concetto brutalmente ignorante ed oscurantista della ragione si basi la richiesta di dimissioni o “passo indietro”.
Siamo al disconoscimento dell’abc dello Stato di Diritto, alla gratuita distribuzione di ignoranza: in uno Stato civile, moderno, l’onere della prova sta all’accusa, non alla difesa.
È l’accusa che deve dimostrare, fugando ogni dubbio, la colpevolezza dell’imputato e non il contrario.
Questa frase andrebbe impressa alla maniera di “Inglorius Basterds” di Tarantino nella mente (o sulla fronte) di chi si fa portatore, a livello giudiziario, politico e mediatico del messaggio contrario.
Ebbene, su quali “prove cartolari” si basano le accuse a Lotti nell’inchiesta del PM Woodcock (sulla cui serie di insuccessi non mi dilungo)?
Si basano sulle dichiarazioni di una persona che ora, quelle stesse dichiarazioni sta piano piano limando, edulcorando.
Quindi si basano sul nulla.
E sul nulla si basa la mozione di sfiducia, ma lo fa portando con sé una responsabilità: quella di foraggiare l’ignoranza giuridica e civile, conteibuendo all’abbrutimento della società in cui viviamo.
O sopravviviamo.
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