mercoledì, 26 aprile 2017
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Opinioni e commenti
 

A mia insaputa. E Grillo disconosce il Blog di Grillo
Pubblicato il 15-03-2017


grilloBeppe Grillo non ha niente a che fare con il blog di Beppe Grillo. «Non è responsabile, né gestore, né moderatore, né direttore, né provider, né titolare del dominio, del blog, né degli account Twitter, né dei tweet e non ha alcun potere di direzione né di controllo sul blog, né sugli account Twitter, né sui tweet e tanto meno su ciò che ivi viene postato». A scriverlo sono gli avvocati del comico genovese, impegnato in una causa contro il Partito Democratico. Il testo della memoria difensiva è stato pubblicato da Francesco Bonifazi, che aveva denunciato Grillo per un post pubblicato nel 2016, in cui si parlava dello scandalo sul petrolio in Basilicata, in cui è stata coinvolta Federica Guidi. Il post accusava, con il solito stile del Movimento 5 Stelle, il Pd di essere “complici e collusi. Con le mani sporche di petrolio e denaro.”

Beppe non è responsabile di quanto Grillo scrive. Un bel modo per evitare conseguenze dopo ogni accusa al vetriolo pubblicata sul web.

Oggi Grillo replica, ancora dal suo blog, scrivendo: “Il Blog beppegrillo.it è una comunità online di lettori, scrittori e attivisti a cui io ho dato vita e che ospita sia i miei interventi sia quelli di altre persone che gratuitamente offrono contributi per il Blog. Il pezzo oggetto della querela del Pd era un pezzo non firmato, perciò non direttamente riconducibile al sottoscritto. I post di cui io sono direttamente responsabile sono quelli, come questo, che riportano la mia firma in calce. Nessuno scandalo, nessuna novità. Se non il rosicamento del Pd per aver per il momento perso la causa, cosa che Bonifazi ha scordato di dire. Nessuna diffamazione. Nessun insulto. Semplice informazione libera in rete. Malox?”.

Facciamo un po’ di chiarezza. Perché il M5s che urlava “onestà” ormai sembra saper balbettare solo “a mia insaputa”. Prima le polizze, ora il Blog. Il dominio beppegrillo.it è stato registrato nel 2001 da Emanuele Bottaro, ex presidente di un associazione di consumatori, già finito sotto processo nel 2012. Tempo fa spiegava a Panorama che aveva “chiesto a Beppe se potevo registrare il suo nome nel 2001 prima che qualcun altro lo facesse e poi è rimasto a me. Ho una delega ma non ho accordi di tipo economico o di tutela legale. Nel mio piccolo, partecipo in questo modo al movimento”. A gestire il sito è quindi la Casaleggio Associati, sui cui rapporti tra la società e il Movimento non è dato sapere i dettagli. E Bottaro è facilmente riconducibile alla Casaleggio.

A questo punto si potrebbe quindi pensare che nel M5s, che coincide con il Blog, decida tutto la Casaleggio Associati. Ma ricordiamo che in occasione del processo alla sindaca Virginia Raggi e a tutti i candidati ed eletti grillini a Roma, Davide Casaleggio ha detto che lui e la sua azienda non ricoprono alcun ruolo nel M5s.

Per il ruolo affidato al Blog è evidente che è diventato il centro nevralgico del pensiero pentastellato. È stato lo stesso Grillo a quantificare le visite, nel 2011 si parlava di circa 5 milioni e 200 mila utenti al mese.

Tanti utenti, tanti soldi. La prima fonte di entrate è Google AdSense, la più grande azienda pubblicitaria online, che paga per ogni clic effettuato sui suoi annunci. Il famoso clickbaiting, gallina dalle uova d’oro del Movimento. La seconda fonte è l’affiliazione al sito di ecommerce Amazon, su cui il Movimento intasca una percentuale sui prodotti venduti per ogni utente proveniente dal blog. Difficile quantificare il profitto ma nessuno potrebbe negare una forte puzza di bruciato.

Altro inghippo: nello statuto del Movimento 5 Stelle c’è scritto che è Beppe Grillo il titolare effettivo del blog e lo mette a disposizione dell’Associazione Movimento 5 Stelle. Lo statuto è stato firmato dal comico, a meno che non ci vengano a raccontare che è stato fatto a sua insaputa.

Per quanto riguarda poi i profili Twitter e Facebook sono profili certificati. E per ottenere la certificazione bisogna mandare una serie di documenti, in primis una fotocopia del documento di identità e un numero di telefono verificabile.

Quindi Beppe Grillo, che attraverso il blog che porta il suo nome dirama i suoi comunicati, impartisce direttive agli iscritti, ordina epurazioni e dispensa insulti vorrebbe far credere che è completamente estraneo dalla gestione dello stesso? Sinceramente tutto questo appare come uno strampalato tentativo di nascondere il sole, o per meglio dire le stelle, con un dito.

Valentina Bombardieri

Blog Fondazione Nenni

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