domenica, 25 giugno 2017
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Opinioni e commenti
 

Abolizione dei voucher. Via libera dal cdm
Pubblicato il 17-03-2017


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Via libera dal consiglio dei ministri all’abolizione dei voucher. “Useremo le prossime settimane per rispondere ad una esigenza che certamente l’eliminazione dei voucher non risolve, per una regolazione seria del lavoro saltuario e occasionale”, ha detto il premier Paolo Gentiloni, al termine del Cdm. “Abbiamo abrogato le norme su voucher e appalti – ha aggiunto il premier – nella consapevolezza che l’Italia non aveva certo bisogno nei prossimi mesi di una campagna elettorale su temi come questi e nella consapevolezza che la decisione è coerente con l’orientamento che è maturato nelle ultime settimane in Parlamento”. Per Gentiloni, “dividere il paese tra chi demonizza lo strumento dei voucher e chi ne voleva circoscrivere i limiti sarebbe stato solo un errore per l’Italia. Ora si libera il tavolo da una discussione ideologica che non ci avrebbe aiutato e che conferma il nostro impegno per regolare il mercato del lavoro”.

Ieri Patrizia Maestri del Pd, relatrice della proposta di legge sui voucher aveva già annunciato che la Commissione lavoro della camera avrebbe votato per l’abrogazione totale dei voucher. “Ci sarà un periodo di transizione fino al 31 dicembre 2017 per permettere di utilizzarli a chi li ha già acquistati”, ha continuato Maestri sottolineando che l’abrogazione “va bene, è un risultato inatteso ma positivo, speriamo però che il governo non li faccia poi rientrare sotto altre forme”, ha concluso.

Insomma sui voucher si è imboccata la strada più drastica. Non più quella di una revisione della normativa per eliminare le storture che stava creando. In un primo momento per limitarne il massiccio utilizzo si era pensato legarne l’uso solo alle famiglie. Ora la strada sembra quella della totale soppressione che fa venir meno un pezzo della riforma del jobs act. A spingere su questa soluzione anche la volontà di superare il referendum proposto dalla Cgil, che così cadrebbe nel vuoto. Un referendum che il ministro del lavoro Poletti vede come fumo negli occhi e che già in passato gli è costato qualche scivolone di stile.

Attraverso il confronto con il governo – riferisce la relatrice Patrizia Maestri – sceglieremo la strada dell’emendamento che li abroga”. “Noi – ha spiegato la deputata Pd – saremmo stati favorevoli a mantenere i voucher per le famiglie ma a seguito del confronto con il governo andremo verso l’abrogazione”. “Chiediamo – conclude Maestri – che si tenga conto anche del tema appalti”, su cui pende l’altro referendum voluto della Cgil”. “Il governo sceglierà la strada più veloce e adatta”. “L’importante – aggiunge – è che  non pensi di far rientrare i voucher sotto altra forma”.

Maestri ha spiegato che l’emendamento propone l’abrogazione dei tre articoli del Jobs Act (decreto legislativo 81 del 2015), cioè gli articoli 48, 49 e 50, gli stessi di cui chiede l’abrogazione il quesito referendario della Cgil. I tre articoli rientrano nel capitolo VI sul lavoro accessorio: il 48 su “definizione e campo di applicazione”; il 49 su “disciplina del lavoro accessorio” e il 50 su “coordinamento informativo a fini previdenziali”.  Maestri ha precisato che sarà previsto un periodo di transizione per permettere di utilizzare i voucher a chi li ha già acquistati.

Per il segretario del Psi Riccardo Nencini i “voucher sono da regolamentare e non da eliminare. Famiglie, imprese a zero dipendenti, lavoretti stagionali. Se li togli per tutti, non aiuti il lavoro”.

Contrario alla cancellazione il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia per il quale “è meglio fare il referendum piuttosto che cancellare i voucher con un provvedimento di legge, senza alcun dibattito”. Boccia, a margine di un convegno alla Luiss ha aggiunto che “non ci piace nemmeno il modo: se proprio s’ha da fare, si faccia il referendum”.

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