martedì, 27 giugno 2017
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Opinioni e commenti
 

Alfredo Reichlin ha lasciato un vuoto nella sinistra
Pubblicato il 23-03-2017


È morto a 91 anni Alfredo Reichlin, figlio di Pietro ed Elisabetta Lauro, nato a Barletta, all’età di cinque anni Reichlin si trasferì a Roma, dove il padre esercitò la professione d’avvocato. A Roma Reichlin partecipò alla storica Resistenza con le Brigate Garibaldi, facendo parte dei GAP. Nel 1946 aderi al Partito Comunista Italiano, di cui fu uno dei dirigenti più importanti per circa trent’anni. Allievo di Palmiro Togliatti, fu vicesegretario della Federazione Giovanile Comunista Italiana e nel 1955 entrò ne l’Unità, di cui dopo un anno diventò vice-direttore.

Promosso a direttore nel 1958, negli anni sessanta si avvicina alle posizioni di Pietro Ingrao, le più a sinistra nel partito. Quando l’attrito tra Togliatti e la corrente di Ingrao diventa inconciliabile, Reichlin è allontanato dai quadri de l’Unità per far spazio alla direzione di Mario Alicata. Da Segretario regionale del PCI in Puglia fu molto attento alla questione meridionale, alla quale dedicò anche alcune sue opere. Deputato nazionale fin dal 1968, durante gli anni Settanta entrò nella direzione nazionale del partito e collaborò con Enrico Berlinguer. Successivamente fu favorevole alle trasformazioni del partito da PCI in Partito Democratico della Sinistra prima, da PDS in Democratici di Sinistra poi, ed infine da DS in Partito Democratico. Dal 1989 al 1992 fu “Ministro dell’Economia” del governo ombra del Partito Comunista Italiano. Sposato in prime nozze con la militante comunista (espulsa nel 1969 per aver aderito al gruppo de Il manifesto) Luciana Castellina, ha avuto due figli: Lucrezia e Pietro, entrambi economisti. Il premier Paolo Gentiloni ricorda così lo storico funzionario comunista: “Ricordo Alfredo Reichlin grande dirigente della sinistra. Una vita esemplare di impegno verso i più deboli e di responsabilità nazionale”.

Egli è stato considerato come uno degli esponenti principali della cultura italiana, giornalista brillante e dotato di una visione concreta delle cose. Berlinguer, Craxi e Cossutta lo ammiravano per il suo coraggio, equilibrio e forza di volontà. Anche Massimo D’Alema ha voluto esprimere il cordoglio di un compagno politico. “Con la morte – afferma D’Alema – di Alfredo Reichlin scompare “un compagno e un amico. E’ una giornata per noi molto importante ma velata di tristezza per la dolorosa scomparsa di Alfredo Reichlin. Abbiamo perduto un compagno, un compagno prezioso. E per molti di noi si tratta della perdita di un amico. Grande personalità della nostra Repubblica che è stato anche, e soprattutto, uno degli ultimi patriarchi della sinistra italiana. Non ha mai amato lo scontro e non ha mai condiviso le asprezze della lotta politica”. Reichlin è stato “uomo di tutta la sinistra, al di sopra e al di fuori dei conflitti che ci hanno lacerato”.

Agrippino Castania

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Commenti all'articolo
  1. La nostra cultura di Socialisti ci ha insegnato sempre al rispetto degli avversari politici, sia che essi appartengano ad una diversa formazione politica che alla stessa del PSI.
    I comunisti non hanno fatto lo stesso con noi Socialisti e con il nostro Leader Bettino Craxi che Reichlin ammirava e a sua volta ricambiava verso Craxi, nel rispetto di una comune appartenenza ai valori della Sinistra.
    Caro Agrippino. Hai fatto bene a ricordare questo compagno, che aldilà delle nostre divisioni ha espresso dei valori comuni a tutta la Sinistra nell’impegno della sua azioni politica. Nel conflitto tra Togliatti ed Ingrao egli scelse di stare con quest’ultimo anche se il primo da giovanissimo era stato il suo maestro.
    Noi sappiamo quanto in maniera negativa abbia pesato la figura di Togliatti nella divisione della Sinistra e dell’alternativa democratica nei Governi della Prima Repubblica. Per un socialista la testimonianza di quella scelta di Reichlin verso Ingrao, ce lo fa sentire vicino come un caro compagno che ci ha lasciato verso un meritato riposo.
    Fraternamente da Nicola Olanda

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