lunedì, 23 ottobre 2017
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Opinioni e commenti
 

Alitalia. 2.037 gli esuberi. Verso lo sciopero
Pubblicato il 17-03-2017


Alitalia-EthiadDopo la presentazione del piano Alitalia arriva subito la proclamazione dello sciopero. Un piano industriale duro che prevede 2.037 esuberi nel personale di terra tra contratti a tempo determinato e indeterminato. E’ quanto riferiscono fonti sindacali, mentre è ancora in corso l’incontro con l’azienda. Per quanto riguarda il personale navigante le stesse fonti non forniscono dati ma fanno presente che ad agosto scade la solidarietà per 400 dipendenti. Riguardo agli organici degli uffici, l’aviolinea avrebbe chiesto una riduzione del 51% dell’organico sostenendo che sarebbe in linea con le ‘best practicies’ degli altri vettori.

Fortissimi i sacrifici economici richiesti al personale navigante: lo stipendio degli assistenti di volo dovrebbe essere decurtato del 32% mentre quello dei piloti verrebbe ridotto dal 28% per gli addetti al medio raggio, al 22% per chi è impiegato sul lungo raggio. E arriva subito la decisione di indire uno sciopero proclamato per il 5 aprile. Lo ha affermato il segretario generale della Uiltrasporti, Claudio Tarlazzi, al termine dell’incontro. “Un piano – ha sottolineato il dirigente della Uilt – assolutamente non credibile che di certo prevede solo tagli agli organici e ai salari. Le ipotesi di incremento dei ricavi sui voli a lungo raggio, con 8 nuovi aerei nell’arco di 5 anni, è un’ipotesi molto remota che non ci dà la possibilità di credere che possano aumentare, anche alla luce degli ostacoli rappresentati dalle alleanze con la Delta e il gruppo Air France-Klm”.

Tra i 2.037 esuberi del personale di terra riguardano 1.338 rapporti di lavoro a tempo indeterminato, 558 a tempo determinato e 141 lavoratori all’estero. Fonti sindacali tendono a precisare che negli esuberi sono comprese le cosiddette “esternalizzazioni” cioè lavoratori che continuerebbero a svolgere la stessa mansione non più come dipendenti Alitalia ma in capo ad altra impresa incaricata di svolgere analogo servizio. Una quota rilevante degli esuberi tra il personale di terra dovrebbe riguardare 300-400 addetti alla manutenzione degli aeroplani.

Il governo ha convocato per lunedì 20 marzo Alitalia e i sindacati dei trasporti Cgil, Cisl, Uil e Ugl. L’incontro si terrà al ministero dello Sviluppo Economico alle 16.30 alla presenza del titolare del dicastero, Carlo Calenda, del ministro del Lavoro, Giuliano Poletti e del ministro dei Trasporti Graziano Delrio. “Le misure relative al personale sono dolorose, ma necessarie, insieme alla riduzione di altri costi operativi, per stabilizzare la situazione finanziaria della Compagnia e a garantirne la sostenibilità di lungo termine. Questi cambiamenti sono essenziali se vogliamo competere in modo efficiente in un mercato del trasporto aereo europeo che è caratterizzato da una spietata concorrenza” afferma
l’amministratore delegato di Alitalia, Cramer Ball. “Solo con il ritorno alla profittabilità nel 2019, Alitalia potrà riprendere a crescere anche grazie all’ingresso in flotta di sei nuovi aeromobili di lungo raggio tra il 2019 e il 2021. Aerei che si aggiungeranno ai due già previsti nel 2017 e nel 2018. La Compagnia prevede inoltre di potenziare il lungo raggio con l’apertura di 10 nuove rotte tra il 2017 e il 2021 e di assumere fino a 500 nuove persone fra piloti ed assistenti di volo dal 2019”.

Ma sono ormai anni che si aspetta il ritorno dei profitti.

Redazione Avanti!

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