venerdì, 26 maggio 2017
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Opinioni e commenti
 

Scrive Antonio Ciuna:
Euro, la follia di chi vuole uscirne
Pubblicato il 20-03-2017


Gentile Direttore Mauro Del Bue,
Uscire dall’euro (U.M.E.) non è semplice perché tale azione politica non è prevista in nessun trattato della Comunità Europea. Ciò non vuol dire che un Stato Sovrano non possa più rinunciare all’euro e ritornare a emettere la propria moneta nazionale di un tempo.

E’ bene chiarire subito che se uno Stato membro dell Comunità Europea vorrà uscire  dall’euro, i tempi per realizare l’uscita saranno certamente molto più lunghi e più complicati di quelli  che saranno necessari per la BREXIT della Gran Bretagna, in quanto detta facoltà risulta già inserita  nel Trattato di Lisbona.
Alla luce di quanto sopra è  importante far presente che la Gran Bretagna, anche se è stata membro della Comunità Europea, ha continuato a utilizzare la sterlina anziché l’euro.  E’ da prendere in considerazione inoltre che l’economia reale e politica della Gran Bretagna,la quale non ha un alto debito pubblico, è molto più forte della nostra economia
Non sfugge certamente a nessun responsabile delle forze politiche nazionali i gravissimi rischi che l’Italia correrebbe non appena si dovesse solo accennare e attivare  la lunga procedura  per abbandonare l’euro.
Deve essere quindi a tutti chiaro che i grandi speculatori finanziari nel mondo, che in atto possiedono oltre il 40% dei nostri Titoli di Stato (una buona parte del Debito Pubblico) ne chiederanno il rimborso per non subire nel tempo l’inevitabile deprezzamento  dei titoli stessi. L’Italia in mancanza di investitori e di liquidità non potendo subito mettere in circolazione la propria moneta sarà costretta a emettere nuovi Titoli di Stato ad un tasso di interesse più elevato che farà crescere il Debito Pubblico, quindi c’è il fondato rischio che il nostro Stato possa  fallire ancora prima dell’uscita dall’euro, come si è verificato anni fa, anche se in maniera diversa, sulla grave svalutazione del Peso Argentino .
E’ certo che molti capitali nazionali si trasferiranno all’estero e rimarranno all’estero anche i capitali provenienti dalle nostre esportazioni e difficilmente i grandi capitalisti stranieri investiranno i loro capitali in Italia se non saranno coperti e assicurati dal dollaro  o dall’euro .Altrettanto difficoltà avranno le nostre Imprese che sono indebitate con le imprese e le banche straniere.
Si è tutti coscienti che l’inflazione sarà inevitabile ed è prevedibile che all’inizio raggiungerà dal 35% al 40% e i piccoli risparmiatori, per tutelare i loro modesti depositi unitamente ai capitalisti, cercheranno in tutti i modi di portare all’estero i loro piccoli o grandi capitali, per evitare che vengano dimezzati del loro valore. Le banche saranno quindi nelle condizioni di liquidità monetaria per poter fronteggiare in breve tempo  la restituzione dei  risparmi ai propri clienti ? Deve essere chiaro a tutte le forze politiche che nel nostro Paese si provocheranno delle  ulteriori gravi crisi economiche e  per la rivalutazione dei salari e per il fallimento di molte imprese.
Pertanto non posso ritenere che tali forze politiche vogliono realmente che il nostro Paese esca e dall’euro e dalla Comunità Europea e ritengo invece che per accattivarsi gli elettori e cavalcare il malcontento generale lanciano continuamente slogan elettorali brevi ma incisivi :  “usciamo dalla Comunità Europea, l’euro danneggia la nostra economia” ” sopprimiamo le indennità dei parlamentari”  “eliminiamo gli enti inutili”  “garantiamo un salario minimo a tutti i cittadini”
L’affermarsi del populismo e del nazionalismo non farà crescere né il nostro Paese né l’Europa. L’Europa rischia di disintegrarsi e potrebbero  rigenerarsi ambizioni territoriali e richieste delle etnie locali per ricongiungersi alla madre Patria,tutte azioni politiche quanto mai pericolose, che in passato sono state concause di conflitti in tutta l’Europa.
Non si comprende la necessità di tornare indietro  di molti decenni nella storia europea. Tutti siamo consapevoli che la crisi economica è scaturita dalla crisi mondiale e dalla nostra esclusiva incapacità politica, negli anni passati ,di affrontare e risolvere i nostri antichi e gravi problemi che derivano dalla mancata attuazione delle riforme,dalla mancata riduzione del Debito Pubblico,dagli insufficienti investimenti nel realizzare importanti infrastrutture che avrebbero potuto contribuire ad aumentare la ricchezza nazionale. Cercare di attribuire ad altri la responsabilità delle nostre attuali difficoltà economiche è fuori da ogni logica e dalla reale storia dell’Europa.
Se l’Italia e gli stati membri della Comunità resteranno uniti,l’Europa potrà avere ancora un ruolo importante nella storia dell’umanità altrimenti saremo le eterne cenerentole e dovremo sottostare alle leggi economiche dei Paesi più forti nel mondo.
Antonio Ciuna
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