lunedì, 18 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Avvocati state sereni: 
ci pensano i bancari
Pubblicato il 06-03-2017


Gli avvocati che avevano faticosamente conquistato il mercato delle contestazioni bancarie, e si badi bene, non mi riferisco a quegli studi privilegiati che lavorano per gli istituti di credito, ma agli oltre 200.000 professionisti che avevano trovato nuovi clienti tra aziende, artigiani, commercianti e perfino famiglie che sono state “abusate” dal sistema bancario del Paese, hanno un agguerrito concorrente: il bancario in pensione!

Vuoi perché qualche direttore di filiale intrepido aveva venduto al nonno ottantenne dei buoni trentennali all’insaputa dei figli; vuoi perché sono state addebitate spese non dovute; vuoi soprattutto perché è esplosa la “truffa” delle azioni bancarie vendute ai fiduciosi risparmiatori. Insomma, con il sistema in crisi, in crisi ci sono andati tutti: banche e liberi professionisti inclusi! Dunque, i bancari. Ci riferiamo, con sgomento, ai tanti bancari che, andati in pensione, hanno visto l’opportunità di arrotondare l’assegno dell’Inps prestando consulenza agli stessi clienti che, in molti casi, loro stessi avevano messo nei guai. È proprio per questo, previo pagamento di un’equa parcella, si sono accreditati nei confronti dei “poveretti” consigliando la strada per farsi rimborsare il maltolto.
Il cliente, in questi casi, un po’ perché il prezzo della consulenza era buono, un po’ perché riconoscono al bancario una certa competenza, si sono messi nelle loro mani. Certo che il nostro è davvero il Paese di Pulcinella. Mi chiedo quali competenze possono avere questi bancari rispetto agli Avvocati che hanno studiato una vita per servire la giustizia; mi chiedo con quale faccia tosta si presentano ai clienti degli istituti di credito dopo averli inguaiati; mi chiedo come si permettono di togliere il lavoro, – con una concorrenza sleale -, agli Avvocati non avendone nemmeno i titoli.
E infine mi chiedo, ma se i bancari in pensione hanno preso una partita IVA per fatturare le parcelle incassate, allora l’affare si ingrossa?! Insomma, per ultimo mi chiedo come è possibile che un Paese dopo aver permesso ad una gran parte degli istituti di credito – per tramite dei suoi “impiegati” – di dissipare il patrimonio di molti risparmiatori con l’ “inganno”, possa permettere a questi ex “impiegati” di essere così arditi da togliere il lavoro agli Avvocati. Avvocati che non solo hanno molte più incombenze fiscali, ma la maggior parte pagano lo studio e i collaboratori. E con quale faccia, questa moltitudine di pensionati bancari, si permettono di fare i consulenti legali senza averne facoltà? E con quale faccia, dopo essere stati sicari del “sistema banche”, oggi, previa parcella, vogliono porvi rimedio fintamente alimentando la speranza nelle persone agonizzanti?
La cosa peggiore, la più vigliacca, è prendersi gioco dei sentimenti, insomma speculare sulle aspettative del poveretto. Ora, se la speranza la dà il medico ne ha facoltà, se la speranza la offre l’avvocato, non solo ne ha facoltà, – ma deve sollevare dalla depressione il cliente disperato. Ma cosa c’entra in tutto questo il pensionato bancario che si è messo a fare un mestiere che non è il suo?! Oltretutto giocando sull’equivoco, e magari carpendo per la seconda volta la fiducia del risparmiatore! E poi, chissà, molti possono essere dei millantatori che lavoravano in banca ma erano addetti alle fotocopie; approfittando del fatto che la maggior parte delle persone le quali si trovano in “agonia finanziaria” appena sentono la parola banca vanno in paranoia e non capiscono più nulla.
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